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È di pochi giorni fa, più precisamente di venerdì 4 maggio, la notizia che Alessio Castelli (membro della segreteria FIOM CGIL di Massa Carrara), nell’ambito di una discussione con un rappresentante del Gruppo operaio Ex Rational – Ex Eaton – Disoccupati che rappresentava l’intenzione espressa dal gruppo di riconquistare la fabbrica senza se e senza ma per portare avanti nel minor tempo possibile il progetto cooperativistico che li vede impegnati già da alcuni mesi (un progetto che possa finalmente ridare speranza al nostro territorio duramente martoriato da un 16,6% di disoccupazione!), afferma che la FIOM non ci sta, perché la FIOM “sostiene solo azioni democratiche portate avanti dai lavoratori”.

Per la descrizione di quanto avvenuto nella mattina del 4 maggio si rimanda al seguente link https://www.facebook.com/notes/lavoratori-rational/sui-fatti-avvenuti-questa-mattina-alla-rational-non-un-passo-indietro-ma-10-in-a/370494486770737/ e, per la lotta in generale, alla pagina https://www.facebook.com/Ortis17/.

E’ doveroso dunque, da parte nostra, dire alcune cose.

Quando Castelli dice che la FIOM procede solo per vie democratiche intende dire che procede solo secondo le leggi e le prassi vigenti, cioè le leggi e le prassi che permettono ai capitalisti di chiudere aziende, delocalizzarle, imporre un regime da caserma in quelle che tengono aperte (come ai NCA, come alla FCA, ecc.), di intascarsi soldi pubblici attraverso le privatizzazioni, di speculare su terreni e capannoni proprio come Adriano Ciaponi (ex Amministratore unico di Rational AGA), l’ex Sindaco di Massa Roberto Pucci e l’avvocato Sergio Menchini (giusto per citarne alcuni ma la lista è ben più lunga) vorrebbero fare dell’area in cui giace la ex Rational.

Ebbene, il risultato di questo modo di procedere è quel deserto di fabbriche, quella marea di disoccupati e di disperazione di cui parla Gozzani (Segretario Provinciale CGIL) nell’articolo ”Il fanalino di coda, dove la disoccupazione morde” pubblicato su il manifesto del 24.03.18.

Quindi prima di preoccuparsi che “le elezioni le vincono forze anti-sistema”, la direzione della FIOM e della CGIL dovrebbe dire cosa ha fatto e cosa intende fare per invertire l’andazzo. Le assemblee congressuali della CGIL che iniziano il 18 giugno e dureranno fino al 29 settembre sono l’occasione buona per spiegarlo agli iscritti!

Cosa sta facendo, ad esempio, per sostenere la ripresa della lotta dei lavoratori Ex Rational – Ex Eaton – Disoccupati? Potrebbero dire che dal 10 marzo 2017 ce l’hanno messa tutta: ebbene, è proprio quando ce l’hanno messa tutta, cioè quando sono riusciti a prendere in mano la direzione della lotta (parliamo degli ultimi mesi dello scorso anno), che la lotta ha subito una battuta d’arresto a cui i lavoratori hanno ovviato cominciando a occuparsi direttamente anche degli aspetti tecnici legati alla creazione della cooperativa che inizialmente, sbagliando, avevano lasciato in mano ai sindacati.

Oppure potrebbero dire che si tratta di un percorso “non condiviso”: giochiamo a fare “le prime donne” o con volontà e umiltà ci si impegna a sostenere le lotte portate avanti dai lavoratori per i loro diritti? Poi non ci si nasconda dietro alla solita manfrina che “gli operai non si muovono”, se quando si muovono si fa di tutto per ostacolarli!

La FIOM si è mobilitata in varie occasioni e contesti in difesa della Costituzione. Ebbene, oggi il grosso delle leggi e delle prassi correnti sono in violazione della Costituzione, a partire dalle parti progressiste di essa.

Nel caso specifico della Rational, consigliamo a Castelli e compagnia di rileggersi con attenzione la Costituzione che, come ha più volte detto il buon Maddalena applaudito dallo stesso Castelli nell’assemblea dell’aprile 2017 nel piazzale della Rational, sancisce (nel secondo comma dell’art. 42  Cost.) che “la proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge” (cioè dai rappresentanti del popolo e in ultima analisi dal popolo stesso, che è proprietario collettivo del territorio a titolo di sovranità) “allo scopo di assicurarne la funzione sociale”. Se un proprietario, anziché assicurare la funzione sociale di una azienda e cioè l’occupazione dei lavoratori e la produzione, persegue finalità speculative, si pone fuori della prescrizione costituzionale e perde la “tutela giuridica” del suo precedente diritto di proprietà, perde cioè il “riconoscimento e la garanzia” della Repubblica. Il bene, allora, torna lì da dove era venuto, cioè “nella proprietà collettiva del popolo sovrano”. Come la mettiamo?

Ma al di là della Costituzione, se una legge è ingiusta, cioè contraria agli interessi delle masse popolari, secondo Castelli  e compagnia cosa bisogna fare, rispettarla lo stesso? Giustamente gli operai e i contadini in Russia, guidati da Lenin e da Stalin, non hanno ragionato così, perché altrimenti, non solo la Russia sarebbe uno di quei paesi che pudicamente fino a poco tempo fa venivano chiamati “in via di sviluppo” ma, non ci sarebbe neanche stata l’ondata di rivoluzioni e lotte che ha fatto avanzare le masse popolari in tutto il mondo, compreso il nostro paese! Giustamente i nostri partigiani, guidati dal PCI, non hanno ragionato così, perché altrimenti saremmo ancora sotto il tallone dei fascisti e dei nazisti! Giustamente tanti operai, guidati dai comunisti, non hanno ragionato così negli anni ’60 e ’70 del secolo scorso, perché altrimenti non avremmo strappato ai padroni i diritti sindacali, politici e sociali di cui abbiamo goduto per vari anni: diritti che i padroni e le loro autorità hanno iniziato a eliminare uno dopo l’altro quando non hanno più avuto il fiato sul collo del movimento comunista e anche nelle organizzazioni sindacali sono prevalsi persone che mettevano le compatibilità e la concertazione al di sopra degli interessi dei lavoratori.

In ultimo ci teniamo a ribadire a Castelli e compagnia, che ci tengono spesso ad affermare che “gli operai non si muovono”, che la FIOM sono tutti quegli operai e RSU impegnati a difendere il posto di lavoro senza se e senza ma, impegnati a difendere e affermare i diritti dei lavoratori e del resto delle masse popolari, dentro e fuori le fabbriche, senza se e senza ma anche secondo il criterio che è legittimo tutto quello che è conforme ai loro interessi e agli interessi del resto delle masse popolari, anche  se è illegale, cioè è vietato dalle leggi e dalle autorità dei padroni, dei banchieri, dei pescecani della finanza e della loro comunità internazionale, cioè di quelli che stanno mandando in rovina il nostro paese e il resto del mondo!

Riteniamo per questo necessario che all’interno della FIOM (a partire dal suo direttivo) si sviluppi un dibattito in merito alle dichiarazioni di Alessio Castelli (ci piacerebbe capire anche quale sia la posizione di Luisa Pietrini) e che la sua grave presa di posizione venga messa in minoranza: gli operai combattivi della FIOM devono far valere il sostegno alla battaglia Rational che sta aprendo una strada per le migliaia di lavoratori e lavoratrici che oggi hanno perso o stanno perdendo il posto di lavoro. La FIOM potrà mantenere il proprio ruolo di prestigio tra i lavoratori del nostro Paese solo se oserà sostenere senza se e senza ma ogni forma di lotta che i lavoratori riterranno necessaria contro la chiusura delle aziende, contro le violazioni delle norme di sicurezza nel lavoro e contro l’applicazione di leggi infami come il Jobs Act.

Sezione di Massa del Partito dei CARC, “Aldo Salvetti”

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