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Martedì 11 aprile 2018 presso il Bar La Linea a Bologna la Federazione in costruzione del Partito dei CARC in Emilia Romagna ha presentato, in collaborazione con Vigilanza Democratica, il dossier, a cura del Partito dei CARC, CopWatching 2.0 per continuare la giusta, legittima e necessaria battaglia per controllare i controllori, per ribadire che l’impunità di cui le Forze dell’Ordine godono nella loro attività è l’anticamera dell’arbitrio: l’introduzione del numero identificativo sulle divise e di un reale reato di tortura sono passaggi importanti per avanzare nella tutela delle masse popolari e anche di quei poliziotti e carabinieri contrari all’abuso della forza e alle torture.

L’iniziativa si inserisce nel solco della battaglia politica e legale che abbiamo sviluppato a partire dall’attacco mosso dall’agente Vladimiro Rulli (legato al VII Reparto Mobile di Bologna, il cui volto pubblico è il neo deputato Gianni Tonelli del SAP che proprio in questi giorni è stato condannato dal Tribunale di Bologna per aver diffamato la famiglia Cucchi – qui l’articolo) nei confronti di Rosalba Romano (“semplice” intestataria fisica del sito) e della redazione del sito Vigilanza Democratica, portale nato nel 2013 con lo scopo di vigilare sull’operato delle Forze dell’Ordine e denunciarne abusi, violenze e impunità. La compagna Rosalba è stata condannata il 30 marzo scorso nell’ultima udienza di primo grado condotta dal giudice Paola Maria Braggion della sez. 9 del Tribunale di Milano (qui il comunicato sulla condanna) ma l’opera di inchiesta e di denuncia non si ferma, anzi trova rinnovate energie frutto dell’enorme ed estesa solidarietà che in questi mesi è giunta a Rosalba: infatti, il sito Vigilanza Democratica verrà riaperto!

Ancor più in dettaglio, la presentazione bolognese è ulteriore sviluppo del presidio nazionale che il P. CARC ha promosso il 17 marzo proprio in Piazza del Nettuno a Bologna per pretendere lo scioglimento del VII Reparto Mobile di Bologna e dare forza alla solidarietà che le masse popolari locali e del resto del paese hanno saputo dimostrare in questi mesi nei confronti di Rosalba: una forza questa che permette di non subire passivamente la repressione, di rompere con la cappa di silenzio con cui giudici e sgherri vogliono condurre l’attacco contro Vigilanza Democratica e di rispedire al mittente le intimidazioni e le provocazioni!

Ed è proprio nel solco di questa battaglia giudiziaria che è nato il dossier CopWatching 2.0, uno strumento di organizzazione contro gli abusi e l’impunità. Questa non sarà l’ultima iniziativa in materia a Bologna e in Emilia Romagna perché gli interventi dei presenti in sala hanno tutti confermato come, a livelli diversi, tutti sono potenzialmente oggetto di abusi da parte delle Forze dell’Ordine con perquisizioni uscendo dall’Università, domande inopportune durante il controllo dei documenti, finanche ad attacchi ben più gravi come i pestaggi ingiustificati, le sevizie in caserma (i casi di Aldovrandi, Uva, Cucchi ne sono esempio) ecc. La lunga lista di omicidi di stato, di pestaggi schiaffeggiamenti e ferimenti sono episodi reali e quotidiani (basti pensare ai due poliziotti a Napoli che hanno colpito un ragazzo per strada giusto qualche giorno fa) ed è quindi emersa la necessità di doversi tutelare: il copwatching (il controllo dei controllori) è una pratica che va sostenuta e diffusa e chi la promuove non può essere condannato!

E ancora, è risultato importante sapere come comportarsi in relazione all’attività delle Forze dell’Ordine e per questo abbiamo parlato del Piccolo Manuale di Autodifesa Legale (scaricalo qui), strumento pratico per sapersi rapportare nei casi di controllo dei documenti, perquisizione, fermo e/o arresto e per questo vogliamo, in continuità con l’attività di Vigilanza Democratica, presentarlo a Bologna molto presto!

In conclusione, riportiamo la domanda di Marco, un partecipante, che giustamente ha posto il problema che sciogliere un reparto di Polizia è un affare complicato a cui proviamo a rispondere: è vero, ma per riuscirci non bastano gli appelli e l’affidarsi alla buona volontà di qualche esponente della Borghesia Imperialista, delle sue istituzioni e delle sue forze dell’ordine, di illuminati rappresentanti della legge. È invece necessario sviluppare condizioni superiori e maggiormente favorevoli per imporre un governo di emergenza popolare che epuri, avendone forza e volontà, la Polizia da picchiatori e violenti e che faccia così gli interessi delle masse popolari, perché non si può pensare di cambiare le Forze dell’Ordine se non si cambia il sistema che le forma e le addestra e dietro cui la stessa classe dominante si trincera! L’operato violento ed eversivo non è dovuto a “qualche mela marcia” o “servizi segreti deviati” ma è la rappresentazione concreta e reale del vero volto dello Stato borghese: anti democratico, a servizio di una specifica classe, la borghesia, che tramite il monopolio della violenza tenta di posticipare la sua inevitabile fine perché la crisi, a cui la borghesia non può dare risposte, spinge le masse popolari a reagire in ogni forma (mille sono le forme in cui le masse popolari oggi resistono alla crisi) e crea il terreno favorevole alla mobilitazione rivoluzionaria delle masse popolari. La repressione non fa che alimentare l’odio di classe e fornire occasione alla solidarietà di classe di crescere ed estendersi.

Il dossier CopWatching 2.0 è strumento per creare queste condizioni, usiamolo!

La solidarietà di classe è un’arma potente nelle nostre mani, invia una sottoscrizione economica per le spese legali alla Postepay n. 5333 1710 0024 1535 – Carta intestata a Gemmi Renzo.

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