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IO STO CON CHIARA!

L’ARTICOLO 21 DELLA COSTITUZIONE SI APPLICA!

E’ FUORI LEGGE CHI LO VIOLA!

« Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione ». Così riporta l’articolo 21 della Costituzione del nostro paese, la Costituzione nata dalla Resistenza, conquistata al prezzo del sangue dai Partigiani e difesa il 4 dicembre del 2016 da milioni di italiani che hanno votato NO al tentativo dell’allora governo Renzi di modificarla e farne carta straccia. Per aver fatto valere l’articolo 21 della Costituzione, Chiara De Marchis, lavoratrice ed esponente del Partito dei CARC nota nel basso Lazio per il suo impegno militante per la rinascita del movimento comunista e nelle lotte in difesa dei diritti, è sotto processo a Cassino, “colpevole” secondo la Questura di Frosinone e il Tribunale di Cassino, di aver usato un megafono nel corso della manifestazione “Napolitano non è il nostro presidente”, che si è svolta in occasione della visita di Giorgio Napolitano a Cassino il 15 marzo 2014. Chi è l’autore del reato: chi usa un megafono nel corso di una manifestazione politica come garantito dal dettato costituzionale e dalle stesse leggi dello Stato oppure chi pone divieti e intimidisce l’esercizio della libertà di manifestazione? La Costituzione parla chiaro e non ci sono mezzi termini: gli autori di reato quel 15 marzo 2014 non stavano tra i manifestanti che come Chiara De Marchis legittimamente contestavano Giorgio Napolitano ma tra i dirigenti della Questura di Frosinone come Carlo Bianchi e Cecilia Chiara che quel giorno, abusando della propria divisa e dei poteri che conferiva loro, hanno prima impedito con l’uso della forza l’utilizzo del megafono da parte di Chiara e poi orchestrato l’avvio del procedimento giudiziario contro di lei, su cui oggi pende una multa da 1700 euro ed è sottoposta a processo da parte del Tribunale di Cassino. Ma quanto sta accadendo a Chiara non è un episodio isolato e vanno diffondendosi i casi in cui la Questura di Frosinone si rende responsabile di abusi come quello compiuto il 15 marzo 2014 contro Chiara. Ne sa qualcosa chi ha preso parte ai presidi di solidarietà con Chiara fin qui tenutisi in corrispondenza delle udienze del processo (in cui i soliti agenti Digos minacciavano denunce contro chi osasse usare il megafono) ma ne hanno fatto le spese anche gli operai della ex Ideal Standard di Roccasecca (le cui manifestazioni in difesa del posto di lavoro sono state subissate di prescrizioni e divieti analoghi).

Noi non vogliamo girarci dall’altra parte mentre vanno in scena simili abusi e violazione della nostra Costituzione. Crediamo che bavagli e procedimenti giudiziari non debbano colpire chi lotta per difendere i diritti quotidianamente calpestati ma i responsabili dello sfacelo politico, economico, sociale e ambientale in cui versa il nostro territorio.

E’ per questo che stiamo con Chiara e ne chiediamo l’immediata assoluzione dal processo farsa che la vede coinvolta. L’articolo 21 della Costituzione si applica!

E’ per questo che vogliamo abbiano fine abusi in divisa come quello da cui scaturisce il processo a Chiara DM e l’allontanamento dalla Questura di Frosinone di chi se ne rende responsabile. L’articolo 21 della Costituzione non si viola!

Per adesioni scrivere a fedlaziopcarc@rocketmail.com

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