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Sabato 17 marzo in piazza del Nettuno a Bologna il P.CARC ha organizzato un presidio per lo scioglimento del VII Reparto Mobile e in solidarietà alla redazione del sito Vigilanza Democratica e alla compagna Rosalba, portata a processo per diffamazione proprio da un ex-agente del VII Reparto Mobile, Vladimiro Rulli, per aver denunciato in un appello pubblico i crimini commessi dal suddetto reparto. Contemporaneamente a Napoli si è tenuto un presidio nella Galleria Principe.

Nelle settimane precedenti al presidio è stato “preparato il terreno”: diffusioni e banchetti davanti alle università e alle aziende, raccolte firme e foto in solidarietà a Rosalba, incontri con altri organismi hanno dimostrato la sensibilità delle masse popolari verso la lotta contro la repressione. La città di Bologna è stata ed è una città della Resistenza, del movimento degli anni ’70, dal movimento studentesco e antifascista, alle lotte operaie e delle donne. Non è un caso che Bologna sia stata il teatro dell’omicidio di Francesco Lorusso, nel 1977, dell’occupazione delle strade da parte dei carri armati di Cossiga e della strage alla stazione del 2 agosto 1980. Non è un caso, nemmeno, che sia il centro operativo e la sede del VII Reparto Mobile.

Il 17 marzo dal primo pomeriggio fino a sera, nonostante la pioggia, sono stati presenti al presidio decine di compagni che hanno scandito al megafono comizi e slogan per denunciare le violenze del VII Reparto, l’impunità di cui gode, i legami con lo stesso blocco di potere che ha creato e protetto la UNO bianca, per chiamare le masse popolari alla solidarietà e per portare un messaggio e una linea di riscossa. La massiccia presenza di Carabinieri (uomini e mezzi) e della DIGOS non è servita a intimidire i passanti, che invece si sono avvicinati al banchetto e molti hanno addirittura chiesto se tutti quei carabinieri fossero lì per noi, dato che stavamo facendo un semplice presidio. Tanta curiosità e grande solidarietà espressa dai bolognesi, giovani e meno giovani, italiano e immigrati. Abbiamo distribuito 4mila volantini e raccolto centinaia di firme in solidarietà a Rosalba. Ringraziamo i compagni e le compagne che hanno risposto, partecipando al presidio, alla Lettera aperta ai comunisti, ai progressisti, ai centri sociali e a tutte le associazioni che hanno a cuore le parti progressiste della Costituzione: Labàs, PCI, FGCI di Bologna, Centro Documentazione Iskra di Carpi (MO), Casa del Popolo di via Padova di Milano, Gratosoglio Autogestita (MI), spazio recuperato Casa Rossa Rossa di Sesto San Giovanni (MI).

Il 30 marzo si svolgerà presso il Tribunale di Milano quella che molto probabilmente sarà l’ultima udienza del processo contro Rosalba e quindi si arriverà a sentenza. Indipendentemente dall’esito del procedimento, l’attività di Vigilanza Democratica continuerà e, anzi, proprio in previsione della riapertura del sito lanciamo l’appello alla collaborazione sia per gli aspetti pratici che per allargare la rete degli attivisti del controllo popolare contro gli abusi in divisa.

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Solidarietà a Enrico Zucca

Enrico Zucca è il magistrato che, insieme al PM Francesco Albini Cardona, ha seguito diversi processi per reati della polizia nel G8 di Genova, in particolare quelli per la scuola Diaz e la caserma di Bolzaneto. Zucca ha anche testimoniato lo scorso 21 febbraio alla seconda udienza del processo a Rosalba, ribadendo che in molte occasioni (come per il G8) è stato impossibile risalire agli autori delle violenze e dei crimini tra le Forze dell’Ordine per l’impossibilità di identificare gli agenti o per la non collaborazione delle Autorità competenti e della Polizia Giudiziaria che hanno di fatto ostacolato le indagini.

Ora il PM viene attaccato per le dichiarazioni sul caso Regeni. “I nostri torturatori sono ai vertici della polizia, come possiamo chiedere all’Egitto di consegnarci i loro torturatori?”. Altreconomia ha lanciato un appello in sua solidarietà a cui hanno già aderito moltissimi cittadini comuni, ma anche avvocati e magistrati. Hanno aderito anche il Segretario Nazionale del P.CARC, Pietro Vangeli, e Rosalba. All’indirizzo https://altreconomia.it/appello-zucca potete aderire all’appello e leggere alcune prese di posizione, fra le altre la sua: “Le parole di Zucca esprimono delle verità tanto incontestabili quanto scomode per chi oggi garantisce impunità e promozioni a chi nelle forze di polizia si è macchiato di gravi crimini. È un PM che dimostra coraggio perché sa bene a quali attacchi va incontro chi denuncia apertamente la complicità delle stesse Autorità su questo tema. Colgo l’occasione per ringraziarlo pubblicamente per aver testimoniato a mio discarico nel processo che mi vede attualmente imputata a Milano per diffamazione di un ex agente del VII Reparto mobile di Bologna. Dico a Zucca di andare avanti a testa alta, perché la parte più sana, che è anche la più numerosa di questo nostro paese, è con lui” – Rosalba Romano, della redazione di Vigilanza Democratica.

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Solidarietà alla compagna Chiara!

Il 12 aprile si svolgerà presso il Tribunale di Cassino l’udienza del processo contro la compagna Chiara De Marchis, accusata di aver contravvenuto alle disposizioni di polizia che vietavano l’utilizzo del megafono durante una manifestazione a Cassino nel 2014 indetta contro la presenza dell’allora Presidente della Repubblica Napolitano. Come a ogni udienza, fuori dall’aula verrà organizzato un presidio in sostegno alla compagna, anche contro questo carosello giudiziario che va avanti da anni e che comporta uno spreco di tempo, energie e risorse pubbliche mentre i veri criminali rimangono impuniti. Invitiamo tutti a partecipare al presidio e a solidarizzare con la compagna così come è stato fatto per Rosalba e la redazione di Vigilanza Democratica. Foto, prese di posizione, iniziative di sostegno e raccolte in denaro sono alcuni dei canali tramite i quali esprimere la solidarietà a Chiara, processata per essersi avvalsa della libertà di espressione garantita dalla nostra Costituzione.

Copwatching 2.0

Al presidio del 17 marzo è stato presentato Copwatching 2.0, un dossier che raccoglie articoli, interviste, comunicati e approfondimenti sulla lotta contro le manovre dei vertici della Repubblica Pontificia per impedire l’introduzione del codice identificativo e un reale reato di tortura nel codice penale (quello introdotto è solo uno specchietto per le allodole). Oltre a essere una valida raccolta di documenti di denuncia, Copwatching 2.0 è anzitutto uno strumento di organizzazione e lotta, uno strumento per l’azione. È un contributo alla più generale lotta contro la repressione.
Ordinalo per posta a carc@riseup.net (4 euro + spese di spedizione).

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