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Milano, 14 marzo 2018

Sabato 17 marzo alle h. 15 presso piazza del Nettuno, il P. CARC ha organizzato un presidio in solidarietà a Rosalba, della Redazione di Vigilanza Democratica e militante del Partito dei CARC, sotto processo per “diffamazione” e per aver portato avanti la battaglia per lo scioglimento del VII Reparto Mobile della vostra città. Il VII è il reparto che dal 2001 al G8 di Genova in poi si è “distinto” per la sua violenza nei confronti di liberi cittadini, godendo di coperture ad alto livello e assoluzioni nelle aule di tribunale. Molti di voi, soprattutto tra le compagne e i compagni attivi nelle lotte sociali, lo conoscono bene, anche sulla loro pelle (al riguardo vi segnaliamo due interviste, a Martina Fabbri e a Enrico Di Bella del TPO).

La solidarietà a Rosalba rafforza ed estende la lotta contro gli abusi e le violenze in divisa. La compagna Rosalba e la Redazione di Vigilanza Democratica sono perseguite per il loro lavoro di inchiesta sugli abusi delle Forze dell’Ordine e in particolare perché chiedono lo scioglimento del VII Reparto Mobile di Bologna. Infatti, il procedimento in corso, presso il Tribunale di Milano (udienza conclusiva il 30 marzo, “democraticamente” a porte chiuse), è stato avviato con la denuncia sporta proprio da un agente legato al VII Reparto Mobile: Vladimiro Rulli. Costui si è “risentito” perché il sito Vigilanza Democratica (intestato a Rosalba) il 22 gennaio 2013 ha “osato” denunciare apertamente i crimini del suddetto reparto con un pubblico Appello alla società civile “Cosa deve ancora accadere perché il VII Reparto Mobile di Bologna venga smantellato?”.

Questo appello uscì in seguito all’assoluzione di Vladimiro Rulli e di altri sette agenti del VII Reparto Mobile (Luca Iodice, Antonio Tota, Massimo Coppola, Michele Granieri, Bartolomeo Nemolato, Ivano Pangione e Giuseppe Valente) nel processo per il pestaggio di Paolo Scaroni, l’ultras del Brescia 1911 che il 24 settembre 2005 nella stazione di Porta Nuova di Verona rischiò di essere ucciso nel corso di cariche ingiustificate contro i tifosi in rientro dalla trasferta. Oggi Paolo è totalmente invalido a causa del pestaggio subito. Nelle motivazioni della sentenza si dice che sì, “violenza ingiustificata” c’è stata e anche che sono stati degli agenti appartenenti al VII Reparto a massacrare Scaroni, ma proprio la mancanza del codice identificativo oltre alla manomissione della ripresa video della carica hanno fatto sì che i responsabili di quel crimine indossino ancora la divisa.

Proprio come avvenne ai processi per il G8 di Genova! Il 21 febbraio scorso Enrico Zucca (il PM di Genova che ha seguito diversi processi per reati di polizia  nel G8, tra cui l’Appello del processo per i fatti di piazza Manin conclusosi con la condanna per falsa testimonianza di Luca Cinti ex dirigente del VII Reparto mobile di Bologna), durante la sua testimonianza per la difesa al processo contro Rosalba, senza mezzi termini ha dichiarato che la difficoltà a pervenire all’identificazione dei responsabili di molti di quei crimini (anche laddove i poliziotti agivano a volto scoperto e esistevano filmati che li riprendevano) è stato il problema principale di quelle indagini. Inoltre, ha aggiunto che la causa del problema era da ricercarsi nella “mancata collaborazione” delle Autorità competenti e della Polizia Giudiziaria che non hanno mai comunicato i nomi degli agenti coinvolti e neppure hanno fornito gli elenchi del personale di polizia in servizio nei luoghi indicati.

Dietro al processo a Rosalba c’è molto altro: Vladimiro Rulli è solo una pedina. Agisce infatti su mandato di altri, di quell’insieme di apparati repressivi che si sono legati al dito la battaglia condotta dal 2009 al 2013 contro il procedimento orchestrato a Bologna nei confronti di quattro compagni a seguito della realizzazione da parte del (nuovo) Partito Comunista Italiano del sito Caccia allo Sbirro. Questo sito è stato creato per rendere noti volti e nomi di agenti delle forze dell’ordine che commettono abusi e violenze, che si infiltrano nei movimenti politici e sociali per fare il “lavoro sporco”, per spezzare l’anonimato e contrastare l’impunità cui spesso si accompagnano promozioni e scatti di carriera. La compagna Rosalba era tra gli imputati in questo processo e, come gli altri tre imputati, anche lei è stata assolta. È nel corso di questa lotta che venne creato il sito Vigilanza Democratica e avviata la battaglia per lo scioglimento del VII Reparto Mobile.

Chi c’è dietro Rulli? Dietro Rulli c’è Gianni Tonelli (in carico al VII Reparto mobile e esponente di “spicco” Sindacato Autonomo di Polizia), che ha fatto carriera anche grazie alle sue vergognose dichiarazioni sul caso Cucchi e Aldrovandi e contro l’introduzione del reato di tortura, e la Lega Nord di Salvini. Tonelli infatti si è candidato, con tanto di dichiarazioni di guerra ai centri sociali e agli antifascisti, con la Lega ed è stato eletto alla Camera alle recenti elezioni politiche.

La rete eversiva che garantisce il VII Reparto Mobile e il SAP è la stessa che nel tempo ha favorito e sta favorendo i criminali condannati per i fatti della Uno Bianca tra cui Marino Occhipinti, che all’epoca dell’arresto era amico di Gianni Tonelli e suo collega tanto nel VII Reparto mobile che nel SAP e che per questo ha goduto di diversi trattamenti e “premi” speciali (per approfondire leggi l’Avviso ai Naviganti 79 del (n)PCI del 14 febbraio 2018).

E ancora quindi, dietro questa pedina, ci sono gli “alti papaveri” usciti indenni, “puliti”, dai fatti della Uno Bianca al pari degli esponenti coinvolti in “stragi di Stato”, “omicidi eccellenti” o in altri episodi di “strategia della tensione” e della “Trattativa Stato-Mafia”.

Per questi motivi è necessario schierarsi in solidarietà a Rosalba e chiudere il VII Reparto Mobile di Bologna: per sciogliere quel filo nero di abuso, violenza, ritorsione, fascismo ed eversione che collega episodi oscuri della storia del nostro paese e che arriva fino al processo in corso oggi contro Rosalba e la redazione di Vigilanza Democratica.

Invitiamo tutti i comunisti, i compagni e le compagne dei contri sociali, gli attivisti e gli esponenti dei comitati di lotta e delle associazioni che hanno a cuore e vogliono difendere le parti progressiste della Costituzione a partecipare al presidio di sabato: alle h. 17.30 terremo un’assemblea aperta per aggiornare sul processo a Rosalba e per ragionare sulla situazione repressiva nella città di Bologna. Sarà anche occasione per confrontarci su come far fronte agli attacchi repressivi, quali strumenti e metodi utilizzare e per presentare il nuovo Copwatching 2.0, una raccolta di articoli e documenti che fanno emergere bene la ritorsione contro Rosalba, il sistema di impunità e copertura di cui godono le forze dell’ordine nel nostro paese e quel filo nero che dalla Uno Bianca al VII Reparto Mobile di Bologna sono approdate alla Lega.

La città di Bologna è stata ed è una città resistente. Il movimento comunista e quello delle masse popolari organizzate hanno dato un importante contributo alle lotte per la conquista e la difesa dei diritti di civiltà e benessere: dalla Resistenza al nazifascismo, alle lotte degli anni ’70, dal movimento studentesco e antifascista, alle lotte operaie e delle donne. Non è un caso quindi che Bologna sia anche la città della strage del 2 agosto 1980, degli omicidi di stato come quello di Francesco Lorusso, delle cariche e pestaggi ingiustificati contro chi oggi lotta per la costruzione di una nuova e più giusta società. Non è un caso che sia la sede del VII Reparto Mobile.

La solidarietà è un’arma: rimandiamo al mittente il suo attacco e stringiamoci intorno a chi resiste e lotta per applicare le parti progressiste della Costituzione! Osare sognare, osare lottare, osare vincere!

Vi aspettiamo sabato 17 marzo, dalle ore 15, in Piazza del Nettuno!

La compagne e i compagni del P. CARC

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