Usare anche il voto del 4 marzo

per rafforzare l’organizzazione, la mobilitazione e il coordinamento delle masse popolari

per creare un fronte comune anti-Larghe Intese che promuova l’attuazione dal basso delle parti progressiste della Costituzione!

La campagna elettorale è stata caratterizzata dal tentativo dei poteri forti (il Vaticano, la Confindustria e le altre organizzazioni padronali, le organizzazioni criminali, gli imperialisti USA e UE: i vertici della Repubblica Pontificia) e dei loro partiti e apparati di creare un clima di “tensione” per confondere le masse popolari, presentare i partiti delle Larghe Intese come l’unica “alternativa” possibile e responsabile al “caos” e creare così il terreno favorevole a un “governo del presidente” che continui ad attuare il programma comune della borghesia imperialista.

Una delle direttrici per creare il clima di “tensione” è consistito “(…) nell’uso degli scimmiottatori del fascismo del XX secolo (a partire da Forza Nuova e Casa Pound). Questa operazione è iniziata con l’ampio risalto dato dai media di regime al presidio fatto da una decina di fascisti sotto la redazione di Repubblica fino ad arrivare all’“operazione Macerata” (strumentalizzazione in chiave razzista dell’omicidio di una ragazza, tentativo di fare una strage di immigrati da parte di un fascista, costruzione di un clima di allarme – da manuale della “strategia della tensione” – intorno alla manifestazione antifascista) che ha occupato le prime pagine dei giornali e TV per quasi due settimane, diventando l’argomento principale del periodo “caldo” (centrale) della campagna elettorale. All’“operazione Macerata” sono seguite centinaia di manifestazioni antifasciste in tutto il Paese, le provocazioni fatte ad arte nelle principali città d’Italia con i comizi di Forza Nuova e Casa Pound tutelati da Minniti, prefetti e forze dell’ordine (senza questa protezione sarebbero saltati, essendo iniziative con quattro gatti), le cariche e i pestaggi degli antifascisti di Bologna, Napoli, Torino che giustamente sono scesi in piazza per impedire le gazzarre fasciste, gli arresti degli antifascisti, fino ad arrivare ai casi di accoltellamenti di compagni (a Genova e Perugia) e alla stigmatizzazione dell’azione militante di Palermo contro un dirigente provinciale di Forza Nuova.

Man mano che “montava” questa situazione, la campagna elettorale è stata incentrata sempre di più sul tema della “sicurezza” e dell’“immigrazione” agitato dalle Larghe Intese per presentarsi come il governo della stabilità, del buon senso, del “rispetto della democrazia” (addirittura Renzi si è presentato “come antifascista e difensore della Costituzione”!). È stata una campagna elettorale quindi all’insegna di un vasto e articolato tentativo di manipolazione e diversione dell’opinione pubblica, indice questo di debolezza dei vertici della Repubblica Pontificia e dei suoi partiti. Hanno cioè bisogno di pigiare l’acceleratore sull’intossicazione e la diversione per tentare di arginare il distacco e la sfiducia crescenti delle masse popolari nei loro confronti e per coprire il fatto che, se riesce a installarsi e a governare, la linea di condotta di un governo di Larghe Intese, indipendentemente da chi ne sarà a capo, è già scritta: eliminazione di quanto resta dei diritti e delle conquiste dei lavoratori e delle masse popolari, rapina dei lavoratori dipendenti e autonomi, sottomissione dell’economia reale alla speculazione finanziaria, tagli e privatizzazione della scuola, della sanità e degli altri servizi pubblici, vendita del patrimonio industriale e immobiliare pubblico, devastazione del territorio, inquinamento dell’ambiente, partecipazione al riarmo e a nuove guerre di aggressione. È il programma comune degli “italiani che contano” e della loro comunità internazionale, è l’unico modo che hanno per tenere in vita il loro sistema di relazioni economiche, politiche e sociali e il loro “ordine mondiale” nonostante la crisi generale del capitalismo[vedi “Elezioni politiche: le indicazioni di voto del P.CARC” su www.carc.it].

I compagni e le compagne della Federazione Toscana del Partito dei CARC, da un paio di anni, intervengono periodicamente nel territorio umbro. Dagli interventi davanti alle acciaierie dell’AST di Terni, al lavoro di costruzione del coordinamento nazionale della siderurgia, alle iniziative culturali (presentazione di Poema Pedagogico e del giornale Resistenza) a Spoleto, alle iniziative di solidarietà a Perugia.

Abbiamo sempre trovato non solo sacche di resistenza ma anche compagne e compagni che cercano una strada per fare la rivoluzione socialista e che quotidianamente sostengono la mobilitazione delle masse popolari. La nostra indicazione di voto per le prossime elezioni del 4 marzo è funzionale a rafforzare le esperienze di autoorganizzazione che si sono sviluppate sul territorio in questi anni, e a consolidare le relazioni e il dibattito politico.

È per questo che nei collegi di Terni e Spoleto votiamo e chiamiamo a votare Partito Comunista e Potere al Popolo!

A Perugia votiamo e chiamiamo a votare per Potere al Popolo!

Nella situazione attuale, l’unico “voto utile” è quello che serve

a sviluppare la mobilitazione e la ribellione, l’organizzazione e il coordinamento, il protagonismo delle masse popolari,

a rendere difficile, se non impossibile, ai poteri forti installare un loro governo e continuare l’opera di rapina delle masse, di devastazione del territorio, di eliminazione dei diritti democratici conquistati con la Resistenza antifascista, di violazione della Costituzione,

a costruire un nuovo sistema di governo fondato sulle masse popolari organizzate!

Osare sognare, osare lottare, osare vincere!

Costruiamo il fronte anti-Larghe Intese!

Avanziamo verso il Governo di Blocco Popolare!

La Federazione Toscana del Partito dei CARC

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