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Resistenza
E’ iniziata la campagna abbonamenti per il 2018, sostenuta da una serie di presentazioni del giornale in tutta Italia. Si sono svolte a Milano (13 gennaio), Sesto San Giovanni (17 gennaio), Gratosoglio (MI), Brescia e Cecina (tutte il 12 gennaio), Roma (13 gennaio) e altre sono in programma per le prossime settimane, insieme a letture di articoli specifici, soprattutto quelli legati all’intervento nella campagna elettorale; le letture diventano occasioni di dibattito con i simpatizzanti e coinvolgono spesso anche compagne e compagni di altri partiti e organizzazioni.

Colle Val d’Elsa (SI). Lo scorso 22 dicembre la sezione di Siena ha partecipato al cineforum organizzato a scuola dagli studenti del Liceo Classico Volta sulla strage di Piazza Fontana, durante il quale sono state trattate molte questioni, dal governo occulto dei poteri forti, alla strategia della tensione. Nel periodo delle vacanze di Natale i ragazzi hanno letto in autonomia il numero 11-12/17 di Resistenza e successivamente hanno sollecitato un incontro con la Sezione di Siena perché avevano molte domande da porci sul Partito e sulla nostra linea, anche riguardo alle elezioni del 4 marzo (per le quali alcuni di loro confidavano nella lista di Grasso, Liberi e Uguali). La sezione ha proposto loro di discutere “I comunisti e le elezioni” pubblicato sul numero 1/2018 perché dà, appunto, una visione completa della nostra linea riguardo alle elezioni. La lettura collettiva, svolta il 15 gennaio, è stata ambito di discussione in cui i ragazzi sono stati partecipi con domande e osservazioni, molto curiosi di approfondire l’argomento, pur essendo tutti quanti minorenni (non votanti). L’articolo ha dato anche modo di spaziare su altri temi che i ragazzi ci avevano chiesto di approfondire: unità dei comunisti, differenza tra P.CARC e (nuovo)PCI, perché la Carovana è composta da partiti extraparlamentari. Alla faccia di chi dice che i giovani non si interessano di politica! Oltre a questo, il confronto è servito anche a parlare e discutere della loro condizione di studenti che vogliono costruire un collettivo che si occupi della scuola e dei suoi problemi e vogliono capire come farlo (sono al momento alle prese con una lotta rivendicativa per la difesa del diritto all’assemblea d’istituto).

Lotta alla repressione
Sesto San Giovanni. Il 22 dicembre si è concluso il processo a Stefania Favoino, che è stata condannata a pagare una multa di 150€ per aver risposto all’aggressione di un attivista cattolico che l’aveva colpita con un pugno durante una contestazione a un presidio anti-abortista nel 2013, davanti alla clinica Mangiagalli. L’anti-abortista, che Stefania aveva denunciato a sua volta, è stato invece assolto da tutte le accuse. La compagna si era mobilitata in difesa della legge 194 ed è stata al centro di una campagna di solidarietà che il Partito ha promosso in tutta Italia. Ma la sconfitta in aula non è certo una sconfitta fuori: oltre ai presidi organizzati fuori dal tribunale ad ogni udienza, in questi mesi da tante parti è arrivato sostegno alla compagna e il procedimento è stato un modo per parlare degli attacchi ai diritti delle donne delle masse popolari e della loro condizione di oppressione, del governo occulto del Vaticano e fare quindi propaganda del socialismo, che è l’unica via per mettere fine all’oppressione di genere e al potere politico e morale della Chiesa. Inoltre, gli anti-abortisti non fanno più presidi di fronte all’ospedale. La campagna in solidarietà a Stefania è tutt’altro che conclusa, si sviluppa nelle campagne contro la repressione che il Partito conduce, nelle mobilitazioni per i diritti delle donne, nella lotta per la difesa della sanità pubblica, ma soprattutto nella lotta per la costituzione del Governo di Blocco Popolare.

Massa. Venerdì 12 gennaio si è svolta l’ultima udienza del processo in cui era imputato Marco Lenzoni, un compagno infermiere che nel 2014 aveva partecipato a un presidio contro l’approvazione in parlamento del Jobs Act. Il giudice ha condannato il compagno a due mesi di reclusione e una multa di 150€, perché ritenuto il promotore di uno spostamento non preavvisato del presidio dal palazzo del Comune di Massa alla sede del PD (che dista 150 metri circa). L’accusa si è basata unicamente sulle dichiarazioni degli agenti della Digos, non riuscendo a produrre alcuna prova tangibile dell’accaduto (nel video mostrato a sostegno delle tesi dell’accusa Marco nemmeno si vedeva!). L’esito del processo dimostra come la classe dominante, nella fase terminale della crisi del capitalismo, sia pronta a calpestare la sua stessa legalità (mantenendo in vigore il codice Rocco di origine fascista, a causa del quale Marco è stato condannato) pur di difendere i propri interessi. Anche in questo caso era stato organizzato un presidio fuori dal tribunale, al quale ha partecipato anche il partigiano Giorgio Mori, presidente onorario dell’ANPI di Massa-Carrara, ed è stata messa in campo una campagna di solidarietà a livello nazionale in sostegno di chi, come Marco, applica le parti progressiste della Costituzione. La battaglia è persa ma la guerra no: la lotta in sostegno a Marco va avanti e il compagno insieme all’avvocato che lo ha seguito durante il processo, ha deciso di fare ricorso in appello contro una sentenza politica di stampo fascista.

Cassino. L’8 gennaio era prevista la prima udienza del processo che vede imputata la compagna Chiara De Marchis, “rea” di aver contestato col megafono l’ex-presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in occasione di una sua visita a Cassino nel 2014. Al presidio organizzato fuori dall’aula erano presenti molti compagni, anche di altre organizzazioni comuniste, ma l’udienza è stata rimandata al prossimo aprile (con conseguente spreco di soldi pubblici per alimentare la burocrazia giudiziaria e le spese di un procedimento-farsa, oltre ai soldi di chi è coinvolto nel processo). Dopo il presidio i compagni si sono diretti verso lo stabilimento dell’Ideal Standard di Roccasecca, dove gli operai stanno conducendo un’aspra lotta in difesa del posto di lavoro (vedi l’articolo a pag. 1) per portare la loro solidarietà.

 

Iniziative culturali
Spoleto. Lo scorso 17 dicembre è stata organizzata all’interno della Libreria Aurora una presentazione di “Poema Pedagogico” di A. Makarenko, recentemente ripubblicato dalle Edizioni Rapporti Sociali insieme alla Red Star Press, a cui il P.CARC ha partecipato. Nella libreria, gestita da compagni che gravitano attorno al PC di Rizzo e al FGC, erano presenti circa 25 persone, tutti giovani o giovanissimi, molte delle quali ragazze. Il dibattito che è seguito alla presentazione ha permesso di sviluppare una riflessione non solo sul valore dell’esperienza storica dell’URSS e su cosa è nella pratica il socialismo (i tre pilastri: dittatura del proletariato, proprietà collettiva dei mezzi di produzione, crescente partecipazione delle masse popolari alla gestione della società), ma anche sul perché sono crollati i primi paesi socialisti, distinguendo fra la denigrazione e il giusto bilancio che serve per attuare gli insegnamenti di quell’esperienza oggi nel nostro paese. Ovviamente la discussione non si è esaurita ed è in fase di costruzione la presentazione di un altro testo delle Edizioni Rapporti Sociali: l’autobiografia della partigiana comunista Teresa Noce, “Rivoluzionaria Professionale”.

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