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Giovedì 28 dicembre 2017 la Sezione di Milano “Teresa Noce” ha tenuto la terza iniziativa in solidarietà alla Repubblica Popolare Democratica di Corea (RPDC), questa volta in collaborazione con i compagni dello Spazio Ligera e la partecipazione di G.A.Ma.Di (Gruppo Atei Materialisti Dialettici) grazie alla presenza del Direttore R. Gessi de La Voce di G.A.Ma.Di. L’iniziativa era strutturata con un presidio solidale a p.le Loreto, una cena tipica nord coreana con la proiezione di un breve filmato sul Nord Corea. Complessivamente c’è stata una buona partecipazione (erano presenti una ventina di compagni, da varie parti della Lombardia) e anche la proiezione del filmato è stata occasione per confrontarsi su perplessità, domande e questioni aperte che pone la RPDC, visto che la propaganda di regime cerca in ogni modo di screditare il governo nord coreano, di far passare Kim Jong-un come un dittatore pazzo e criminale e il suo popolo come vessato da malattia, fame e miseria (cosa che infastidisce la borghesia imperialista solo negli

“stati canaglia” perché malattia, fame e miseria nei paesi imperialisti sono condizione quotidiana… ma non per questo viene dichiarata guerra ai governi), tutti pretesti per preparare l’opinione pubblica e per legittimare di fronte all’opinione pubblica un attacco alla RPDC.

Sia il presidio che la cena e la proiezione del filmato sono stati dei momenti in cui sono emersi alcuni dati importanti:

  • Il primo è che c’è una forte volontà di capire se effettivamente Kim Jong-un è un pazzo guerrafondaio, cioè c’è una forte volontà di andare oltre la propaganda di regime e di sentire anche “l’altra campana”, anche fra chi è stato condizionato da quanto viene passato sui quotidiani e ai telegiornali non c’è ostilità ma una ricerca di capire meglio la situazione. Questo è il primo motivo per cui riteniamo fondamentale promuovere iniziative in solidarietà alla RPDC (che siano dibattiti, che siano presidi, che siano altre forme di solidarietà), perché c’è ampio spazio per contrastare la propaganda di regime, fra le fila della classe operaia e delle masse popolari italiane, c’è ampio spazio che deve essere conquistato dalla verità. Togliere il fumo dagli occhi è un’importante arma per dimostrare che i veri nemici delle masse popolari, in Italia come nel mondo, sono i gruppi imperialisti, che foraggiano e promuovono guerre là dove le masse popolari e la classe operaia si ribellano e resistono ai loro diktat e ricatti, i veri nemici delle masse popolari sono i gruppi imperialisti USA, UE, sionisti, il Vaticano. Sono loro il vero nemico della pace nel mondo. La Corea del Nord, con il suo arsenale nucleare, è un baluardo di pace in un contesto di guerre, distruzioni e aggressioni e ricatti (basti vedere la fine che hanno fatto gli stati che non si sono armati in modo decisivo, come l’Iraq, la Libia, la Jugoslavia, l’Afghanistan, basti vedere la Siria o il Venezuela bolivariano che ha subito molteplici tentativi di colpi di stato);
  • Il secondo dato è che la volontà di capire è affiancata, da quanti hanno la falce e martello nel cuore, alla volontà di capire come usare l’esperienza dei paesi socialisti per fare la rivoluzione in Italia, c’è la volontà di capire come si cambiano le cose in Italia. Iniziative come questa sono quindi occasione e pretesto per confrontarsi fra compagni su cosa significa instaurare il socialismo, che cos’è il socialismo, quale partito serve per farlo, come lo si fa, di quali armi ci si deve dotare;
  • Il terzo dato emerso è la repressione che lo Stato esercita verso questo tipo di iniziative: il presidio è stato inizialmente ostacolato (la comunicazione che è stata inviata in questura è stata considerata come “richiesta da persona sconosciuta” e quindi in un primo momento negato… fatto curioso visto che il compagno che ha mandato la comunicazione sul presidio è ben noto alle forze dell’ordine, avendo a carico tre processi dovuti alla sua militanza), seguito da vicino da sette agenti della Digos e infine alcuni collaboratori che vi hanno preso parte sono stati seguiti fin nei pressi della loro abitazione. Questo dato dimostra che la borghesia ha paura che si moltiplichino iniziative in solidarietà, che la borghesia ha paura della RPDC perché questa dimostra perché la Corea del Nord dimostra che è possibile disobbedire ai ricatti e diktat della comunità internazionale, che lo si può fare contando sulle proprie forze (quelle della classe operaia organizzata). Se la borghesia ha paura e attacca con azioni repressive vuol dire che la strada intrapresa è quella giusta.

Il nemico della Corea del Nord è lo stesso che opprime gli operai e i lavoratori e che promuove la guerra fra poveri e il razzismo, è lo stesso che attacca i diritti e le conquiste delle masse popolari, è lo stesso che costringe milioni di persone a emigrare dal loro paese per sfuggire alla guerra e alla devastazione dell’ambiente, è lo stesso in tutto il mondo, paese per paese, Italia compresa.

La solidarietà e l’internazionalismo proletario sono un’arma che rafforza la rinascita del movimento comunista: rafforza i lavoratori e le masse popolari che la usano, in qualunque parte del mondo si trovino, rafforza la posizione di chi resiste e indebolisce il nemico comune. Per questo riteniamo fondamentale promuovere e spingere altri a promuovere iniziative in solidarietà con il governo e il popolo della RPDC, per spazzare via la propaganda di regime e rafforzare la seconda ondata della rivoluzione proletaria che avanza in tutto il mondo!

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