Da quasi un anno il P.CARC sta portando avanti con continuità un articolato intervento (comunicati e prese di posizione pubbliche, conferenze e dibattiti, presidi e volantinaggi nelle diverse città dove siamo presenti) in solidarietà con la Repubblica Popolare Democratica di Corea (RPDC), il Partito del Lavoro di Corea e il popolo coreano che eroicamente resistono alle minacce degli imperialisti USA e dei loro servi. La loro resistenza rafforza la rinascita del movimento comunista e antimperialista, contrasta il disfattismo seminato dalla sinistra borghese e infonde coraggio e fiducia in tutti coloro che nel mondo lottano contro la Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti europei, americani e sionisti, i veri terroristi e criminali di guerra della nostra epoca.

Con la loro lunga storia, la RPDC e il Partito del Lavoro di Corea mostrano alle masse popolari e ai popoli oppressi di tutto il mondo che è possibile resistere agli imperialisti USA e ai loro servi e affrontare situazioni estremamente difficili e complesse: i comunisti nord-coreani si sono liberati dalla lunga e feroce occupazione giapponese (1905-1945); hanno saputo far fronte alla guerra condotta dagli imperialisti USA (1950-1953) che si sono macchiati di crimini atroci; sono riusciti a ricostruire il paese e a non farsi travolgere dal crollo o dal cambiamento di colore del resto dei primi paesi socialisti; hanno tenuto testa alla politica di ricatto, di strangolamento economico e di minaccia militare condotta dagli imperialisti USA; sono riusciti a dotarsi di un proprio armamento nucleare come deterrente rispetto alle invasioni e attacchi degli imperialisti, fino a raggiungere nel mese di dicembre l’obiettivo di diventare una potenza nucleare dotata di un efficace sistema missilistico.

L’azione di solidarietà internazionalista con la RPDC spesso è “controcorrente” perché la campagna di regime di denigrazione, falsificazione e ridicolizzazione dell’esperienza coreana, campagna di cui la sinistra borghese è complice contribuendo ad influenzare e intossicare migliaia e migliaia di compagni e sinceri democratici, è martellante. Questa propaganda costituisce uno strumento di guerra utilizzato per cercare di creare un consenso nell’opinione pubblica dei paesi imperialisti per l’invasione della RPDC. I comunisti devono avere autonomia ideologica dal nemico, oltre che organizzativa, per contrastalo e sconfiggerlo: devono analizzare la situazione alla luce della concezione comunista del mondo, devono fare un’analisi scientifica, e tenere conto della lotta classe in atto e delle due classi e vie che si contendono il campo (la borghesia e il proletariato).

Forti di questa concezione e di questi strumenti di analisi della realtà, non facciamo dipendere la nostra azione dalla sinistra borghese e non ci fermiamo davanti al fatto che operiamo “controcorrente”. Operando in questo modo stiamo scoprendo che i compagni che provano un sentimento di solidarietà internazionalista con la RPDC e che sono alla ricerca di un’organizzazione che lo valorizzi e lo incanali sono tanti. I presidi che abbiamo organizzato in molte città (citiamo solo quelli di Torino e Reggio Emilia a cui hanno partecipato anche compagni di altre organizzazioni) ne sono una dimostrazione e non è un caso che i media locali abbiano attaccato e denigrato le nostre iniziative. Ma, come diceva Mao, “se il nemico attacca è buon segno: significa che la nostra azione gli fa paura!”.

In questi mesi stiamo approfondendo anche lo studio e la conoscenza della concezione del mondo del Partito del Lavoro di Corea, la sua elaborazione filosofica e politica, scoprendo che non solo dà un aiuto al movimento comunista e antimperialista con la sua resistenza, ma anche nel campo della teoria (della concezione del mondo) ha sviluppato delle elaborazioni che che hanno tratti innovativi rispetto al patrimonio del movimento comunista internazionale e vanno approfondite. Ad esempio il ruolo della coscienza e della partecipazione delle masse popolari al processo rivoluzionario, sia nella lotta per la conquista del potere, sia nella lotta per l’edificazione del socialismo e per la transizione dal socialismo al comunismo: il Partito del Lavoro di Corea afferma con nettezza che senza una giusta coscienza (concezione) non è possibile avanzare in alcun campo e che l’uomo, inteso come essere sociale, collettivo, guidato da una giusta coscienza può fare ogni cosa (ovviamente tenendo conto delle leggi oggettive che regolano la realtà) e sprigionare una grande creatività. I comunisti devono mobilitare le masse popolari, che sono la forza motrice del processo rivoluzionario, ed elevare la loro coscienza e la loro organizzazione: questa è la linea che rende “tutto” possibile e che permette di “puntare sulle proprie forze”. Afferma inoltre che nel socialismo non basta, e anzi è sbagliato, concentrarsi solo sullo sviluppo delle forze produttive e sullo sviluppo economico: bisogna curare anche la trasformazione della coscienza dell’uomo, la trasformazione in senso comunista dell’uomo. Questa trasformazione costituisce l’aspetto decisivo per la costruzione del socialismo e la transizione al comunismo.

Nei prossimi mesi il nostro Partito proseguirà con l’azione di solidarietà internazionalista nei confronti della RPDC e con il lavoro di studio e di approfondimento delle posizioni del Partito del Lavoro di Corea, per sviluppare con esso un confronto. Per passare infatti dalla difesa all’attacco occorre avanzare nella rinascita del movimento comunista e per farlo è necessario la promozione del dibattito tra Partiti sulla questione decisiva: la concezione del mondo.

“Lo sviluppo e il progresso dell’armamento strategico della RPDC hanno l’obiettivo di difendere la sovranità e l’integrità territoriale del nostro paese e di assicurare la pace per il nostro popolo a fronte dalla politica di ricatto e di minacca nucleare portata avanti dagli imperialisti USA. Il nostro riarmo non costituisce quindi una minaccia la pace per gli altri paesi (sia vicini che lontani) purché non vengano violati gli interessi della RPDC. Questa è la nostra dichiarazione solenne! Quale potenza nucleare responsabile e Stato che ama la pace, la RPDC farà ogni sforzo possibile per servire il nobile scopo di difendere la pace e la stabilità del mondo” (Agenzia stampa KCNA, 29 novembre 2017).

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