Volge al termine il processo a carico del compagno Marco Lenzoni accusato di aver promosso un corteo non preavvisato davanti alla sede di Massa del PD, durante una manifestazione contro l’approvazione del Jobs Act in parlamento. Il prossimo 22 dicembre presso il tribunale di Massa verranno sentiti gli ultimi testimoni della difesa, Marco rilascerà delle dichiarazioni e poi, molto probabilmente, ci sarà la sentenza.

Sappiamo benissimo che si tratta di un processo politico, visto che il presidio era stato regolarmente annunciato e l’accusa (mossa dalla denuncia della Digos) si appiglia ad uno spostamento di appena qualche metro. Inoltre, dall’andamento del processo, è emerso che non esiste alcuna prova certa in merito alle responsabilità di Marco.

Il messaggio che la Procura vuole lanciare è che contestare le misure antipopolari del Governo è vietato, e soprattutto è vietato indicarne gli autori materiali (in questo caso il PD di Matteo Renzi!).

Leggi come il Jobs Act (che colpisce duramente i lavoratori) e la Buona Scuola (che colpisce gli studenti) rappresentano uno strenuo tentativo da parte della borghesia di mantenere in piedi il loro sistema fatto di sfruttamento, distruzione e privilegio, un tentativo di ritardare il più possibile la loro fine. Non è una dimostrazione della loro forza, ma della loro debolezza: il capitalismo è ormai da tempo un ostacolo allo sviluppo materiale e spirituale sia nel nostro Paese che a livello mondiale.

Le masse popolari, con in testa la classe operaia, invece, devono sperimentare la forza che hanno nelle loro mani: la Rivoluzione d’Ottobre in Russia (quest’anno ricorre il centesimo anniversario) ci ha insegnato quali grandi conquiste possiamo raggiungere quando si lotta per vincere. Le masse popolari guidate dal Partito Comunista costruirono il primo paese socialista senza farsi scoraggiare dalle sconfitte  e affermarono dei principi che in tutto il mondo oggi sono considerati universali: il diritto ad avere una vita dignitosa, ad avere un lavoro, ad avere un ruolo attivo nella società, ad avere istruzione, sanità e servizi del massimo livello possibile.

La forza assunta dal movimento comunista nella prima metà del ‘900, nel nostro Paese espressa con la Resistenza antifascista, ha dettato i principi guida della Costituzione Italiana: principi che la borghesia ha da subito boicottato e messo da parte inapplicati. Oggi noi lanciamo la parola d’ordine di “applicare dal basso le parti progressiste contenute nella Costituzione”. Primo tra questi: ad ognuno un lavoro utile e dignitoso! Il Jobs Act è dichiaratamente anticostituzionale perché rende ancora più precaria la vita dei lavoratori e più facile per i padroni licenziare!

Chi si è mobilitato e ancora oggi si mobilita contro l’applicazione del Jobs Act lo fa nell’interesse di tutte le masse popolari e va indicato come esempio positivo e per questo sostenuto con una solidarietà concreta. La battaglia per cancellare il Jobs Act è la battaglia di tutti i lavoratori, i disoccupati e gli studenti (che sono i lavoratori del futuro).

Da battaglie come questa noi impariamo a organizzarci, a distinguere gli opportunisti dalle forze sane, a progettare il nostro futuro. Anche le momentanee sconfitte ci sono di utilità: ci servono a comprendere i nostri limiti e a superarli.

Venerdì 22 (a partire dalle ore 9) davanti al tribunale di Massa organizzeremo un presidio per sostenere Marco: invitiamo tutti a partecipare, dai lavoratori Rational in lotta a quelli che si stanno battendo contro i licenziamenti in NCA, dagli studenti che lottano contro la Buona Scuola e “l’alternanza scuola-lavoro” ai comitati popolari! Vincere contro la manovra repressiva che ha colpito Marco rafforzerà tutti e renderà più debole il nostro nemico, la borghesia imperialista.

 

Il Jobs Act del di PD di Matteo Renzi ha contribuito a rendere più precario il lavoro, in aperta violazione degli articoli 1 e 4 della Costituzione, in un territorio come quello di Massa Carrara in cui è già altissimo il livello della disoccupazione!!

 

Nessun operaio deve essere licenziato, nessun posto di lavoro deve essere perso!!!

 

Sosteniamo Marco, partecipiamo al presidio davanti al tribunale venerdì 22 dicembre!!!

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