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Domenica 3 dicembre la Sezione di Massa “Aldo Salvetti” del P.CARC ha organizzato una presentazione di Resistenza con il direttore Pablo Bonuccelli. L’iniziativa rientra nella campagna “Il segnale dell’Aurora” che il il P.CARC conduce a livello nazionale e la Sezione riversa a livello territoriale, in una zona, quella apuana, non solo ricca di tradizione di lotta di classe, ma in cui importanti esperienze di mobilitazione operaia e popolare si stanno susseguendo e intrecciando da vari mesi (dall’Assemblea permanente di Carrara all’indomani del disastro alluvionale del 2014, alla mobilitazione degli operai Rational per tenere aperta la fabbrica, quella ai cantieri navali contro i licenziamenti, le mobilitazioni studentesche e antifasciste, la lotta per l’acqua pubblica e contro la devastazione ambientale, le forme di autorganizzazione di sport popolare).

La presentazione di Resistenza è stata dunque un’occasione per guardare dall’alto la situazione e un contributo del P.CARC a individuare il carattere unitario di tutte queste mobilitazioni, la forza e la prospettiva che esprimono, i passi avanti di cui necessitano, lo sbocco unitario.

La relazione introduttiva del Direttore ha avuto la funzione di inquadrare il dibattito che è seguito nel percorso che la classe operaia e le masse popolari stanno compiendo da ormai 200 anni per emanciparsi dal capitalismo, prendendo come riferimento il punto più alto raggiunto in questa lotta: la Rivoluzione d’Ottobre e l’Unione Sovietica. Chiarito che “potremmo discutere giornate intere sul valore e la portata delle conquiste di cui la classe operaia e le masse popolari sono state protagoniste e artifici grazie alla Rivoluzione d’Ottobre e alla costruzione del socialismo, ma è per noi tutti necessario riconoscere e usare gli insegnamenti che quella esperienza ci mette a disposizione, capirli, assumerli, usarli per riprendere coscientemente e collettivamente”, il Direttore si è soffermato su tre aspetti:

  1. cosa è il socialismo? Genericamente, secondo il senso comune, si pensa che il socialismo sia “il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro della masse popolari, una maggiore democrazia, un benessere diffuso”, ma questo è molto sbagliato e fuorviante. L’esperienza dell’URSS e dei primi paesi socialisti insegna che il socialismo è la combinazione di tre fattori: 1. la dittatura del proletariato; 2. la proprietà collettiva dei mezzi di produzione; 3. la crescente partecipazione delle masse popolari organizzate al governo del paese e alla direzione della società. Il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro per tutti è una conseguenza della combinazione di questi tre aspetti.
  2. Come scoppia la rivoluzione socialista? Genericamente, secondo il senso comune, la crisi raggiunge un grado di sviluppo per cui le condizioni di vita diventano insostenibili per la maggioranza della popolazione, che si ribella e “fa la rivoluzione”. Questa tesi è sbagliata e fuorviante: se così fosse in tutti quei paesi oppressi da centinaia di anni (pensiamo all’Africa) esisterebbero già paesi socialisti da lungo tempo. Ma la rivoluzione socialista non scoppia, è il partito comunista che la costruisce secondo una strategia, una tattica e una linea definite. La rivoluzione socialista è una guerra popolare di lunga durata, non il frutto di una o più combinazioni fortuite, non lo scoppio di rabbia ed esasperazione. Sono gli uomini e le donne che la costruiscono, non cade dal cielo.
  3. Stante la natura della rivoluzione socialista, quale è il ruolo del partito comunista? Genericamente , secondo il senso comune, il partito comunista è la più grande e organizzata forza degli operai e delle masse popolari per promuovere lotte rivendicative e avere una rappresentanza combattiva in parlamento. E’ una tesi sbagliata e il fatto che per molti anni è stata la tesi che ha guidato i comunisti in Italia (e in tutti i paesi imperialisti) è una delle cause delle difficoltà che la rinascita del movimento comunista incontra oggi, nonostante le condizioni per la rivoluzione socialista siano estremamente favorevoli.

La relazione introduttiva ha volutamente eluso (per una questione di tempi) il tema del bilancio del crollo dei primi paesi socialisti (è stato segnalato l’articolo su Resistenza 11-12/2017 con l’invito alla lettura e alla discussione collettiva: “Resistenza è un giornale da leggere e discutere insieme, che ha l’obiettivo di alimentare il ragionamento collettivo” ha detto il Direttore e i compagni della Sezione di Massa si sono subito attivati per organizzare la discussione di quell’articolo nel prossimo periodo) e si è soffermata sul legame fra gli insegnamenti della Rivoluzione d’Ottobre e il che fare qui e ora, complice l’interesse dei partecipanti, tutti a vario titolo protagonisti delle mobilitazioni popolari del territorio di questi mesi.

Nella prima parte dell’introduzione, è emerso quanto l’esperienza della Rivoluzione d’Ottobre insegni alla classe operaia e alle masse popolari quale sia l’obiettivo della lotta di classe in corso (il socialismo, nei suoi tre pilastri), il processo attraverso cui si persegue quell’obiettivo (la guerra popolare rivoluzionaria) e chi dirige quel processo (il partito comunista che, attraverso la classe operaia, dirige le larghe masse nella costruzione della rivoluzione socialista). Nella seconda parte dell’introduzione, dopo una breve ricostruzione della storia del P.CARC, della Carovana del (nuovo)PCI, delle sue caratteristiche e obiettivi, il Direttore ha illustrato il lavoro per creare organizzazioni operaie e organizzazioni popolari (OO e OP), per rafforzare quelle esistenti, per metterle in coordinamento e costruire, attraverso il ruolo che le OO e OP assumono nella lotta di classe in corso, la colonna vertebrale del nuovo potere; ha spiegato il valore del legame fra il movimento comunista cosciente e organizzato e le OO e OP.

Si è aperto su questo punto un dibattito ricco e ampio che ha combinato le esperienze particolari dei partecipanti e ha permesso di ragionare su come ogni esperienza spinga verso una direzione unitaria a livello generale.

Ricostruiamo, schematicamente, alcuni argomenti che sono emersi: le elezioni (dato le imminenti elezioni politiche, la cui data coinciderà  con quelle amministrative di Massa – se e come è possibile usarle ai fini della rinascita del movimento comunista e del protagonismo della classe operaia e delle masse popolari); la strada per fare fronte al degrado morale e culturale a cui la classe dominante condanna l’intera società; il ruolo delle donne nelle mobilitazioni contingenti e nella rivoluzione socialista (il legame e la distinzione fra lotta di classe e lotta contro l’oppressione di genere); si è parlato di organizzazione popolare come strumento per conquistare quei diritti che in misura crescente vengono negati alle masse popolari (interessante e coinvolgente la testimonianza dello Spartak Apuane, la squadra di calcio popolare della zona, e della Palestra popolare). Si è discusso di formazione, dell’importanza di concepire il partito comunista come organismo che forma ed educa alla lotta di classe, oltre che come organizzatore, e si è discusso tanto della mobilitazione degli operai dei Nuovi Cantieri Apuani di Carrara contro i licenziamenti delle settimane scorse, della mobilitazione che ne è seguita, di come e quanto il presidio contro i licenziamenti sia diventato un punto di riferimento per tutti coloro che sono disposti a mobilitarsi, delle responsabilità dei sindacati di regime nel fermare la mobilitazione e delle prospettive per rilanciarla fino a ottenere tutti gli obiettivi immediati (al momento un operaio è stato riassunto, ma uno ancora no) e di prospettiva (come legarli alla trasformazione della società).

In conclusione, dunque, la presentazione di Resistenza è stata una conferma: già alle condizioni attuali, a partire dalle lotte spontanee, già a partire dall’esigenza di capire come renderle più efficaci e di come ognuno che le promuove fa farlo meglio, i legami, i nessi, le spinte, al legame con la lotta per il socialismo sono diffusi e profondi: la lotta di classe è una scuola di comunismo e chi la promuove e vi partecipa impara a pensare diversamente, ad agire diversamente e può insegnarlo ad altri.

Ringraziamo tutti i partecipanti all’iniziativa di Massa e invitiamo operai, studenti, lavoratori, organismi e collettivi a contattarci per organizzare nei territori in cui lavorano e lottano presentazioni di Resistenza.

 

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