Trasmettiamo la dichiarazione del Segretario Nazionale del Partito dei CARC, Pietro Vangeli, sulla campagna elettorale in corso.

***

La situazione economica, politica, sociale e ambientale è disastrosa. Cambiare il corso delle cose in senso positivo, scongiurare la guerra imperialista, bloccare la strada alla mobilitazione reazionaria è possibile se le forze migliori di questo paese si mobilitano per costituire un governo di emergenza popolare: questa è la pratica su cui si costruisce l’unità dei comunisti e di quanti sono decisi a porre fine al catastrofico corso delle cose.

Tutto il potere alle organizzazioni operaie e popolari oggi significa costituire il Governo di Blocco Popolare. In questo oggi consiste la lotta per instaurare il socialismo, la rivoluzione socialista in Italia.

L’avanzamento della rivoluzione socialista consiste nello sviluppo dell’organizzazione e dell’aggregazione della classe operaia e, attraverso di essa, del resto delle masse popolari attorno al partito comunista e del loro orientamento a lottare contro il sistema politico borghese fino a costituirsi in un nuovo Stato (la dittatura del proletariato).

Oggi in Italia la rivoluzione socialista avanza tramite l’influenza e la direzione che il movimento comunista cosciente e organizzato via via conquista sulle organizzazioni operaie e popolari: in una prima fase, la fase in corso, promuovendone la formazione, il coordinamento e l’azione per costituire un loro governo d’emergenza (quello che chiamiamo Governo di Blocco Popolare) e poi, nella fase successiva, guidandole a orientare l’attività di questo governo e a difenderne l’esistenza contro l’aggressione, il boicottaggio e il sabotaggio della comunità internazionale dei gruppi imperialisti europei, americani e sionisti e della loro quinta colonna nel nostro paese: il Vaticano, la Confindustria e il resto delle organizzazioni della borghesia imperialista, la mafia, la camorra, la ndrangheta e le altre organizzazioni criminali.

Nella prima fase di quest’opera, nel campo della sinistra borghese, noi comunisti dobbiamo fare i conti con quelli che deviano le lotte distogliendole dall’obiettivo della costituzione del Governo di Blocco Popolare (a destra, nella raccolta di voti e nella “buona amministrazione” o a sinistra, in rivendicazioni puramente economiche); nella seconda fase con quelli che oscillando ed esitando indeboliranno l’attività del Governo di Blocco Popolare. In questa lotta si selezioneranno, tra gli esponenti e gli organismi della sinistra borghese e tutti quelli che si dichiarano oppositori del corso delle cose, quelli capaci di trasformarsi e andare fino in fondo, fino alla vittoria della rivoluzione socialista. Questo è il corso della rivoluzione socialista per cui noi comunisti oggi lottiamo, il corso che permette alle masse popolari italiane di prevenire la mobilitazione reazionaria e la guerra verso cui invece per forza di cose per sua natura spinge la borghesia imperialista.

Per quanto riguarda la prossima campagna elettorale

  1. bisogna prendere atto che i parlamenti, in Italia e in altri paesi imperialisti, hanno perso gran parte, se non tutto, quel potere legislativo che avevano (comunque già limitato dalla “costituzione materiale” della società borghese), per cui erano cassa di risonanza, tribuna  o sponda politica nelle istituzioni, ecc. utili alla formazione politica delle masse e la lotta elettorale era strumento di mobilitazione e organizzazione delle masse. I parlamenti sono quasi completamente ridotti a semplice camera di registrazione di decisioni prese altrove, nei consessi e nelle commissioni informali riservate, se non segrete, dei vertici delle classi dominanti nazionali e sempre più spesso nei consessi e nelle commissioni informali riservate, se non segrete, dei vertici della Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti (UE, FMI, NATO). I partiti politici borghesi sono ridotti ad aggregati di clientele locali e a centri di interessi (come i sindacati: hanno bisogno di voti mentre i sindacati di quote). Noi comunisti esaminiamo alla luce del materialismo dialettico (concezione comunista del mondo) il ruolo che hanno nella situazione concreta attuale le campagne elettorali e le elezioni e come dobbiamo utilizzarle ai fini dello sviluppo della nostra azione.
  2. Il P.CARC e ogni organismo che si ispira alla concezione comunista del mondo devono essere attivi nelle campagne elettorali, nel senso che devono intervenire per propagandare e promuovere la costituzione e il rafforzamento delle organizzazioni operaie e popolari, sviluppare il coordinamento tra di loro (no alle vertenze separate, collegare e sviluppare sinergia tra le lotte dei lavoratori e quelle nelle scuole, nei territori, ecc.) e la rinascita del movimento comunista. Le campagne elettorali restano ancora momenti che destano un certo interessamento e una certa mobilitazione: bisogna approfittarne. A quelli che cercano il nostro appoggio elettorale (sostegno alle liste e indicazione  di voto), diciamo che li appoggeremo tanto più quanto più loro sono oggi attivi nel promuovere e nel sostegno del movimento delle organizzazioni operaie e popolari e quanto meno alimentano illusioni in governi di sinistra tipo Tsipras in Grecia o tipo Prodi-D’Alema-Bertinotti in Italia, governi atti a disgregare il tessuto politico popolare e alimentare l’astensione, la disperazione e la mobilitazione reazionaria. Interveniamo per alimentare fiducia, propagandare e raccogliere le forze. Il proposito di attuare la Costituzione del 1948 è ottimo ma il problema vero è chi la attua? Quelli che l’hanno violata e la violano? Stilare piattaforme No Euro, No Nato, per sconfiggere la disoccupazione e il precariato, eliminare la riforma Fornero, ecc. vanno bene ma chi le attua? Prima che questione di obiettivi (sovranità nazionale, monetaria e fiscale, militare (NATO, UE) e politica, ecc.) è questione di darsi i mezzi della propria politica. Altrimenti si imbroglia e basta. Per questo l’astensione cresce e la mobilitazione reazionaria prende piede.
  3. Alla luce di queste considerazioni il P.CARC appoggerà le liste o la lista i cui candidati operano a partire da subito (non quelli che dicono “faremo se saremo in Parlamento” o “adesso concentriamoci su liste, firme  e voti e dopo le elezioni faremo”) per sostenere in prima persona (con le loro risorse, relazioni, prestigio) le lotte degli operai delle aziende capitaliste e dei lavoratori dei servizi pubblici, le lotte delle masse popolari nei territori (es. Ilva, Alitalia, FCA, ex Lucchini, Ginori, le lotte della sanità, della scuola, dei quartieri o valli, degli immigrati). I candidati devono andare subito nelle fabbriche, nei territori, negli ospedali e mettersi a disposizione delle “mille vertenze” che le organizzazioni operaie e popolari stanno portando avanti. Questa è la strada per rompere con ogni tipo di politicantismo, elettoralismo e affarismo, per iniziare ad attuare dal basso le parti progressiste della Costituzione del 1948 (quelle favorevoli alle masse popolari) da sempre eluse o violate e per rompere contro la sfiducia e il disfattismo. Questa è la strada per usare le elezione per avanzare nella costituzione del Comitato di Salvezza Nazionale (o Comitato di Liberazione Nazionale) che alimenta la riscossa delle masse popolari, i veri artefici del processo di rinascita del Paese.

Pietro Vangeli

03.12.17

 

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata

*