Di seguito, il testo del volantino diffuso alle manifestazioni locali organizzate dalla CGIL di oggi 2 Dicembre.

I conti non tornano proprio!

Noi dovremmo lavorare sempre più a lungo e ricevere una pensione da fame dopo una vita di lavoro perché “ne va dell’equilibrio dei conti pubblici e del sistema finanziario”… mentre Marchionne e soci intascano profitti milionari, il Vaticano e la Chiesa cattolica ricevono ogni anno dallo Stato italiano miliardi di euro tra finanziamenti ed esenzioni, gente come Amato dopo aver tagliato le nostre di pensioni se ne va in pensione con un bottino di 20mila euro al mese, per salvare le banche e per le missioni di guerra o per le grandi opere speculative di soldi ce ne sono a palate.

ABOLIRE LA LEGGE FORNERO E TUTTE LE ALTRE LEGGI ANTIPOPOLARI!

Altro che aggiustarla qua e là: non si raddrizza un albero storto! Altro che contrattare su quali categorie di lavoratori possono andare in pensione più tardi e quali vanno “risparmiate”: no alla guerra tra poveri! Altro che previdenza integrativa: vuol dire solo mettere la nostra vita e il nostro futuro nelle mani dei pescecani della speculazione finanziaria! Basta con il gioco di cedere 80 quando il governo ci vuole togliere 100: ci rimettiano solamente! La legge Fornero è una legge infame! Va abolita insieme al Jobs act, alla Buona scuola, ai decreti Minniti- Orlando e a tutte le altre leggi infami del governo attuale e di quelli che lo hanno preceduto.

LA RIFORMA DELLE PENSIONI DEGNA DI UN PAESE CIVILE È UNA SOLA: alzare le pensioni da fame, garantire a ogni anziano una vita dignitosa, favorire la loro partecipazione alla vita sociale! Una riforma così va di pari passo con l’assegnazione a ogni adulto di un lavoro socialmente utile, con la nazionalizzazione delle banche e delle aziende. Una riforma così è parte integrante del movimento per attuare le parti progressiste della Costituzione del 1948 e per liberare il nostro paese dalle catene dell’euro, della UE e della NATO.

È incompatibile con l’equilibrio dei conti pubblici e del sistema finanziario? Allora vuol dire che dobbiamo abolire il sistema finanziario! Non è “realistico”? Non è “moderno”? Non facciamoci fregare! La “modernità” dei capitalisti, delle loro autorità e dei loro scribacchini e agenti sono gli anziani che rovistano nella spazzatura o fanno la fila ai centri di carità, sono gli operai che si fanno la pipì addosso perché gli tagliano le pause, sono le lavoratrici licenziate perché hanno figli, sono i malati che non si possono curare perché non hanno soldi, sono le frane che uccidono dopo una pioggia forte: la loro “modernità” consiste nel ricacciarci nelle condizioni in cui eravamo all’inizio del secolo scorso, prima che la Rivoluzione d’Ottobre sollevasse l’ondata che ha cambiato il mondo. Il loro “realismo” è lavorare di più, guadagnare di più, consumare di più: queste sono le leggi che i capitalisti impongono ai lavoratori, la morale che la borghesia e il clero impongono ai lavoratori. La riduzione del sistema pensionistico pubblico, l’innalzamento dell’età della pensione, il diritto dei padroni a imporre straordinari e ad aumentare l’orario di lavoro sono alcune delle misure con cui le autorità dei capitalisti concretizzano e impongono questa morale.

Non è vero che l’unica alternativa è accettare di lavorare di più e di tirare a campare dopo una vita di lavoro, di ammazzarsi di lavoro o perdere il lavoro, di lavorare o rovinarsi la salute e inquinare l’ambiente. L’alternativa è un governo d’emergenza popolare capace e deciso

– ad affidare a ogni azienda compiti produttivi (non dannosi per l’ambiente e la salute dei lavoratori e pubblica) e le risorse necessarie per svolgerli,

– ad assegnare a ogni individuo un lavoro socialmente utile,

ad eliminare lavori e attività inutili e dannose per l’uomo e l’ambiente,

a distribuire i prodotti alle aziende, alle famiglie, agli individui e ad usi collettivi secondo piani e criteri chiari, conosciuti e democraticamente decisi.

Così possiamo iniziare a risolvere i problemi non solo dei pensionati, ma anche dei giovani senza lavoro o precari, dei lavoratori all’Ilva e all’Alitalia, della scuola, della sanità e dei trasporti, possiamo far fronte ai problemi di ogni azienda, di ogni lavoratore, di ogni persona. Così possiamo dare uno sbocco positivo e unitario a tutte le mobilitazioni, le lotte, le rivendicazioni e le proteste contro la crisi dei padroni e i suoi effetti!

Per non pagare la crisi dei padroni, per tirarci fuori dal disastro della crisi dobbiamo instaurare un sistema che prescinde dal mercato: non c’è un’altra strada positiva e realistica. È possibile? Sì e lo abbiamo anche visto e toccato con mano! Per anni persino nei paesi capitalisti hanno funzionato aziende e servizi pubblici, cioè non in mano ai singoli capitalisti ma statali e gestiti non secondo criteri di mercato ma in funzione delle esigenze collettive. In URSS e negli altri paesi socialisti, finché sono stati diretti dai comunisti, fabbriche, strade, ferrovie, reti elettriche, scuole, ospedali hanno funzionato per soddisfare le esigenze dei lavoratori e delle masse popolari anziché per il profitto di padroni, speculatori e parassiti.

Condurre ogni singola battaglia per vincere la guerra, come fecero 100 anni fa gli operai e i contadini in Russia!

Fare dell’Italia un nuovo paese socialista, un paese dove ci sia un posto e un ruolo dignitoso per ogni uomo, donna, giovane e anziano delle masse popolari è necessario e possibile! La costituzione di un governo di emergenza popolare è il primo passo in questa direzione.

Il socialismo è un sistema realistico, del tutto possibile. Non è vero che le aziende funzionano solo se c’è un padrone: per anni abbiamo visto industrie e istituzioni lavorare bene anche senza essere proprietà di questo o quel capitalista, senza essere finalizzate a produrre profitti. Per generalizzare la loro esperienza e renderla stabile bisogna solo riorganizzare la società e togliere il potere ai capitalisti, al clero e agli altri loro associati, ai cultori del privilegio e del parassitismo, ai fautori dell’arricchimento individuale come fine della vita umana e massima norma morale. Bisogna eliminare lo Stato dei capitalisti e instaurare un nuovo Stato basato sui lavoratori organizzati. Allora tutto diventa possibile. Il socialismo inizia semplicemente utilizzando più razionalmente le forze produttive esistenti e organizzando in modo più dignitoso il lavoro necessario. Non c’è altra via per sfuggire al marasma sociale, alla guerra dilagante e al disastro ambientale in cui i Renzi, i Gentiloni, i Marchionne e i loro compari ci fanno sprofondare ogni giorno di più.

***

 “Contro la riforma Fornero abbiamo sbagliato a fare un’opposizione troppo morbida” – Maurizio Landini (ex segretario della FIOM e ora membro della segreteria nazionale della Cgil) in un’intervista a Libero dell’1.08.17.

E ALLORA COSA ASPETTA LA CGIL A INDIRE  UN VERO SCIOPERO GENERALE?

 

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