Basta riforme lacrime e sangue: mettiamo al centro gli interessi delle masse popolari

FACCIAMO DI NAPOLI UN’AMMINISTRAZIONE COMUNALE D’EMERGENZA

La crisi generale del sistema capitalista avanza in tutto il mondo con guerre, morte, disoccupazione e devastazione ambientale. È una guerra di sterminio non dichiarata che la borghesia conduce contro le masse popolari. I governi delle larghe intese che si sono succeduti negli ultimi anni sono gli esecutori del programma comune dei poteri forti. Esso consiste nella distruzione delle conquiste che le masse popolari, insieme al movimento comunista, hanno ottenuto nel secolo scorso: dallo statuto dei lavoratori al servizio sanitario nazionale, ­no alle parti progressiste della Costituzione frutto della Resistenza.

La Marcia degli esclusi è la marcia di chi subisce una guerra di sterminio non dichiarata da parte dei padroni, degli sfruttatori e degli esponenti del teatrino politico che fa i loro interessi. Gli esclusi sono in generale gli sfruttati: sono gli operai che lavorano nelle aziende capitaliste, i dipendenti pubblici, gli studenti, le donne, i disoccupati e gli immigrati. È la marcia di chi a Napoli, come nel resto del paese, si organizza dal basso e costruisce la riscossa della classe operaia, dei lavoratori e del resto delle masse popolari.

Sono i comitati, le associazioni, le organizzazioni operaie e popolari del territorio che oggi devono guidare la città fuori dal pantano del ricatto del debito con cui il governo centrale tiene in ostaggio l’amministrazione De Magistris. Sono loro le protagoniste della costruzione di una nuova governabilità dei territori perché non sono i padroni ad essere forti, sono le masse popolari che ancora non fanno valere la loro forza.

Far valere la propria forza oggi vuol dire mobilitare assessori, consiglieri e dipendenti comunali nell’analisi del debito e dell’incidenza che le politiche centrali hanno sulle casse comunali; stendere e imporre piani alternativi di lavoratori e utenti dei servizi pubblici e delle Aziende Partecipate (le esperienze del Comitato San Gennaro e del Comitato Vele devono fare scuola); imporre al Comune la dichiarazione unilaterale dei “debiti odiosi” che le organizzazioni operaie e popolari della città riterranno illegittimi e guidare l’amministrazione a violare il patto di stabilità mettendo al centro gli interessi delle masse popolari conto i diktat del governo centrale.

Nuova governabilità delle masse popolari organizzate non è una frase ad e‑etto, ma una linea d’azione. I comitati operai e popolari stanno via via accettando la sfi­da di dirigere e orientare gli elementi avanzati delle amministrazioni, dei sindacati e della società civile a dare forza e forma di legge a quanto le masse popolari indicano, a far valere i loro interessi contro quelli di padroni, affaristi e speculatori. Questo a Napoli oggi vuol dire mobilitarsi, sostenere e spingere l’amministrazione De Magistris a rompere defi­nitivamente con il governo centrale e il ricatto del debito. Tanto più le organizzazioni operaie e popolari della città romperanno con la delega alle autorità costituite e
agiranno da Nuove Autorità Pubbliche, tanto più saranno capaci di spingere Napoli a diventare un’Amministrazione Comunale d’Emergenza.

È questa la scuola pratica di organizzazione e coordinamento che riguarda le masse popolari di tutto il paese. È questa la base su cui sviluppare organizzazione e coscienza superiori, questo il percorso che porterà le masse popolari a imporre un proprio Governo di Emergenza Popolare: un governo che si fonda sulla nuova governabilità dal basso che le organizzazioni operaie e popolari possono costruire. Un governo che dia forma e forza di legge a
quello che le organizzazioni operaie e popolari indicheranno e composto da elementi che godono della loro fi­ducia. Un governo che costruisca condizioni più favorevoli, ai comunisti e alle masse popolari del nostro paese, per fare la rivoluzione socialista e farla fi­nita defi­nitivamente con i padroni e i loro scagnozzi. Questa l’unica alternativa per uscire dal marasma della crisi della borghesia e della guerra di sterminio non dichiarata che conduce contro la classe operaia e le masse popolari. Una lunga marcia degli oppressi che solo sotto la guida dei comunisti potrà arrivare alla vittoria ­finale.

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