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Torna la III edizione della Festa della Riscossa Popolare a Milano – 17-18-19 Novembre

Appello ai commercianti di via Padova a sostenere la Festa della Riscossa Popolare

Siamo in un periodo in cui la discussione politica e la propaganda dei media e degli organi di informazione nasconde, dietro a discussioni secondarie, i veri problemi della gente: la disoccupazione che cresce, il lavoro che rimane sempre più precario e sottopagato, la salute che per chi non si può permettere visite private deve aspettare sei mesi per degli esami banali, l’emergenza abitativa l’istruzione e gli altri diritti conquistati con dure lotte negli anni passati e sanciti dalla nostra Costituzione. Questi diritti sono da anni sotto attacco e ora si va verso lo smantellamento definitivo, come la Costituzione è stata elusa e calpestata fin dal 1948 nelle sue parti progressiste da tutti i governi che si sono succeduti.

In particolare, nel nostro quartiere il problema più sentito è quello del degrado, da cui deriva quello della sicurezza. Il degrado e la sicurezza sono manifestazione della disoccupazione crescente e dell’incapacità (e mancanza di volontà) delle istituzioni a organizzare i lavori che servono e a organizzare la vita sociale. La soluzione al degrado è assegnare un lavoro utile e dignitoso a ogni adulto, una soluzione che non perseguiranno mai quelli che sul degrado vivono, speculano e costruiscono le loro carriere politiche. Una soluzione la cui realizzazione è possibile solo se la classe operaia e le masse popolari si organizzano per gestire fabbriche, scuole, ospedali, quartieri (e tutti quegli ambiti che la classe dominante non cura più) e che costituiscano un governo che faccia fronte agli effetti più gravi della crisi prendendo misure nel loro interesse.

La Festa della Riscossa Popolare vuole essere un contributo importante alla vita del quartiere, un momento di confronto, di lotta e di costruzione di una prospettiva, che dia respiro a un territorio stretto fra l’incudine del degrado e il martello di chi ne cavalca i disagi per perseguire i suoi fini politici e ritagliarsi il suo “posto al sole”. Il presidente Piscina e i suoi amministratori nel Municipio 2, non avendo alcuna risposta positiva da dare ai lavoratori, ai disoccupati, alle masse popolari, cercano di fomentare la guerra fra poveri, arrivando a indicare come nemico e creatore di degrado chi fa la fila alla mensa del Pane Quotidiano e lasciando agibilità politica a organismi neofascisti come Lealtà e Azione che il 14 ottobre hanno potuto indire un presidio contro il degrado senza alcuna opposizione da parte dell’amministrazione del municipio.

Le cose non cadono dal cielo, ma ci vogliono azioni concrete. Con questo spirito la Festa di Riscossa Popolare si inserisce nell’ambito di lotta contro il vero degrado, che sono le aziende e gli esercizi commerciali che chiudono lasciando dietro di sé desolazione e abbandono nei quali si inseriscono le situazioni “a rischio”. Questa festa è quindi pensata come spazio in cui poter discutere dei problemi e soprattutto per trovare soluzioni, con le organizzazioni, i comitati, le associazioni che già esistono e operano nel territorio, con quanti sentono il bisogno di legarsi ad altri che vivono le stesse situazioni e gli stessi problemi prodotti dalla crisi di questo sistema.

Ogni cosa grande nasce piccola, va costruita. Vogliamo partire dalla riqualifica della Galleria dell’ex cinema Zodiaco, perché è uno dei punti maggiormente a rischio, occuparsi della Galleria dello Zodiaco è un primo atto di riappropriazione di uno spazio comune lasciato al degrado e all’ abbandono da parte delle istituzioni, e chi nel quartiere ci lavora, o ci vive ha tutto l’interesse a tener viva, pulita e sicura.

In ragione di questo, e con questi obiettivi, vogliamo instaurare un dialogo costante, e che vada quindi oltre la Festa, con chi come voi ogni giorno convive con queste problematiche e che in fondo come tutti, vorrebbe “solo” assicurarsi per sé e la propria famiglia una vita e un futuro dignitosi.

Esistono due strade possibili, due occasioni di partecipazione o sostegno:

  • La prima è quella più diretta di partecipazione al progetto (alla costruzione di un’iniziativa, partecipare al dibattito con idee propositive, coinvolgere altri oppure contribuire alla costruzione di una organizzazione nel proprio ambito)
  • La seconda, forse meno diretta, ma di uguale importanza è quello di sostenere anche economicamente il progetto.

Sappiamo bene e non nascondiamo che nella società di oggi, senza soldi, è impossibile realizzare progetti, a maggior ragione se si vogliono cambiare le cose. Ancora di più per un partito come il nostro che ha deciso di non prendere nessun rimborso pubblico, ma darsi i mezzi per la propria politica attraverso il sostegno delle masse popolari. Stiamo realizzando una riffa, una lotteria di 90 numeri di quartiere e per il quartiere, che valorizzi e dia spazio ai tanti negozianti che lavorano in questa zona, che ne vivono i problemi e che sentono la crisi e ne subiscono gli effetti. Come? Attraverso la sottoscrizione di un premio (un taglio di capelli? Un abbonamento a 10 colazioni? una cena per due?) che sia occasione di far conoscere il vostro locale/negozio, di promuovere la vostra attività e contemporaneamente occasione per sostenere la rinascita del quartiere e quanti si organizzano e si mobilitano per la sua rinascita.

La Festa della Riscossa Popolare è promossa dal Partito dei CARC, ma vogliamo che sia una festa costruita e realizzata con il contributo di tutti quei compagni e compagne, di tutte quelle persone che vogliono il cambiamento di questo paese e della società, che già stanno lottando e già si organizzano per farlo. È una festa degli operai, dei lavoratori, degli studenti, degli immigrati, delle donne, dei bambini anche, dei disoccupati. È un’opportunità di allargare il fronte delle lotte e delle mobilitazioni, per coordinare quanto oggi esiste di organizzato nel nostro paese a partire dal quartiere di via Padova (ogni cosa grande nasce piccola), per rafforzare il fronte che non solo dice “no” allo stato di cose presente, ma che costruisce il “per” e si cimenta nell’imparare a farlo.

Se hai sete di riscossa, questo è il tuo posto, questa è la tua festa!

 

Appello ai comitati, organismi e singoli a partecipare all’assemblea
“Potere popolare contro degrado, speculazione e disoccupazione. Fare come 100 anni fa fecero gli operai in Russia, costruire la nuova governabilità dal basso dei territori”

Via Padova viene dipinta dai media di regime come se fosse il Bronx di Milano: un quartiere in mano alla criminalità, assediato dagli immigrati, dove prostituzione, spaccio e degrado sono all’ordine del giorno.
È vero, in via Padova la criminalità organizzata ha in mano lo spaccio e la prostituzione (che avvengono alla luce del sole, sotto lo sguardo della polizia e dell’esercito che “non possono fare niente”), si moltiplicano le discariche abusive, molti edifici sono fatiscenti e non c’è un adeguato intervento del Comune a metterli in sicurezza (il caso più eclatante è quello di Via Cavezzali 11), gli spazi che dovrebbero essere restituiti al quartiere (come il negozio sequestrato alla mafia e in attesa di essere assegnato dal Tribunale di Milano) vengono bruciati e murati, uno spazio come il Trotter che è finora stato un luogo di socialità e aggregazione per il quartiere viene destinato esclusivamente alle attività scolastiche, chiudendo per inagibilità (e senza usare il periodo estivo per i lavori di ristrutturazione) il teatrino, l’ex chiesetta e la palestra, chiudendo un importante e vitale spazio di iniziativa delle masse popolari della zona.

Ma c’è una realtà che i media volutamente non mostrano: i comitati che negli anni sono nati per occuparsi di vari aspetti della vita sociale del territorio e che sono stati resistenza attiva al decadimento e al degrado del quartiere. La coesione sociale che ancora esiste è dovuta all’attivismo di quei comitati che si occupano dell’integrazione degli immigrati (scuole di italiano, sportelli di ascolto, ambulatorio medico popolare anche per chi non ha il permesso di soggiorno, assistenza per pratiche legali, casa e lavoro), dei comitati di lotta per la casa, dei comitati che organizzano iniziative di aggregazione e socialità, di diffondere cultura, ai comitati di genitori all’interno delle scuole, del Trotter punto di riferimento politico del quartiere, la rinascita di una rete di solidarietà dei commercianti, dello Spazio Ligera un punto di riferimento per quanti hanno la falce e il martello nel cuore e per la promozione della mobilitazione del quartiere (furono loro i primi a rompere e promuovere la rottura del coprifuoco imposta dalla giunta Moratti), del Movimento 5 Stelle che  promuove presidi con continuità, riunioni all’aperto e che ha proposto di realizzare un consiglio di municipio nelle zone critiche del quartiere e di molti altri organismi di cui non scriviamo.
Queste sono le tendenze positive che oggi esistono e che possono porre un serio argine alla guerra fra poveri solo se non limitano la loro azione alle richieste al municipio e al Comune. I comitati di via Padova (come quelli dell’intero paese) si trovano a un bivio: la guerra fra poveri promossa e alimentata  dai poteri forti della città (Sindaco e suoi emissari in testa, avendo abbandonato ogni periferia nelle mani della speculazione – che chiamano “riqualificazione”) o un deciso cambio di rotta, una mobilitazione che metta al centro gli interessi delle masse popolari che in questo quartiere vivono, lavorano e studiano, che individui le soluzioni e imponga con decisione la loro attuazione, dal basso.

Il contenuto dell’assemblea sarà quindi:

  • Fare il bilancio dei tratti comuni dell’azione di questi comitati
  • Promuovere la mobilitazione e il protagonismo popolare, per contrastare la guerra fra poveri

Un’assemblea in cui “non ci piangiamo addosso”: vogliamo costruire un percorso che si ponga nettamente contro le politiche esclusive, discriminatorie e vessatorie della classe dominante e dei poteri forti di questa città e che si ponga nell’ottica di costruire una politica inclusiva, di iniziativa popolare che non aspetta la risoluzione dei problemi da parte delle istituzioni ma la pratica.
Vogliamo dare una prospettiva alle masse popolari e creare una rete di controllo popolare che dia e crei sicurezza, una sicurezza data dal protagonismo popolare e non dall’esercito, attraverso per esempio: un corteo di tutti i comitati di via Padova, il coordinamento dei presidi, degli sportelli e dei “punti di ascolto” che già esistono (bar, esercizi commerciali, mezzi pubblici, sedi di associazioni, spazi recuperati come “Noi ci siamo” in via Esterle, la Casa del Popolo, etc), creare iniziativa e azione delle più varie di cui si sente la necessità (azioni di riappropriazione, scioperi al contrario, momenti di socialità), creare una rete di solidarietà e mutuo soccorso.
Per questo ti invitiamo a portare il tuo contributo, sulla base dell’esperienza concreta che tu vivi e hai vissuto.

A seguito del dibattito si terrà una cena tipica filippina, un momento di convivialità, per stare insieme e proseguire la discussione. La cena avrà un costo di venti euro, per sostenere il lavoro politico che portiamo avanti durante tutto l’anno e di cui la Festa della Riscossa Popolare è una tappa. Se vorrai partecipare ti chiediamo di prenotare la cena entro la serata di mercoledì 15 novembre.

 

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