Guardare a quello che nel 1917, 100 anni fa, hanno costruito gli operai russi guidati dal Partito Comunista Bolscevico di Lenin e Stalin per conoscere  il futuro che dobbiamo costruire!

100 anni fa gli operai, i contadini e i soldati russi diretti da Lenin e Stalin hanno preso in mano il potere e iniziato l’edificazione dei rapporti sociali dell’umanità del futuro, dell’umanità del socialismo e del comunismo. A 100 anni di distanza, manifestazioni come quella di oggi, sono importanti per far conoscere e propagandare alla classe operaia e alle masse popolari del nostro paese le grandiose conquiste di benessere e civiltà derivate dall’instaurazione del socialismo in Russia e l’ondata di progresso che l’esistenza dell’URSS suscitò in tutto il mondo: dalla vittoria sul nazi-fascismo che la borghesia imperialista scatenò “per soffocare il bambino nella culla” all’instaurazione del socialismo in un terzo del pianeta, dallo sviluppo dei movimenti di liberazione nazionale dall’imperialismo nelle colonie e nelle semi-colonie allo sviluppo nei paesi imperialisti di conquiste di benessere e civiltà per le masse popolari realizzate nel periodo compreso tra il 1945 e il 1975. Questi furono i risultati della prima ondata della rivoluzione proletaria suscitata in tutto il mondo dalla nascita e dal consolidamento del socialismo “in un paese solo”, l’Unione Sovietica, il primo paese socialista della storia (l’unico al mondo per più di due decenni) in cui non esisteva più lo sfruttamento dell’uomo da parte dell’uomo, l’unico paese al mondo in cui era di fatto combattuta e anche legalmente vietata ogni discriminazione delle donne e tra nazioni e razze e dove non esistevano i ricatti padronali, non esisteva la povertà e ogni adulto doveva svolgere un lavoro utile e dignitoso. Un paese in cui tutti avevano garantita la possibilità di imparare a leggere, scrivere e far di conto (cosa impensabile fino a quel momento) e di partecipare alla  gestione collettiva della società. L’URSS e i primi paesi socialisti hanno lasciato un patrimonio di esperienze a cui possiamo e dobbiamo attingere per comprendere cosa e come bisogna fare la rivoluzione socialista e la costruzione del socialismo e  quali sono i problemi e quali sono gli errori da non ripetere (errori e limiti che hanno portato al prevalere dei revisionisti che hanno portato prima alla disgregazione e poi al crollo dei primi paesi socialisti).

L’Unione Sovietica e i primi paesi socialisti, dopo 70 anni dalla Rivoluzione socialista in Russia, sono crollati.  Il loro crollo non è una dimostrazione della “superiorità del capitalismo” o del “fallimento del comunismo” per quanto oggi la borghesia imperialista approfitti del campo libero a sua disposizione per divulgare farneticazioni intellettuali di ogni sorta, per cercare di restaurare il suo ordine che era stato messo in discussione e stravolto dalla prima ondata della rivoluzione proletaria. La borghesia e il clero sono impegnate con tutte le forze per riportare alla barbarie i livelli di civiltà e benessere dell’umanità raggiunti dall’umanità grazie al movimento comunista. La seconda crisi generale del capitalismo per sovrapproduzione assoluta di capitale iniziata nel 1975 che attanaglia i capitalisti, dal 2008 è entrata nella sua fase acuta e terminale. Il crollo dei primi paesi socialisti, il declino del vecchio movimento comunista e la fase di reazione che ne è seguita a livello mondiale sono un macigno solo per chi non ne comprende le origine e le cause. Sta a noi comunisti comprendere quali sono state le cause del crollo dell’URSS e dei primi paesi socialisti, assimilarne gli insegnamenti e usarli così come i bolscevichi russi guidati da Lenin e Stalin assimilarono e usarono l’insegnamento della Comune di Parigi. La Carovana del (n)PCI di cui il Partito dei CARC fa parte ha da anni analizzato l’origine, la natura e l’evoluzione della crisi e sulla base di questa analisi ha concluso che oggi come cent’anni fa siamo in una situazione in cui o la rivoluzione socialista anticipa e impedisce la guerra imperialista o sarà la guerra imperialista ad alimentare la rivoluzione socialista.

Nell’anno del centenario della rivoluzione d’Ottobre sviluppiamo il dibattito sulle cause interne al movimento comunista internazionale che determinarono il crollo dei primi paesi socialisti e sugli insegnamenti di quella gloriosa esperienza per la rinascita del movimento comunista e per fare la rivoluzione socialista nel nostro paese. E’ un compito improrogabile cui devono assolvere i partiti, le organizzazioni, i gruppi comunisti (chi si dichiara comunista, chi vuole essere comunista) che vogliono organizzarsi e unirsi sulla base della concezione comunista del mondo e di una linea conseguente. Promuoviamo il confronto e il dibattito il più franco e aperto possibile tra i partiti, le organizzazioni e i gruppi comunisti del nostro paese su questi temi. Ne va non la crescita di questa o quell’altra organizzazione ma del futuro del movimento comunista in Italia. Nel paese c’è  una tensione a capire l’esperienza dell’URSS e perché i primi paesi socialisti sono crollati. Essa è un punto di forza per sviluppare il dibattito politico e la politica da fronte (dibattito, azione comuni e solidarietà) tra le forze comuniste. Contrastiamo le tesi anticomuniste che banalizzano e sbrigano la questione con risposte tipo “il tradimento dei dirigenti” o che cercano risposte negli archivi segreti a Mosca o della CIA. Per comprendere le cose del mondo non bisogna mettere al centro le persone, ma la lotta di classe e analizzare la realtà e la storia alla luce della concezione comunista del mondo che non è custodita in alcun archivio segreto ma risiede nel Partito Comunista, patrimonio vivo a disposizione di tutto il proletariato e delle masse popolari. Su questa base la Carovana del (nuovo)PCI nella prima parte della sua storia si è dedicata ad analizzare quali furono i motivi del crollo dei primi paesi socialisti: essi sono crollati per cause interne al movimento comunista, a causa dell’affermarsi di una linea arretrata nella loro direzione impersonata dagli esponenti del revisionismo moderno, tendenza a fronte della quale la sinistra del movimento comunista non si è data i mezzi per contrastarla e affermarsi. Da qui il sopravvento della destra (nel 1956 con Kruscev) che ha innescato lo sbandamento e l’inizio della restaurazione graduale e pacifica del capitalismo in URSS e nelle democrazie popolari dell’Europa dell’est (mentre in Cina tale processo si compie a partire dal 1976, con la morte di Mao e l’avvento di Deng alla direzione del PCC). Da qui l’esaurimento progressivo della prima ondata della rivoluzione proletaria e del movimento comunista internazionale che la rivoluzione d’Ottobre aveva suscitato e alimentato per decenni in tutto il mondo. Non mancarono nè la forza nè l’eroismo ai comunisti sovietici. Ciò che permise al revisionismo moderno di affermarsi furono anzitutto i limiti ideologici e politici della sinistra del movimento comunista dell’URSS, dunque limiti di assimilazione della concezione comunista del mondo e nella comprensione delle condizioni e dei risultati della lotta di classe. Limiti analoghi a quelli della sinistra del movimento comunista del nostro paese (i Secchia, Noce, Alberganti, Vaia) che ugualmente finirono col soccombere di fronte al revisionismo moderno (i cui capi-fila in Italia furono Togliatti, Longo e Berlinguer). Una storia la cui più grande lezione è che la forza di un Partito Comunista non poggia sui suoi grandi numeri, sulla generosità e l’eroismo nelle sue file, elementi che non mancarono al vecchio movimento comunista. Poggia bensì sull’assimilazione della concezione comunista del mondo da parte del Partito Comunista e sull’autonomia ideologica e politica con cui il Partito Comunista esercita il suo ruolo.

Assimilare insegnamenti e lezioni della rivoluzione d’Ottobre è la chiave per spalancare le porte della rinascita del movimento comunista nel nostro paese e nel mondo. L’esperienza della Rivoluzione d’Ottobre e della prima ondata della rivoluzione proletaria da essa suscitata, ci insegna quale è il Partito Comunista a cui devono tendere gli sforzi di quanti lavorano alla rinascita del movimento comunista nel nostro paese: un Partito Comunista che assimila a fondo la concezione comunista del mondo e che su questa base esercita il suo ruolo politico di Stato Maggiore della classe operaia e delle masse popolari nella loro lotta per il socialismo. Ci insegna che la rivoluzione socialista non scoppia ma è un processo che si costruisce e di cui il Partito Comunista è la guida e la classe operaia e le masse popolari la forza motrice. E’ affermando e praticando gli insegnamenti dell’Ottobre che oggi i comunisti italiani possono dissipare nebbia e  confusione frutto dell’eredità del revisionismo moderno nel nostro paese e della corrente nefasta della sinistra borghese. Eredità e correnti che rendono impotenti gli sforzi dei comunisti, deviandoli  verso elettoralismo (ricostruire il peso elettorale dei comunisti nelle assemblee elettive), economicismo (ridurre i comunisti ad agitatori delle lotte spontanee) e militarismo (tifare o progettare azioni militanti che stimolino le masse popolari a compiere gesti “rivoluzionari”), anticamera dell’attendismo e del disfattismo nelle nostre file.

E’ sulla via dell’Ottobre e dei suoi insegnamenti e contro le deviazioni che impediscono ai comunisti di intraprenderla che si affermerà la strada della rinascita del movimento comunista nel nostro paese. Che cento scuole gareggino, che cento fiori nascano!

 

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