In occasione del Centenario della Rivoluzione d’Ottobre lo sforzo che i comunisti, chi ha la falce e martello nel cuore, chi vuole cambiare il corso delle cose, deve fare è ricavare gli insegnamenti da quell’esperienza utili a fare la rivoluzione socialista oggi che è ancora l’unica soluzione strategica al marasma che ci circonda. Le celebrazioni della Rivoluzione d’Ottobre di cui quest’anno ricorre il centenario è un’occasione importante per farlo. Per questo motivo come Partito dei CARC, nell’ambito della campagna nazionale “Il Segnale dell’Aurora” (http://www.carc.it/2017/10/03/italia-il-segnale-dellaurora-video-di-presentazione-della-campagna-sul-centenario-della-rivoluzione-dottobre-del-p-carc) sul centenario della Rivoluzione d’Ottobre stiamo promuovendo, su tutto il territorio toscano, dibattiti e iniziative tra cui le Feste di Riscossa Popolare a cui invitiamo tutti quanti a partecipare nelle prossime settimane.

I prossimi appuntamenti saranno:

domenica 26 novembre a Pisa presso il Circolo ARCI Pisanello di Riglione con un dibattito sulla tendenza alla guerra e a seguire cena di autofinanziamento;

– domenica 03 dicembre a Siena con un dibattito sugli insegnamenti della Rivoluzione d’Ottobre, e a seguire una buffet di autofinanziamento.

Inoltre, martedì 21 novembre a Firenze presso la Casa del Popolo “Il Campino” (v. G. Caccini) si svolgerà un’iniziativa sul Komsomol, cioè l’Unione comunista della gioventù sovietica, a cui chiamiamo a partecipare giovani e studenti.

Nelle prossime settimane seguiranno iniziative anche a Vireggio, Cecina, Pistoia e Prato, per tutte le informazioni rimandiamo a ulteriori comunicazioni.

Instaurare il socialismo in Italia, fare dell’Italia un nuovo paese socialista, è possibile. È impresa difficile, a partire dal fatto che fino ad oggi il socialismo non è mai stato instaurato in nessun paese imperialista, quindi abbiamo di fronte un compito storico. Ma per quanto difficile, è possibile ed è l’unica soluzione positiva alla crisi del capitalismo. È vero che oggi il mondo è molto diverso da quello di cento anni fa però sono ancora i padroni che comandano, che dirigono la società e quindi anche la nostra vita, perché le aziende, le banche, le autostrade, le reti telefoniche, le ferrovie, ecc. sono dei capitalisti e funzionano se e quando i capitalisti ne ricavano profitti, perché viviamo ancora in un ordinamento sociale borghese: questo non è cambiato. Ed è questo che ci sta mandando in rovina. Molti dico che “l’Unione Sovietica e gli altri paesi socialisti sono crollati, lì la gente sta peggio di noi”. E’ vero, ma perché una parte dei comunisti e dei lavoratori non sapevano come avanzare oltre il punto in cui erano arrivati e hanno fatto degli errori: il risultato è che i partiti comunisti, gli organismi statali e produttivi sono stati presi in mano da chi sosteneva che l’importante non era sviluppare e rafforzare sempre più la direzione dei lavoratori e delle masse in ogni campo, ma solo produrre di più e meglio, diventare una grande potenza, più forte dei paesi imperialisti. Lì sono iniziati i guai per le masse dei paesi socialisti, è così che i borghesi vecchi e nuovi hanno ripreso via via potere e libertà, è così che hanno iniziato a restaurare gradualmente il capitalismo. E gli orrori sono arrivati quando i criminali e i nuovi zar alla Eltsin e alla Putin, degni compari dei potenti nostrani e del mondo, hanno iniziato a imporre su grande scala e con ogni mezzo le “delizie” del capitalismo. La lezione è che dobbiamo imparare dai nostri errori per fare meglio, per andare più avanti! E’ il modo in cui gli uomini sono passati dalle caverne a viaggiare nello spazio: se di fronte ai fallimenti dei primi tentativi di fondere i metalli avessimo concluso che era impossibile usare il metallo saremmo ancora all’età della pietra!

Cento anni fa in Russia le masse hanno dovuto costruire scuole, ospedali, fabbriche, strade, ferrovie, reti elettriche perché erano in un paese arretrato: sono riuscite a farlo proprio perché erano i lavoratori e le masse a comandare. Noi oggi queste cose ce le abbiamo già, non dobbiamo costruirle. Ma dobbiamo farle funzionare come va bene a noi, in modo che servano alle nostre esigenze, ai nostri interessi, alla salvaguardia dell’ambiente anziché per il profitto di padroni, speculatori e parassiti: questo vuol dire da noi instaurare il socialismo e i presupposti oggettivi per farlo esistono già!

 

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