178 Visite

La storia della gloriosa rivoluzione d’Ottobre ci insegna che la classe operaia si emancipa legandosi al Partito Comunista e combattendo contro la Borghesia una Guerra Popolare Rivoluzionaria di Lunga Durata che ha come sbocco l’instaurazione del Socialismo. Quest’anno ricorre il Centenario della Rivoluzione Socialista che celebriamo sia ricordando la grandezza e le conquiste che solo grazie ad essa l’umanità ha potuto raggiungere ma anche confrontarci sul cosa fare qui ed ora per rilanciare l’assalto al cielo, per far vivere le opere di quei milioni di proletari che riuscirono a vincere il giogo dei padroni nel proprio paese, dando avvio alla riscossa dei proletari di tutto il mondo.

Per la Carovana del (nuovo) PCI il passo da compiere ora per avanzare nella rivoluzione socialista è la costituzione del Governo di Blocco Popolare (GBP). Il Governo di Blocco Popolare è l’obiettivo tattico di questa fase. Esso mobilita le masse popolari (le organizzazioni operaie e popolari) in senso rivoluzionario, cioè combina l’organizzazione e la mobilitazione per trovare soluzioni positive ai problemi e agli effetti della crisi, contro la tendenza della rassegnazione o della guerra fra poveri, con l’iniziare già da subito a operare come nuove autorità pubbliche, a porsi cioè come classe dirigente della società.

Questo piano tattico permette di dare un ruolo superiore anche ai dirigenti della sinistra sindacale, ai sinceri democratici della società civile e delle amministrazioni locali, agli esponenti della sinistra borghese non ciecamente anticomunisti, come promotori di organizzazioni operaie e popolari e sostenitori delle iniziative che esse prendono, cioè facendoli agire ad ogni livello da comitato di salvezza nazionale (e poi come ministri del GBP). Due ambiti importanti in cui far loro svolgere questo ruolo sono la battaglia per l’attuazione delle parti progressiste della Costituzione del 1948, contro i vertici della Repubblica Pontificia, che fin dal 1948 hanno violato, eluso e infangato la Costituzione e sono i responsabili dell’attuale disastro economico e sociale, e la battaglia per la sovranità nazionale, contro l’UE, la BCE e la NATO.

 

di Giacomo Londra

 

***

Tratto da traduzione di resistenze.org dell’articolo di Nikos Mottas per communismgr.blogspot.it

 

Perché il socialismo è di molto superiore al capitalismo

Le conquiste della costruzione del Socialismo nell’Unione Sovietica

Durante gli ultimi 25 anni, dopo la vittoria delle forze controrivoluzionarie nell’Unione Sovietica e nell’Est Europa, la discussione politica pubblica è stata dominata dal concetto della “fine della storia, fine delle ideologie”. Questo è certamente un concetto molto conveniente per la classe dominante, la borghesia, nel suo sforzo di convincere il mondo che 1) il socialismo è irreversibilmente fallito, 2) il capitalismo è il vincitore finale nella successione delle trasformazioni socio-economiche della storia, 3) ogni argomentazione a favore di una società non capitalista, dove i mezzi di produzione siano socializzati in una economia centralmente pianificata, è “irrealistica” oppure una “fantasia utopistica”.

L’anticomunismo, naturalmente, è stata una parte essenziale del suddetto principio borghese. Per più di due decenni, le forze borghesi ed i loro meccanismi di potere (storiografia, mezzi di comunicazione di massa, ecc.) hanno scatenato in tutto il mondo una crociata anticomunista, principalmente demonizzando e diffamando l’Unione Sovietica e in generale la costruzione del socialismo nel XX secolo.

Uno spettro infesta le teste dei neoliberisti, dei centristi, dei socialdemocratici, dei neonazisti e degli altri apologeti della barbarie capitalista ogni volta che si trovano ad affrontare le verità scientifiche del marxismo-leninismo. E’ lo spettro del – come usano chiamarlo – “totalitario”, “stalinista”, “sanguinario”, “repressivo”, eccetera, regime Sovietico. Gli anticomunisti cercano di distorcere la storia in ogni modo e direzione possibile ma, sfortunatamente per loro, non possono cambiare i fatti e le verità storiche.

La storia stessa mostra le menzogne senza ritegno della propaganda anticomunista borghese. Nonostante esistessero problemi e debolezze, il sistema socialista del XX secolo ha provato coi fatti la superiorità del socialismo sul capitalismo ed ha mostrato gli enormi vantaggi che arreca alla vita ed al lavoro delle persone. L’abolizione dei rapporti di produzione capitalistici ha liberato l’uomo dalla schiavitù del lavoro salariato, aprendo così la via per la produzione e lo sviluppo scientifico, non volto al profitto di pochi, ma alla soddisfazione dei bisogni dei popoli. Nei cosiddetti “regimi totalitaristi comunisti” (sic) ogni essere umano ha un lavoro garantito, sanità pubblica gratuita, servizi a basso costo forniti dallo Stato, casa, libero accesso alle attività sportive e culturali.

Nei successivi paragrafi, come risposta a tutti gli apologeti della barbarie capitalista, riportiamo molte fondamentali conquiste della costruzione socialista nell’Unione Sovietica.

Diritti delle donne 

La grande Rivoluzione d’Ottobre del 1917 ha aperto la strada per l’emancipazione sociale e la liberazione delle donne della classe operaia. Prima della Rivoluzione d’Ottobre, nella Russia zarista, la donna era soggetta a diverse discriminazione di classe e basate sul genere sessuale, con l’80 per cento di esse che erano operaie non specializzate che guadagnavano la metà del salario dei loro colleghi maschi. Nella Russia zarista, l’87% delle donne non sapeva né leggere né scrivere. Uno dei primi decreti della Rivoluzione garantì i pieni e completi diritti politici alle donne; in Gran Bretagna questo accadde nel 1918, negli USA nel 1920 e in Francia nel 1944 (In Italia solo nel 1945, dopo che nel 1926 e nel 1928 Mussolini aveva abolito ogni diritto di voto delle donne, cancellando anche i limitati diritti di elettorato solo attivo e limitato alle elezioni amministrative che il governo postunitario aveva parzialmente concesso in modo non universale, n.d.t.).

Nell’Unione Sovietica, dal 1917 al 1920, più di 4 milioni di donne impararono a leggere ed a scrivere, mentre dal 1922 al 1928 la rappresentanza femminile nei Soviet aumentò 9 volte (830.000 donne lavoratrici e coltivatrici): Negli anni 70, quando negli USA solo il 5% dei membri del governo federale e dei governi statali era donna, il 35,6% dei membri del Soviet Supremo erano di sesso femminile.

E’ stato nell’Unione Sovietica – non nell’Europa occidentale o negli USA – che sono state approvate leggi speciali per proteggere il lavoro della donna durante il suo periodo di gravidanza: 4 mesi di maternità con pieno stipendio per ogni donna.

Nota: Nell’Unione Europea il tasso di disoccupazione femminile era del 10,6% nel 2012 e del 10,1 nel 2014 (Eurostat), mentre il numero totale delle donne che vivono sotto il livello di povertà raggiungeva i 65 milioni!

Conquiste dei lavoratori

Nell’Unione Sovietica c’era lavoro stabile e permanente per tutti, non più di 41 ore per settimana. Per coloro che erano impiegati in lavori insalubri od usuranti, le ore di lavoro furono ridotte a 36 la settimana. La settimana lavorativa in Unione Sovietica era una delle più corte del mondo, mentre ogni lavoratore ed ogni lavoratrice avevano il diritto al tempo libero ogni settimana e ferie annuali pagate.

L’assicurazione sociale statale dei lavoratori era obbligatoria. La risorsa per l’assicurazione non era il salario dei lavoratori, ma il bilancio dello stato ed il bilancio delle compagnie statali. Ogni lavoratore aveva diritto alla piena pensione a 60 anni per gli uomini ed a 55 anni per le donne. In caso di lavori insalubri od usuranti, gli uomini avevano diritto di andare in pensione a 50 anni e le donne a 45.

Il riposo ed il tempo libero non era un privilegio – come succede nel capitalismo – ma un diritto secondo l’articolo 119 della Costituzione Sovietica. Lo stato socialista provvedeva ad una vasta rete di libere attività culturali e sportive che venivano messe a disposizione del popolo. La prima casa del tempo libero fu costruita in Pietroburgo (Leningrado) nel 1920, come iniziativa dello stesso V.I. Lenin. All’inizio del 1940 c’erano già 3600 case del tempo libero che potevano servire 470.000 lavoratori, mentre nel 1980 c’erano più di 14.000 centri di vacanza e tempo libero per 45 milioni di persone.

Nota: Nel mondo capitalista – specialmente nell’Europa occidentale – le conquiste del lavoro vennero come risultato di permanenti e sanguinose lotte di classe. L’esistenza dell’Unione Sovietica e l’esempio della costruzione del socialismo costrinse un numero significativo di governi occidentali borghesi a concedere alcuni diritti sociali e del lavoro ai propri popoli. Comunque, dopo la controrivoluzione in URSS ed Est Europa, questi diritti sociali e del lavoro vennero ferocemente attaccati. Oggi, nel 2016, viviamo in una barbarie capitalista di disoccupazione di massa, sotto-occupazione, salari ridotti, indebitamento di massa, nessuna contrattazione sul lavoro, impiego di minori al lavoro. Nel mondo capitalista, tutti i diritti sociali e del lavoro vengono sacrificati sull’altare del profitto capitalista; dagli USA dei 47 milioni di persone che vivono sotto la soglia di povertà fino all’Unione Europea dei 25 milioni di disoccupati!

Servizio sanitario pubblico e gratuito

Il servizio sanitario pubblico che è stato istituito in Unione Sovietica rappresenta un esempio significativo di costruzione socialista. Nella Russia Sovietica vi era una vasta rete sanitaria, basata sull’economia socialista centralmente pianificata, che provvedeva a cure mediche gratuite per l’intera popolazione. I numeri parlano da soli: prima della Rivoluzione d’Ottobre, nella Russia zarista, l’aspettativa di vita era solo di 32 anni. Dopo il 1917, in pochi anni, l’aspettativa di vita salì a 44 anni (1920). Nel 1987, L’Unione Sovietica aveva la stessa aspettativa di vita del mondo occidentale (69 anni).

Durante la costruzione del socialismo, il numero dei medici di ogni specializzazione fu rapidamente aumentato, mentre la mortalità infantile (che nella Russia prerivoluzionaria era un problema enorme) è diminuita di dieci volte. Nella metà degli anni 80, approssimativamente 160 milioni di persone sostenevano check-up sanitari preventivi annuali, mentre più di 35 milioni erano sotto costante monitoraggio medico gratuito. Nello stesso periodo, esistevano nell’Unione Sovietica più di 28.000 ambulatori di stato per uomini, donne e bambini.

 

Nota: Nella Russia capitalista di Putin, l’aspettativa di vita è diminuita nel 2004 a 63 anni. Inoltre, nella Russia capitalista degli oligarchi e dei gruppi monopolistici la sanità non è più né pubblica né gratuita: numerosi ospedali e cliniche statali sono state chiuse mentre venivano aperti grandi ospedali privati, gli “incidenti” sul lavoro sono aumentati (6000 morti ogni anno) e i lavoratori russi devono pagare i servizi anche nei residui ospedali pubblici.

Istruzione pubblica e gratuita

Una conquista unica della costruzione del Socialismo in Unione Sovietica fu la completa eliminazione dell’analfabetismo e il rapido aumento del livello di istruzione. Prima della Rivoluzione d’Ottobre del 1917, solo il 37,9% dei russofoni maschi e solo il 12,5% delle russofone femmine sapevano leggere e scrivere. Fin dai primi momenti, il governo Sovietico fece uno sforzo colossale per eliminare l’analfabetismo. I numeri parlano da soli: approssimativamente 50 milioni di adulti hanno imparato a leggere ed a scrivere negli anni tra il 1920 ed il 1940; nel 1937, il 75% della popolazione totale sapeva leggere e scrivere. Nel primo decennio del 1960, l’analfabetismo è stato completamente eliminato.

L’eliminazione dell’analfabetismo – che fu raggiunta anche dalla Cuba socialista negli anni 60 – era parte di un programma generale ed unificato creato dal governo Sovietico che includeva: l’istituzione della libera educazione per ogni bambino, la creazione di un programma sociale educativo prescolare, libera e gratuita accessibilità agli studi universitari per operai e contadini, creazione di migliaia di asili d’infanzia, scuole elementari, medie e superiori. Il numero di persone che hanno raggiunto la laurea universitaria è aumentato dall’1,2 milioni del 1939 ai 21 milioni della fine degli anni 80. Dal 1918 al 1990, più di 135 milioni di russi hanno completato gli studi universitari.

Mentre nel mondo capitalista il diritto all’istruzione veniva sottoposto al profitto ed alle privatizzazioni, gli studenti in URSS avevano libero e gratuito accesso ad ogni livello di istruzione. Non c’erano rette da pagare nell’Unione Sovietica per accedere ai più alti livelli di educazione e inoltre, vi era completo accesso all’assicurazione medica come a vari sport ed eventi culturali.

Nota: Nel 2000, nella Russia capitalista, il 40% degli studenti universitari paga le rette. La restaurazione del capitalismo nel paese ha portato alla distruzione del carattere libero e gratuito dell’istruzione. Le indiscusse conquiste del Socialismo nell’educazione sono state internazionalmente riconosciute dalle comunità scientifiche degli stati capitalisti. La frase “Ivan sapeva quello che Johnny non sa”, che divenne oggetto di ricerca negli Stati Uniti, è caratteristica. Specialmente dopo i trionfi sovietici nel settore delle scienze, incluse le conquiste spaziali, nessuno poteva discutere la superiorità del socialismo nel campo dell’educazione.

* * *

Non c’era settore della scienza nel XX secolo dove l’Unione Sovietica non fosse leader. Ogni anno, il 20-25% delle scoperte e delle invenzioni, nei maggiori campi della tecnologia, dipendevano dall’URSS.

Potremmo elencare molte più conquiste del Socialismo nell’Unione Sovietica così come nell’Europa dell’Est. Potremmo certamente menzionare la completa trasformazione di un povero, semifeudale stato zarista in una superpotenza con industrializzazione estensiva e rapido aumento della produzione agricola. Potremmo menzionare il colossale contributo dell’Unione Sovietica alla lotta antifascista durante la Seconda Guerra Mondiale. Potremmo anche citare le magnifiche conquiste sovietiche nelle Arti, nella Cultura, incluso il cinema, il teatro, la musica classica, la poesia e la letteratura, ed altro ancora.

La conclusione è però una sola: in ogni settore della vita sociale ed economica, il Socialismo ha provato la sua superiorità sul capitalismo. E quando parliamo di “superiorità”, ci riferiamo a come il sistema Socialista amministrava la soddisfazione dei bisogni del popolo eliminando lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Il capitalismo con la sua anarchia produttiva e con la sua deificazione del profitto non ha nulla da offrire all’umanità se non povertà, miseria, disoccupazione, diseguaglianze e guerre.

L’Unione Sovietica e gli stati socialisti del XX secolo, a dispetto dei loro pur esistenti problemi, hanno dimostrato di essere il miglior mondo possibile. Nonostante il temporaneo passo indietro storico delle controrivoluzioni del 1989-1991, nulla è finito. La fine della storia non è arrivata, caro signor Fukuyama e cari apologeti del capitalismo.

Il socialismo-comunismo è il futuro dell’umanità.

*) Nikos Mottas è capo editore di “In difesa del Comunismo”, dottorando di Scienze Politiche, relazioni Internazionali e Storia della Politica.

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata