In occasione dello sciopero generale proclamato per il 27 ottobre dai sindacati di base, il Partito dei CARC aderisce, promuove e sostiene tre mobilitazioni in Toscana. In questa data si tiene al tribunale di Massa il processo contro il compagno Marco Lenzoni, che nel dicembre del 2014 avrebbe promosso un corteo non autorizzato fino alla sede del PD contro l’approvazione del Jobs Act del governo illegittimo Renzi-Gentiloni. E’ stato indetto un presidio di solidarietà congiunto davanti ai cancelli dei Nuovi Cantieri Apuani, dove un delegato ha subito tre provvedimenti disciplinari in poche settimane. Sono esempi della difficoltà dei padroni e della classe dominante a contenere l’azione sindacale dei delegati e lavoratori combattivi, a far ingoiare ai lavoratori il processo di morte lenta degli stabilimenti e l’eliminazione dei diritti strappati durante la prima ondata della rivoluzione proletaria.

A Prato manifesteranno il SI Cobas e il Comitato Disoccupati e Precari Pratese, composto da italiani e immigrati impegnati nella comune lotta per un lavoro utile e dignitoso e per disinnescare la guerra tra poveri. A Firenze CUB, USI AIT e SGB promuovono la mobilitazione cittadina rivolta anche a “disoccupati, pensionati, studenti, organizzazioni, comitati, collettivi.. ognuno con le proprie bandiere e i propri striscioni”.

Sono tutte dimostrazioni significative della lotta di classe nel nostro paese, in sinergia e concatenazione con l’altro sciopero generale del 10 novembre, le manifestazioni della Piattaforma Sociale Eurostop dell’11 novembre. Sono tutti passi in avanti nella costruzione del fronte dei delegati e lavoratori combattivi (a prescindere dall’appartenenza sindacale), per il coordinamento delle organizzazioni operaie e popolari in lotta contro i peggiori effetti della crisi: in sintesi, è un movimento che alimenterà sempre più l’ingovernabilità della situazione, per un governo che non vuole e non può trovare rimedi ai guasti che continuamente provoca.

E’ necessario far valere la forza della classe operaia e delle masse popolari, non solo per resistere alla repressione aziendale e dei tribunali ma anche per costruire un ordinamento economico, politico e sociale conforme ai loro interessi. La borghesia sa bene che forza possono avere le masse popolari organizzate e fa di tutto per frammentarle, seminando a piene mani intossicazione, individualismo e diversioni di ogni tipo. Oggi è necessario costruire un governo di emergenza perché la situazione del nostro paese è di questo tipo, serve un Governo di Blocco Popolare che applichi dal basso i principi progressisti contenuti nella Costituzione a cominciare da un Lavoro utile e dignitoso per tutti e che apra la strada alla rivoluzione socialista.

Quest’anno cade il centesimo anniversario della Rivoluzione d’Ottobre, che ha cambiato la storia dell’umanità e ha aperto la strada a grandi conquiste per la classe operaia ed il resto delle masse popolari. Riprendiamo quel cammino di progresso, facendo di queste giornate di lotta uno strumento per l’organizzazione e il coordinamento in ogni azienda, scuola, quartiere e città, per avanzare verso il socialismo.

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