Pubblichiamo una lettera pervenuta alla nostra redazione da parte di un nostro simpatizzante.

“Cari compagni dell’Agenzia Stampa del Partito dei CARC, come ci si poteva aspettare, a ridosso della ricorrenza del Centenario della Rivoluzione d’Ottobre, tante sono le iniziative, i documentari, i servizi, le riunioni e le assemblee che ne parlano. Ci sono vari modi di parlarne. Uno è al modo di chi fa celebrazioni che si concentrano sulla nostalgia dei bei tempi andati. Un altro è al modo della Carovana del (nuovo) PCI, che promuovono il bilancio di quell’esperienza e il dibattito sugli insegnamenti utili ai comunisti dei paesi imperialisti per fare la rivoluzione socialista nei loro paesi oggi.

Un terzo modo di parlarne è quello denigratorio e mistificatorio, come ovviamente fa la borghesia accompagnata dai lamenti della Sinistra Borghese. Un esempio di tale denigrazione è lo speciale TG1 sulla Rivoluzione d’Ottobre, che dice: “La rivoluzione bolscevica, nelle sue sette decadi di vita, ha causato una regressione senza precedenti nell’arte e nella cultura russa”.
In campo cinematografico, ringraziano: Ėjzenštejn, Pudovkin, Vertov, Tarkovskij, Dovzenko, Barnet.
In campo letterario, ringraziano: Majakovskij, Gor’kij, Šolochov.
In campo filosofico, ringraziano: Ilyenkov, Sceptulin, Kovalson, Cerkesov, Plechanov.
In campo fotografico, ringraziano: Bal’termanc, Chaldej
In campo pittorico, ringraziano: Malevič, Deineka, Brodskij,Plastov.
infine ringraziano pensatori universali come Zdanov e Lenin.
Potrei continuare a stilare ancora nomi di persone che hanno dato lustro nazionale ed internazionale all’Urss. La Rivoluzione d’Ottobre e l’Unione Sovietica hanno dato slancio alle masse popolari e alla classe operaia di tutto il mondo nel riappropriarsi della scienza con cui gli uomini hanno fatto la loro storia, nel riappropriarsi delle conoscenze filosofiche, scientifiche, storiche, culturali e tecniche con cui la borghesia ha governato per centinaia di anni sulle masse popolari e che, dalla presa del palazzo d’inverno, sono diventate strumento di emancipazione per milioni di uomini e donne. Quindi, che mille iniziative, assemblee, volantinaggi, discussioni mettano al centro il Centenario della Rivoluzione d’Ottobre, per ricavarne gli insegnamenti utili a fare la rivoluzione socialista oggi. Il miglior modo per contrastare l’attività di denigrazione è quella di fare valere nella pratica quanto la Rivoluzione d’Ottobre di ha consegnato. Concludo limitandomi a citare le parole della giornalista americana Anna Strong sul rinnovamento culturale sovietico: ” La politica dell’Unione era di lasciar sviluppare tutte le culture nazionali, mentre l’economia si sviluppava in direzione del socialismo. Ma 85 piccole nazionalità non avevano neppure un alfabeto, per non parlare dei libri. Il linguaggio di questi popoli fu elaborato da scienziati, e a Mosca si cominciò a stampare libri in cento lingue, finché la produzione libraria dell’Urss, alla fine del primo piano quinquennale, superò il numero dei libri stampati in Francia, Germania e Inghilterra prese insieme. Ma i libri non furono che una delle forze rinnovatrici: assieme ad essi ci furono le nuove leggi, la scienza, l’arte.” (L’era di Stalin, Anna Louise Strong, Zambon Editore, p. 96).

Antonio M.”

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