Condividiamo l’appello del coordinamento Attuare la Costituzione cui il P.CARC aderisce, in occasione della proclamazione di Melendugno come città per l’attuazione della Costituzione. Abbiamo partecipato all’iniziativa e l’abbiamo sostenuta come negli appuntamenti che l’hanno preceduta. Dell’iniziativa seguirà a questo articolo un nostro resoconto pubblico.

Melendugno è la capitale di un oltraggio alla Costituzione del 1948, alla tutela ambientale e simbolo di resistenza anticapitalista e antifascista su un territorio martoriato e vilipeso. L’attuazione delle parti progressiste della Costituzione qui sono pratica comune, vissuta e avanzata. È questa la terra dei comitati contro la costruzione di TAP una grande opera inutile, dannosa e inquinante che nessuno di quei territori vuole sia realizzata.

Il coordinamento Attuare la Costituzione deve servire alla creazione di una rete di comitati di agitazione e mobilitazione contro la violazione della Costituzione e per la sua attuazione, di comitati di sostegno alla moltiplicazione e al rafforzamento delle organizzazioni operaie e popolari, di comitati che fomentano e orientano le lotte tra istituzioni e personaggi della classe dominante la cui autonomia (divisione dei poteri) viene ridotta con il progredire della crisi e i cui interessi vengono lesi.

Riportiamo di seguito l’appello alla partecipazione alla giornata.

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MELENDUGNO, CITTA’ PER L’ATTUAZIONE DELLA COSTITUZIONE – “AUTONOMIE LOCALI E SOVRANITA’ POPOLARE” – INVITO ALLE ORGANIZZAZIONI

Domenica 15 ottobre 2017, a Melendugno, continua il percorso “Attuare la Costituzione, un dovere inderogabile” che Paolo Maddalena, Vice Presidente emerito della Corte Costituzionale, ha promosso insieme alle organizzazioni territoriali.

Con questa lettera la invitiamo ad aderire all’assemblea “Melendugno, città per l’attuazione della Costituzione” dedicata alla Costituzione per continuare il lavoro di difesa ed avviarne concretamente l’attuazione.

La campagna referendaria ha visto la partecipazione attiva di milioni di persone, anche giovanissime, lavoratori e lavoratrici, di tanti esponenti sinceramente democratici del mondo accademico – specificamente giuristi e costituzionalisti – ma anche sindaci, amministratori locali, esponenti del mondo sindacale e politico, associazioni, comitati, reti sociali e coordinamenti, diffusi in tutta Italia, che hanno in ogni caso dimostrato una grande attenzione alla Carta costituzionale come insieme dei valori e dei principi che sta alla base del nostro essere comunità.

Siamo convinti che la costruzione del cambiamento del nostro Paese debba avvenire dal territorio, grazie alle realtà di base che si devono organizzare e coordinare, con un percorso di attuazione “dal basso” della Costituzione, garantendo che i principi e i valori in essa contenuti possano porre fine alla supremazia dei poteri forti e della finanza internazionale che oggi agiscono sul territorio nazionale come i veri centri decisionali riducendo il Parlamento ad un mero esecutore di decisioni prese da un gruppo ristretto di persone.

Le rivolgiamo quest’invito nella convinzione che sia necessario dare vita ad una forza popolare che lavori come fronte comune per l’attuazione della Costituzione, una forza non partitica, e senza alcun obiettivo elettorale, che lavori senza soluzione di continuità, qualunque sia il Governo e la rappresentanza parlamentare.

È da questa forza popolare che bisogna ripartire per ricostruire il senso di comunità, sia che lo si faccia per difendere il diritto a un lavoro utile e dignitoso, che per promuovere attività sociali e/o solidali o ancora per rivendicare la proprietà collettiva laddove la funzione sociale della proprietà privata sia venuta a mancare.

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