Dall’inizio del 2017 la Repubblica Popolare Democratica di Corea (RPDC) è oggetto di attenzioni particolari da parte degli imperialisti USA e dei loro accoliti, attenzioni di cui è parte integrante la campagna di intossicazione dell’opinione pubblica condotta dai media borghesi: dall’uccisione del fratellastro di Kim Jong Un in Malesia alla decisione della Repubblica Popolare Cinese di sospendere gli acquisti di carbone dalla Corea del Nord (quindi una sorta di sanzioni) alla dichiarazione dell’ONU di sanzioni contro la Corea del Nord per il lancio di missili nell’Oceano Pacifico, in questi mesi è stato un susseguirsi di notizie volte a presentare la Corea del Nord non solo come una caserma a cielo aperto per le masse popolari del paese, ma anche come la principale o comunque una grave minaccia per la “pace” nel mondo. Nell’ambito del lavoro internazionale del nostro Partito, abbiamo cercato di capire l’analisi che il Partito del Lavoro e il governo della Corea del Nord fanno a proposito del corso delle cose nel mondo e dei motivi e degli sbocchi della campagna degli imperialisti contro la RPDC.

Attraverso questa ricerca abbiamo compreso che i comunisti nordcoreani non solo danno un aiuto al movimento comunista internazionale e a tutto il movimento antimperialista tenendo testa alla comunità degli imperialisti europei, americani e sionisti, ma anche nel campo della teoria (concezione del mondo) hanno dato un apporto che tutti i comunisti devono prendere in seria considerazione.

La linea del Partito del Lavoro di Corea consiste nel fondarsi al massimo sull’organizzazione e sulla coscienza delle larghe masse per adempiere ai compiti politici, sociali ed economici. Il modello della vita sociale della RPDC è la grande fabbrica: ogni adulto vi occupa un posto come gli operai in una fabbrica. In sintesi, e se abbiamo ben capito quanto illustrato negli scritti dei principali dirigenti della RPDC, i comunisti coreani ragionano come segue.

Il marxismo sostiene che è l’essere (i rapporti sociali e i rapporti con il resto della natura che realmente gli uomini praticano) che determina la coscienza degli uomini, ma dice anche che grazie alla loro coscienza a loro volta gli uomini trasformano l’essere. Il marxismo sostiene che è l’economia (i rapporti economici) che determina la politica (la linea e l’attività politica), ma dice anche che grazie alla linea e all’attività politica gli uomini trasformano l’economia (i rapporti economici e il contenuto dell’attività economica). Ovviamente la coscienza è anche conoscenza delle leggi seguendo le quali l’essere si trasforma: il muratore costruisce la casa secondo il suo progetto, ma lo ha fatto attenendosi a leggi ben determinate.

Orbene noi oggi siamo nell’epoca in cui gli uomini sono diventati esseri sociali (le forze produttive sono altamente sociali): organizzati e consapevoli possono fare “ogni cosa”. I revisionisti e gli altri opportunisti (alla pari dei borghesi) considerano le masse come una moltitudine (un branco) di animali da lavoro, quindi vanno di disastro in disastro: la fine dell’URSS lo ha dimostrato su grande scala. I comunisti invece devono mobilitare le masse popolari ed elevare la loro coscienza e la loro organizzazione: questa è la linea che rende “tutto” possibile. È evidente che sono due linee opposte che si sono scontrate nel movimento comunista. Nei loro scritti i compagni del Partito del Lavoro di Corea prendono decisamente posizione per la linea comunista.

I comunisti nordcoreani hanno dalla loro parte, come conferma della concezione che li guida, i successi che hanno ottenuto: anche se nel periodo 1945-1948 non sono riusciti a impedire l’occupazione USA nel sud della penisola e l’installazione del governo fantoccio di Syngman Rhee (un coreano-americano figlioccio del cardinale Spellman, l’animatore del maccartismo degli anni ’50 negli USA e braccio destro di Pio XII nella sua crociata anticomunista), sono riusciti poi a far fronte alle pressioni dell’imperialismo e alla guerra del 1950-53, a ricostruire il paese e a non farsi coinvolgere dal crollo o cambiamento di colore del resto dei primi paesi socialisti. Quindi c’è da imparare da loro, da come loro nelle due contraddizioni sopra indicate (tra essere e coscienza, tra economia e politica), mettono l’accento sul secondo fattore, sulla coscienza e sulla capacità creativa degli uomini associati.

Settore Relazioni internazionale del P.CARC

Per conoscere più a fondo l’orientamento del Partito del Lavoro di Corea, indichiamo alcuni scritti dei principali dirigenti  (disponibili in italiano sul sito http://jucheitalia.it)

 

Kim Il Sung – scritti

  1. (05.05.1936 ) Kim Il Sung – 10 punti per la restaurazione della patria
  2. (27.07.1950) Kim Il Sung – Risposte M. Manian
  3. (28.12.1955) Kim Il Sung – Il costituirsi dello Juché nel lavoro ideologico
  4. (29.04.1958) Kim Il Sung – Politica giudiziaria nel partito
  5. (25.04.1961) Kim Il Sung – Sull’educazione della gioventù
  6. (08.10.1968) Kim Il Sung – Su Che Guevara
  7. (16.04.1970) Kim Il Sung – Su Lenin e le lotte anticoloniali
  8. (02.04.1974) Kim Il Sung – Intervista all’Unità
  9. (07.09.1981) Kim Il Sung – Manteniamo la sovranità
  10. (31.05.1986) Kim Il Sung – Manteniamo la sovranità
  11. (06.04.1993) Kim Il Sung – 10 punti per la riunificazione

Kim Jong Il – scritti

  1. (28.04.1979) Kim Jong Il – La direzione del Partito
  2. (30.05.1990) Kim Jong Il – Sulle basi ideologiche
  3. (25.10.1990) Kim Jong Il – Per conoscere il Juché
  4. (04.02.1992) Kim Jong Il – Cementiamo l’unità monolitica
  5. (14.11.1992) Kim Jong Il – Il socialismo è vitale per il popolo
  6. (01.03.1993) Kim Jong Il – Risposta alle calunnie
  7. (01.11.1994) Kim Jong Il – Il socialismo è una scienza
  8. (19.06.1995) Kim Jong Il – Sul lavoro ideologico
  9. (14.01.1996) Kim Jong Il – Viviamo per l’avvenire
  10. (26.02.1996) Kim Jong Il – Per la morale comunista
  11. (26.07.1996) Kim Jong Il – Juché filosofia rivoluzionaria originale
  12. (18.04.1998) Kim Jong Il – Riunifichiamo il paese
  13. (26.02.2002) Kim Jong Il – Sul nazionalismo
  14. (29.01.2003) Kim Jong Il – Sul Songun
  15. (05.09.2008) Kim Jong Il – Per il 60° anniversario della RPD di Corea

Kim Jong Un – scritti

  1. (06.04.2012) Kim Jong Un – Su Kim Jong Il
  2. (15.04.2012) Kim Jong Un – Centenario nascita Kim Il Sung
  3. (27.04.2012) Kim Jong Un – Sulla gestione del territorio
  4. (01.01.2013) Kim Jong Un – Messaggio per il nuovo anno
  5. (31.03.2013) Kim Jong Un – Conclusioni plenum CC del Partito del Lavoro di Corea
  6. (25.08.2013) Kim Jong Un – 53° anniversario del Songun
  7. (01.01.2016) Kim Jong Un – Nuovo anno 2016

***

IL LAVORO INTERNAZIONALE DEL P.CARC (risoluzione approvata dal IV congresso, 13 e 14 giugno 2015)

Affermare e sviluppare il marxismo-leninismo-maoismo (m-l-m), la concezione comunista del mondo e la strategia della rivoluzione proletaria in cui esso si articola è il contributo principale che la Carovana del (nuovo)Partito comunista italiano dà alla rinascita del movimento comunista internazionale.

Costituire in Italia il Governo di Blocco Popolare, rompere le catene della comunità internazionale dei gruppi imperialisti europei, americani e sionisti e fare dell’Italia un nuovo paese socialista è il principale contributo che essa dà allo sviluppo vittorioso della seconda ondata della rivoluzione proletaria che avanza facendo fronte al catastrofico corso della cose che la borghesia e le altre classi dominanti impongono a  tutto il mondo.

Il P.CARC collabora e sostiene l’azione del (n)PCI per promuovere all’interno del movimento comunista internazionale la discussione su quattro temi:

  1. il bilancio del movimento comunista (prima ondata della rivoluzione proletaria e primi paesi socialisti, crisi del movimento comunista e revisionismo moderno, rinascita del movimento comunista sulla base del m-l-m);
  2. la teoria della (prima e seconda) crisi generale del capitalismo nell’epoca imperialista e della connessa situazione rivoluzionaria in sviluppo;
  3. il regime di controrivoluzione preventiva instaurato dalla borghesia nei paesi imperialisti;
  4. la strategia della guerra popolare rivoluzionaria di lunga durata.

Il P.CARC fa proprie le tesi relative a questi temi esposte nell’opuscolo del (n)PCI I quattro temi principali da discutere nel movimento comunista internazionale.

Il P.CARC

denuncia le aggressioni criminali, le sanzioni, le guerre economiche, i complotti e le manovre di destabilizzazione che la comunità internazionale dei gruppi imperialisti europei, americani e sionisti conduce in tutto il mondo (il Medio Oriente, l’Africa e l’Ucraina sono solo i teatri più sanguinosi dell’opera recente della comunità internazionale);

promuove la protesta delle masse popolari contro il governo della Repubblica Pontificia che fa partecipare l’Italia alle aggressioni militari e alle imprese criminali condotte dalla comunità internazionale;

sviluppa la solidarietà e la collaborazione con i partiti comunisti che in vari paesi (India, Filippine e altri) conducono la rivoluzione di nuova democrazia, con i governi e gli Stati dell’America Latina (Cuba, Venezuela, Bolivia, ecc.) che si oppongono alla comunità internazionale dei gruppi imperialisti europei, americani e sionisti, con le forze che promuovono e compongono la resistenza antimperialista delle masse popolari dei paesi ricolonizzati, con gli Stati le cui Autorità non si sottomettono ai voleri della comunità internazionale dei gruppi imperialisti, con gli organismi popolari e democratici dei paesi imperialisti;

denuncia e combatte la campagna di intossicazione della coscienza e dei sentimenti delle masse popolari dei paesi imperialisti che la borghesia e il clero conducono (la cosiddetta “guerra al terrorismo”) in particolare contro la resistenza antimperialista delle masse popolari dei paesi ricolonizzati.

Il P.CARC sostiene e sviluppa la solidarietà e la collaborazione con partiti e movimenti che lavorano per costituire governi che adottano programmi e misure di emergenza per far fronte alla crisi generale del capitalismo contro i diktat della comunità internazionale dei gruppi imperialisti europei, americani e sionisti. Viva l’internazionalismo proletario!

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