Attuare le parti progressiste della Costituzione, prendere in mano le redini del paese!

A sei mesi dalla schiacciante vittoria del NO al referendum del 4 Dicembre,
a che punto siamo con la mobilitazione per l’attuazione delle parti progressiste della Costituzione?
Quali sono i passi in avanti fatti, quali le prospettive e quali le forze su cui puntare?

Il 15 luglio a Napoli, all’interno della Festa della Riscossa Popolare (Galleria Principe, h.17:00-20:00) il dibattito nazionale “Attuare le parti progressiste della Costituzione, prendere in mano le redini del paese!”. Con la vittoria schiacciante del NO al referendum 4 dicembre, il governo Renzi (che aveva acquisito la fiducia dei centri di potere del paese per attuare le misure di lacrime e sangue che gli altri governi precedenti non erano riusciti ancora ad imporre alle masse popolari) ha dovuto dimettersi, e questi stessi centri di potere hanno dovuto imporre il “pilota automatico” Gentiloni. Da quella vittoria tanti sono i comitati, le organizzazioni operaie e popolari, i singoli esponenti della società civile e amministratori che sono passati dall’obiettivo di difendere la Costituzione con la campagna referendaria per il NO, al porsi l’obiettivo di “attuare la Costituzione” e cercare percorsi che andassero in questa direzione.  
Esempi all’avanguardia, nella sola città di Napoli, di organismi che si impegnano nell’attuazione delle parti progressiste della Costituzione,  sono il Comitato S. Gennaro, sul fronte della battaglia per il mantenimento dell’ospedale come presidio sanitario nel quartiere sanità e per il miglioramento dei servizi; il Comitato Vele di Scampia impegnato nella riqualificazione di un quartiere lasciato al degrado e all’abbandono trovando soluzioni per le famiglie delle “Vele”; gli operai FCA di Pomigliano che si oppongono alla deportazione dei lavoratori dello stabilimento a Cassino; l’Ex OPG Occupato con il Controllo Popolare alle urne durante le amministrative 2016 e il referendum del 4 Dicembre, con l’ambulatorio popolare e le mille attività autorganizzate che danno risposte alle necessità del quartiere in cui operano. Come questi organismi, ci sono decine di altri esempi, anche a livello nazionale: gli operai Rational di Massa che occupano l’azienda contro lo smantellamento e cercano percorsi per garantire la continuità dell’azienda, gli operai GKN di Firenze che hanno impedito l’attuazione nella loro azienda dell’infame CCNL firmato a Dicembre dello scorso anno, il comitato Articolo 1 – Camping Cig di Piombino in lotta da tempo per la riqualificazione dell’area Ex Lucchini e per la creazione di posti di lavoro, le Brigate di Solidarietà Attiva e i comitati delle popolazioni colpite dai terremoti, il Movimento No Tav e il Movimento No TAP e tanti altri. Vediamo ancora le liste di disoccupati organizzati che fanno propria la pratica dello sciopero al contrario (passando dal rivendicare posti di lavoro al creare lavoro utile e necessario per i quartieri) a Gratosoglio (MI), Scampia, Roma Nord e nella VII Municipalità della capitale.

Nel campo degli esponenti della società civile, abbiamo visto la nascita dell’aggregato “Attuare la Costituzione, un dovere inderogabile” che ha avviato il suo percorso a Roma e poi Milano e Napoli. Il percorso fatto ha visto questo aggregato mettere sempre di più al centro il lavoro e la creazione di posti di lavoro come problema principale del paese e primo aspetto di attuazione della Costituzione. Nell’assemblea di Napoli del 14 maggio il sindaco De Magistris ha dichiarato la volontà di trasformare Napoli da “città ribelle” a città per l’attuazione della Costituzione, con particolare riferimento a due precisi articoli : il 41 e il 42 sull’uso sociale della proprietà privata.”. Un primo grande risultato del 14 maggio è la convocazione del prossimo incontro a Latina per sancirne il passaggio a città per l’attuazione della Costituzione, il prossimo 30 giugno.

Alla luce di questo percorso, il 15 luglio presso la Galleria principe è l’occasione per fare un bilancio di quelli che sono 6 mesi di mobilitazione per l’attuazione della Costituzione. Quali sono i passi in avanti fatti e quali le prospettive da intraprendere? Quali sono i limiti emersi da affrontare e quali le forze su cui contare? Decine, centinaia, sono gli organismi operai e popolari, i movimenti e le associazioni che oggi si mobilitano per attuare le parti progressiste e democratiche della Costituzione, proprio quelle parti da sempre eluse e calpestate e mai attuate dalla classe dominante. Decine sono anche gli amministratori che sono intenzionati a svincolarsi dal ruolo di meri esecutori dello strozzinaggio a danno delle masse popolari da parte del governo centrale, per essere costruttori di amministrazioni che mettono al centro gli interessi della collettività: dai sindaci di San Giorgio di Pesaro e Ciampino che mettono in campo delibere per il recupero degli immobili privati lasciati sfitti, così come il sindaco di Zeri (Lucca) che si oppone alla privatizzazione dell’acqua pubblica. I comuni e gli amministratori valsusini che si oppongono alla costruzione del TAV al pari dei sindaci e degli amministratori che si sono opposti allo sperpetuo del territorio pugliese per la costruzione del TAP opponendosi alle cariche della polizia e agli sgomberi dei presìdi.  
A loro, ai comitati in lotta in ogni parte d’Italia per l’affermazione e l’attuazione dei principi democratici della Costituzione, a tutti gli amministratori e sindaci che sono intenzionati a rompere con il governo centrale e le sue direttive, rivolgiamo l’appello a fare un bilancio del percorso fatto finora, per avanzare nella costruzione di Amministrazioni Locali di Emergenza, partendo dall’applicazione della Costituzione e alimentando questo processo in tutto il paese, traducendo ogni principio progressista in misure e azioni concrete.  

Per adesione scrivere a: carc@riseup.net

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