L’Agenzia delle Entrate deve fare un passo indietro!

I fatti. È in atto un gravissimo attacco all’azienda toscana per il diritto allo studio universitario (DSU). L’Agenzia delle Entrate, a seguito di una verifica fiscale, è arrivata a contestare all’azienda di dover pagare una cifra enorme: circa 45 milioni di euro per gli anni dal 2011 al 2016 tra IVA, interessi e sanzioni; più costi aggiuntivi per il futuro, circa 4 milioni di euro l’anno in più. Fino ad oggi il DSU non ha pagato l’IVA sui servizi erogati agli studenti (cibo, pulizie, opere, alloggi), in osservanza di una legge statale del settore del 1972 secondo cui i servizi di vitto e alloggio erogati da enti pubblici devono godere di questo tipo di regime fiscale.

Ebbene, l’Agenzia delle Entrate, rifacendosi a un comma di quella stessa legge, sostiene che il DSU per 30 anni sia stato in torto a non pagare l’imposta, per questo richiede indietro 45 milioni di euro!

È stata chiesta la sospensione della contestazione e fatto ricorso alla commissione tributaria. Si attende, intanto, una risposta che dovrà arrivare entro il 30 aprile, data di approvazione del bilancio 2017 dell’azienda.

È questo un attacco a una delle aziende per il diritto allo studio tra le migliori che ci sono in Italia che eroga oltre 14mila borse di studio e buoni mensa agli studenti degli atenei di Siena, Firenze e Pisa e dove, per esempio, non è prevista (per ora) la figura dello studente borsista “idoneo ma non beneficiario”.

Altro che “bega finanziaria”… siamo di fronte all’ennesima manovra finalizzata a smantellare il diritto allo studio e al lavoro nel nostro Paese. A farne le spese saranno sia gli studenti che i lavoratori del DSU. Infatti, se dovesse essere approvato un bilancio in negativo l’azienda si troverebbe probabilmente a dover chiudere in 2/3 anni; intanto…riduzione delle borse di studio e degli alloggi per gli studenti, aumento dei prezzi delle mense, blocco del personale del DSU, nessun rinnovo dei contratti, né maturazione e scatti.

La verità è che questo attacco rientra nel quadro di smantellamento dei diritti dovuto alla crisi del sistema capitalista, e che la classe dominante, a partire dal 2008 anno in cui la crisi è entrata nella fase acuta e terminale, ha avviato su scala più ampia e con maggiore arroganza.

In sostanza: per i Governi e le Istituzioni che fanno gli interessi delle banche, degli speculatori, dei vari Marchionne, dell’UE, degli USA, della Nato e del Vaticano, non ci devono più essere vincoli né formali né sostanziali a intralciare i loro profitti: il diritto allo studio, alla sanità, al lavoro, alla casa, l’acqua pubblica, ecc., per loro, lo sono!

L’attacco dell’Agenzia delle Entrate è anticostituzionale! Perché mette a repentaglio l’erogazione dei servizi da parte del DSU e, quindi, l’applicazione, già risicata, dell’art. 34 della Costituzione:I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso”.

Costruiamo un “muro popolare per attuare la Costituzione! ebbene, cosa possono fare gli studenti, i lavoratori e quanti intendono difendere, e si dicono “difensori” dei diritti costituzionalmente sanciti, come lo è il diritto allo studio e a lavoro? Le parole d’ordine sono “organizzarsi e coordinarsi” per fare fronte comune a un attacco che mette a repentaglio la stessa sopravvivenza dell’Università di Siena (che, lo ricordiamo, dal 2014 ha già perso il 14% dei suoi iscritti).

Le forze democratiche e progressiste di questa città devono sostenere, nella pratica, la lotta degli studenti e dei lavoratori, fare “fronte comune” a sostegno del DSU e contro l’Agenzia delle Entrate, far valere le parti progressiste della nostra Costituzione. Organizzarsi e coordinarsi anche a livello regionale per unire studenti, lavoratori e cittadini contro le speculazioni che minano i diritti delle masse popolari!

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