Rompere con la NATO, l’UE e l’Euro è possibile con il Governo di Blocco Popolare

I caporioni politici dell’UE a Roma sabato 25 marzo non hanno potuto fare altro che mostrare il vicolo cieco in cui i gruppi imperialisti franco-tedeschi si sono cacciati. Di giorno in giorno aumentano i contrasti tra i governi europei, le contraddizioni che oppongono gli imperialisti dell’UE a quelli USA, le guerre che essi tutti portano nei paesi oppressi, la miseria, la disgregazione sociale e la devastazione ambientale nei paesi imperialisti stessi. Persino il Papa di Roma, al vertice di una delle potenze mondiali, ha rifiutato di associarsi alla loro celebrazione, li ha esortati a essere misericordiosi con le vittime del loro sistema e poi è andato a Milano. Qui ha confermato che il capo del Vaticano è ancora in grado di mobilitare grandi masse.

Ma proprio il fatto che non le mobilita per porre fine al catastrofico corso delle cose di cui sono vittime indica l’ipocrisia delle prediche su solidarietà e accoglienza e conferma la complicità del Vaticano e della sua Chiesa cattolica con la borghesia imperialista che questo corso delle cose impone. La Corte Pontificia e la Chiesa con a capo Bergoglio sono diventati gli assistenti e i consiglieri dei carnefici a cui predicano la misericordia verso le vittime: è un ruolo che ribadisce e alimenta l’ingenua fiducia delle vittime nei confronti dei loro carnefici, fiducia che è tanto maggiore quanto più il movimento comunista è debole. Noi comunisti mobilitiamo le vittime a lottare contro i loro carnefici e a prendere il potere.

 Gli oppositori di destra dell’UE sono i promotori della mobilitazione reazionaria delle masse popolari. La loro manifestazione a Roma ha mostrato che le loro forze sono ancora deboli, ma non abbiamo dubbi che esse possono crescere. Al di là delle intenzioni degli individui, esse sono al servizio della borghesia imperialista perché non si propongono di creare un sistema economico che non sia il capitalismo. Il centro della mobilitazione che essi promuovono tra le vittime del sistema imperialista è la persecuzione degli immigrati che il sistema imperialista costringe a fuggire dai loro paesi e la guerra di alcune parti delle vittime della borghesia imperialista contro altre vittime dello stesso sistema. Essi sono l’ultima estrema risorsa della borghesia imperialista per prolungare l’esistenza del suo sistema, l’estrema risorsa della borghesia imperialista contro la rivoluzione socialista che noi comunisti promuoviamo.

 Quanto agli oppositori di sinistra dell’UE all’insegna della parola d’ordine No Euro, No Ue, No Nato, la manifestazione del 25 marzo ha mostrato la forza e al contempo la debolezza di questo movimento.
Nonostante le manovre repressive e intimidatorie sporche e anticostituzionali del governo Gentiloni-Renzi per soffocare la manifestazione, sabato a Roma hanno sfilato varie migliaia di persone. Molte meno di quelle che erano scese in piazza a Roma lo scorso 22 ottobre e meno anche di quelle che avevano manifestato lo scorso 27 novembre, certamente molto al di sotto del malcontento e della mobilitazione che serpeggiano tra le masse popolari del nostro paese, ma comunque all’insegna No Euro, No Ue, No Nato a Roma hanno sfilato dalle 5.000 alle 8.000 persone a cui vanno aggiunte quelle che gli agenti della Repubblica Pontificia hanno bloccato lungo il percorso che le portava a Roma. Questa è la forza.
La debolezza consiste nella mancanza dell’indicazione di creare il governo d’emergenza necessario per realizzare la parola d’ordine No Euro, No Ue, No Nato. Senza questa indicazione, la parola d’ordine No Euro, No Ue, No Nato indica nemici reali delle masse popolari, ma non è ancora mobilitazione per combatterli e vincerli inaugurando così un nuovo corso delle cose.

 Noi abbiamo portato in questa manifestazione non solo un contributo di mobilitazione, ma anche l’indicazione della creazione del Governo di Blocco Popolare, la cui realizzazione dà concretezza alla parola d’ordine No Euro, No Ue, No Nato, dà concretezza alla difesa e attuazione della Costituzione del 1948 e fa valere i risultati del Referendum dello scorso 4 dicembre, è lo strumento per realizzare gli obiettivi particolari delle mille lotte e proteste popolari contro gli effetti immediati della crisi e contro le misure che attuano il programma comune della borghesia imperialista.

 

L’assemblea di Eurostop del 26 marzo ha fatto emergere più chiaramente sia le tendenze che qualificano l’aggregato come un potenziale protagonista della costruzione di una nuova governabilità dal basso del paese (vedi “Organizzarsi e lottare per vincere! Bando al disfattismo, la rivoluzione socialista è in corso” su Resistenza n. 3/2017), un embrione del Comitato di Salvezza Nazionale al servizio della mobilitazione e dell’attività delle organizzazioni operaie e popolari, sia le principali questioni politiche che ne compromettono lo sviluppo positivo, come pure gli importanti limiti ideologici di alcuni dirigenti di riferimento che confondono le contraddizioni entro il movimento rivoluzionario (che si trattano con la lotta ideologica, il dibattito franco e aperto, la critica e l’autocritica nel quadro dell’unità d’azione per affermare gli interessi delle masse popolari e della solidarietà di classe contro la repressione) con le contraddizioni fra il movimento rivoluzionario e il nemico di classe; non sanno trattarle come questioni differenti e non sono disposti a imparare. La gazzarra innescata da alcuni dirigenti della Rete dei Comunisti con l’obiettivo di cacciare i nostri compagni dall’assemblea, il tentativo di aggressione fisica alla nostra compagna che è intervenuta, le affermazioni sibilline sulla contiguità fra Carovana del (nuovo)PCI e “terrorismo” ne sono una manifestazione plateale.

Per quanto attiene alle tendenze positive, dalla discussione ne sono emerse in particolare tre: la prima è la spinta a legare la mobilitazione contro Euro, Ue e Nato con le mobilitazioni specifiche di cui territorio per territorio e ambito per ambito le organizzazioni operaie e popolari sono protagoniste, cioè legarle alla mobilitazione concreta che già oggi esiste, senza “inventare niente” da zero. La seconda è che si è espressa più chiaramente rispetto al passato la necessità di indicare una prospettiva positiva concreta, un programma politico. Al momento questo programma di governo è nebuloso, come la strada per costituire il governo che lo dovrebbe attuare, ma è un netto passo avanti rispetto alla generica rivendicazione che la rottura con Euro, Ue e Nato possa venire da un qualunque governo dei vertici della Repubblica Pontificia. La terza è che, pure in maniera generica e astratta, il socialismo è entrato negli orizzonti di Eurostop.

Per quanto attiene alle questioni politiche e ai limiti ideologici di alcuni dei dirigenti di riferimento, le due questioni sono legate strettamente, la sintesi è che il livore di alcuni contro i nostri compagni che propagandavano la costituzione del Governo di Blocco Popolare è l’espressione della debolezza attuale del movimento No Euro, No Ue, No Nato. Gli oppositori più ostinati della creazione di un governo d’emergenza popolare sono ostili nei nostri confronti perché il P.CARC e il (n)PCI non solo perseguendo la linea del Governo di Blocco Popolare mettono a nudo la pratica tipica della sinistra borghese di lanciare parole d’ordine progressiste senza darsi i mezzi per realizzarle, ma smascherano anche le basi ideologiche dell’opposizione alla linea del Governo di Blocco Popolare, cioè il disfattismo (“la rivoluzione è impossibile”) e l’attendismo (“la rivoluzione scoppierà prima o poi”). Lo sviluppo del movimento No Euro, No Ue, No Nato farà sparire quel livore.

La costituzione del Governo di Blocco Popolare diventerà l’opera di tutti quelli che vorranno realizzare la parola d’ordine No Euro, No Ue, No Nato. Nella formazione del Governo di Blocco Popolare confluiranno tutti quelli che da subito, pur nel limite delle loro forze attuali, cercheranno di far valere le parti progressiste della Costituzione del 1948 contro la Repubblica Pontificia che le ha eluse o violate. Tutte le masse popolari che vengono offese e calpestate dal catastrofico corso delle cose finiranno per contribuire alla costituzione del Governo di Blocco Popolare e poi sostenerne l’opera e a difenderlo.

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