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PER ATTUARE LE PARTI PIÙ PROGRESSISTE DELLA COSTITUZIONE E PER GARANTIRE A TUTTI IL DIRITTO ALLA SALUTE, PER FARE FRONTE ALLA SITUAZIONE DI EMERGENZA IN CUI VERSA IL NOSTRO PAESE, PER CONTRASTARE LA GUERRA TRA POVERI, PER ALIMENTARE LA MOBILITAZIONE E L’ORGANIZZAZIONE POPOLARE E AVANZARE NELLA RIVOLUZIONE SOCIALISTA.

Il Partito dei CARC parteciperà, e chiama a partecipare comitati, sindacati, partiti, collettivi e singoli cittadini, alla manifestazione di venerdì 7 aprile contro la commercializzazione della salute e privatizzazione della sanità (concentramento a piazza Duomo alle 16.00).

La violazione dell’art. 32 della Costituzione del 1948, e lo smantellamento del SSN (ultima conquista delle lotte degli anni ’70), sono solo una delle tante forme con cui prende corpo la guerra di sterminio non dichiarata che la classe dominante promuove contro le masse popolari. Una guerra che nel nostro Paese si traduce negli oltre 10 milioni di cittadini che non si curano più, nelle condizioni di lavoro sempre più disastrose a cui è costretto il personale ospedaliero, nella chiusura di reparti e ospedali, nell’introduzione di nuovi ticket e balzelli (come l’odioso ticket sulla digitalizzazione…),nell’abbandono di anziani e disabili, e in molto altro ancora.

La “salute non è in vendita” è una parola d’ordine con le radici ben piantate nella lotta di classe del nostro paese. È una parola d’ordine strettamente legata alla presa del potere politico da parte delle masse popolari, e all’inversione del corso delle cose, cioè all’uscita dalla crisi del capitalismo, la reale causa delle privazioni, delle sofferenze e umiliazioni, a cui milioni di uomini e donne sono sottoposti nel nostro Paese e nel resto del mondo.

Non sono più sufficienti le mobilitazioni e le proteste che si basano, e si sviluppano, sulle richieste a quelle stesse autorità e istituzioni responsabili dell’attuale marasma. Per imprimere una svolta positiva al corso delle cose, la via è quella di mobilitarsi e organizzarsi per costruire un nostro governo, un governo sorretto dalle organizzazioni operaie e popolari che agiscono da Nuove Autorità Pubbliche, cioè che passano dalla denuncia, dalla rivendicazione e protesta, al concepirsi e agire come artefici e costruttrici delle iniziative necessarie a fare fronte agli effetti della crisi.

Significa che ogni organizzazione operaia e popolare, in ogni aziende pubblica e privata, in ogni scuola e università, in ogni quartiere, sperimenta direttamente l’attuazione delle misure necessarie, che si sintetizzano nelle parti più progressiste della Costituzione del 1948: boicottaggio del pagamento dei ticket sanitari per attuare l’art. 32; occupazione, autogestione, per fare fronte alla chiusura e delocalizzazione delle fabbriche e così attuare l’art. 1; promuovere scioperi al contrario in cui mobilitare disoccupati (italiani e stranieri) per far valere l’art. 4.

Sono solo alcuni esempi di iniziative che possono essere messe in campo, che trasformeranno, passo dopo passo il ruolo delle masse popolari che “chiedono e rivendicano” alle istituzioni, nel nuovo ruolo di autorità di governo che si mobilitano, fino a imporre un governo di “nuovo tipo”.

Un Governo di Blocco Popolare che attui su larga scala le parti più progressiste della Costituzione; che sia espressione delle organizzazioni operaie e popolari del nostro paese e che sia disposto a far valere la forza delle masse popolari organizzate, in primis degli operai, per rompere con i dicktat e le imposizioni dell’UE e della Comunità Internazionale. Un Governo che alimenti la mobilitazione rivoluzionaria delle masse popolari e che sia un’efficace soluzione, alla “guerra tra poveri” promossa dalla classe dominante.

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