Le masse popolari colpite dal terremoto si organizzano contro lo stato assente, che da un lato non investe in prevenzione dei territori, dall’altro non interviene in maniera emergenziale per mettere mano ai danni che la sua negligenza alimenta in maniera smisurata.

Di seguito, un articolo parla dei blocchi stradali effettuati da parte dei comitati civici dei cittadini colpiti dal terremoto in centro Italia, e una nota delle Brigate di Solidarietà Attiva che sostengono questa lotta, che dal primo giorno di quel 24 Agosto sono al fianco delle masse popolari di Amatrice, Norcia, Arquata e di tutti i paesi colpiti dai terremoti dello scorso anno!

Infine, la galleria delle immagini dei blocchi stradali!

Il futuro dipende da quanto le masse popolari si organizzano per fare fronte alla catastrofe in cui la Borghesia Imperialista le immerge!

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Terremoto, è il giorno della protesta: “Basta promesse, lo Stato è assente”
da fanpage.it

I terremotati hanno bloccato le strade con i trattori: chiedono l’indizione di una No Tax Area, un reddito sociale per i cittadini più vulnerabili, la possibilità di edificare moduli abitativi provvisori sui terreni privati e il sostegno concreto agli allevatori.

E’ il giorno della prima importante protesta dei terremotati del Centro Italia. A più di sette mesi dal sisma che ha distrutto Arquata del Tronto e Amatrice causando quasi 300 morti, e a cinque mesi dalla più forte scossa degli ultimi 30 anni – quella che ha devastato buona parte dell’Appennino Maceratese e umbro – centinaia di persone hanno deciso di scendere in piazza nell’ambito di una mobilitazione organizzata in varie località del cratere e promossa dai comitati “Quelli che il terremoto” e “La terra Trema, noi no”. Mentre una delegazione si è recata a Montecitorio per protestare ai piedi del Parlamento, moltissimi sfollati hanno deciso di bloccare le strade e indire presidi nelle città distrutte. Si è scesi in strada a Torrita di Amatrice e a Trisungo, frazione di Arquata del Tronto, dove è stato a lungo bloccato il traffico automobilistico lungo la via Salaria, importantissima arteria che collega le Marche a Roma. Proteste sono però state organizzate anche a Pieve Torina, in provincia di Macerata, Visso e Porto Sant’Elpidio.

I terremotati chiedono una maggiore attenzione da parte del governo e la messa in atto di una serie di iniziative che possano migliorare concretamente le loro condizioni di vita. A più di 200 giorni dal 24 agosto, infatti, dai luoghi distrutti dal terremoto non sono ancora state rimosse le macerie, mentre i moduli abitativi sono in gravissimo ritardo e gli sfollati spesso non hanno ancora percepito il contributo di autonoma sistemazione. Quelli ospitati negli hotel lamentano un trattamento da “pacchi postali” poiché – in vista della stagione turistica – gli albergatori chiedono di poter disporre di posti letto per villeggianti e non solo per terremotati.

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Brigate di Solidarietà Attiva – Terremoto Centro Italia
Questa mattina abbiamo partecipato insieme ai terremotati ai presidi indetti per manifestare contro l’inefficienza del governo. Insieme a loro abbiamo bloccato la Salaria per far capire a tutto il paese che il tempo delle promesse è terminato.
Ricordiamo che oggi alle ore 15:30 presso lo spazio solidale di Amatrice, frazione San Cipriano si terrà l’assemblea popolare del cratere: una assemblea aperta a chiunque voglia discutere e confrontarsi, per trovare prosposte e soluzioni applicabili SUBITO per risolvere l’emergenza e per gettare le basi della ricostruzione.
Come in tanti ci avete detto oggi, nelle strade e nei presidi, lavorare uniti e compatti nella stessa direzione sembra anche a noi essenziale e l’assemblea è un possibile punto di partenza.
Uniti siamo tutto!

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