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Pubblichiamo di seguito un interessante articolo comparso su www.inventati.org in cui si racconta di come alla GKN l’azienda abbia convocato i lavoratori per spiegare la sostanza del rinnovo contrattuale sancito con il referendum di dicembre, palesando quanto debba sbattersi per farlo digerire ai lavoratori quel contratto. La risposta degli operai è stata la lotta e lo sciopero contro l’applicazione del CCNL che in quella fabbrica è stato rifiutato con forza e in maniera schiacciante.

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Firenze – Alla Gkn assemblee con sciopero contro l’applicazione del Ccnl

Mercoledì 15 febbraio in Gkn Firenze (fabbrica dell’indotto Fca vicino ai Gigli di Campi Bisenzio) si sono svolte tre ore di assemblea con sciopero (una per turno).

Uno dei temi principali dello sciopero-assemblea è stata l’inizio dell’applicazione da parte dell’azienda del Contratto Nazionale metalmeccanici (Ccnl).

Nella prima settimana di febbraio l’azienda ha convocato i lavoratori, reparto per reparto, per spiegare con tanto di slide i contenuti del nuovo contratto nazionale.

Il fatto che una direzione aziendale ritenga utile e propria prerogativa illustrare i contenuti di un rinnovo contrattuale dimostra quale sia la natura di questo contratto. E’ stato così ribadito ai lavoratori il nuovo trattamento sulla malattia, le limitazioni per la 104, il fatto che in futuro i premi di risultato potranno essere solo interamente variabili ecc. ecc.

L’azienda ha così ignorato, o fatto finta di ignorare, che in Gkn il contratto nazionale è stato bocciato in maniera schiacciante.

Così spiega il documento approvato all’unanimità dai lavoratori, al termine dello sciopero:

“I lavoratori Gkn in pieno accordo con l’Rsu, ritengono inaccettabile l’applicazione del contratto nazionale 2016 in Gkn senza contrattazione acquisitiva. L’azienda non può pensare di applicare un contratto che è stato bocciato dal 90% dei lavoratori senza neanche passare da un incontro con la rappresentanza sindacale.

Non accettiamo forme di penalizzazione della malattia, deroghe peggiorative dell’assistenza a famigliari bisognosi di cure (legge 104), la riassorbibilità degli aumenti fissi, benefits aziendali concessi unilateralmente, il raddoppio dello straordinario obbligatorio e alcuna forma di plurisettimanalità (80 ore di lavoro straordinario pagate come ordinario, con recuperi successivi).

Non accetteremo la totale variabilità del piano di risultato.

Invitiamo pertanto l’azienda a dar vita entro febbraio ad accordi acquisitivi in materia, per ristabilire le condizioni presenti nel contratto del 2008 sui suddetti temi. Nel frattempo invitiamo l’Rsu a indire lo stato d’agitazione e a valutare ogni azione di lotta necessaria.”

Al centro dello sciopero c’erano altre questioni interne come la stabilizzazione dei precari e il premio di risultato 2016.

Per la prima volta queste assemblee sono state preparate affiancando all’Rsu l’azione di un collettivo di lavoratori.

Queste azioni di sciopero erano state infatti discusse tra Rsu e lavoratori in una riunione tenutasi sabato 11 febbraio. Riunione che, pur essendo fuori dall’orario di lavoro e di sabato pomeriggio, ha visto la partecipazione di ben 90 operai.

Da questa discussione è nata la proposta di dar vita a un collettivo di lavoratori in grado di affiancare l’azione dell’Rsu reparto per reparto, in vista e in preparazione del rinnovo dell’Rsu e di un’ulteriore strutturazione dell’attività sindacale interna all’azienda.

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