Milano, 04.02.17

Dopo il divieto imposto dalla questura di Modena poche ore prima dell’inizio della manifestazione in città prevista per oggi pomeriggio, arrivano anche le cariche contro i manifestanti per romprere e disperdere la mobilitazione operaia che, contro ogni divieto, ha deciso comunque di manifestare imponendo la propria volontà. Il Partito dei Carc esprime piena solidarietà ai compagni colpiti e ne appoggia l’azione: è stato giusto non rispettare il divieto imposto, perché era negli interessi della classe operaia manifestare oggi in piazza. La lotta di classe non contempla la sottomissione degli interessi dei lavoratori alla legalità, alle prassi e ai costumi della classe dominante.

Le cariche della polizia alimentano l’odio di classe, la resistenza e la mobilitazione che i lavoratori hanno messo in campo contro i padroni dopo l’arresto di Aldo Milani. Con queste cariche i padroni, attraverso il loro braccio armato, hanno portato avanti contro i lavoratori della logistica in maniera più aperta la loro guerra contro le avanguardie di lotta e contro la classe operaia.

Gli operai devono scendere sul terreno della lotta politica rivoluzionaria contro i padroni: prendere in mano le aziende, occuparsi delle aziende, passare dalla lotta sindacale per il miglioramento delle condizioni di vita alla lotta politica per cacciare via la classe dominante, i suoi sgherri, e costruire un Governo d’Emergenza Popolare che attui misure emergenziali per garantire ad ogni adulto un lavoro utile e dignitoso!

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SI Cobas, corteo vietato. Cariche della polizia

Ancora una volta una manifestazione di lavoratori è stata caricata dalla polizia, proprio in quella Modena dove il 9 Gennaio del 1950 fu compiuta una delle repressioni più efferate da parte della Celere nei riguardi degli operai delle Ferriere Orsi in sciopero. Sei furono i morti

Mentre a Genova, almeno per ora, non si parla di divieti per il raduno delle ultradestre, il Questore di Modena ha vietato la manifestazione in solidarietà ad Aldo Milani del SI Cobas prevista per oggi pomeriggio.

La risposta è stata chiara: centinaia di persone con bandiere del SI Cobas si sono radunate verso le 15 in piazza, pronte a sfilare in corteo. Dopo le 16, diversi manifestanti hanno bloccato i binari. La polizia ha caricato.

Tornano in mente i versi di una ballata popolare dei militanti proletari emiliani: “…Di quella fabbrica e quel giorno d’inverno restano solo finestre sventrate, restano solo mattoni spezzati, mattoni e ricordi mai cancellati. Alla Crocetta erano in tanti davanti ai cancelli della fonderia, volevano pane e lavoro per tutti, vennero uccisi e così sia.”

La fabbrica è quella delle ex Fonderie Riunite di Modena, quel giorno è il 9 gennaio del 1950, la “Crocetta” è il Quartiere Crocetta di Modena dove in via Ciro Menotti si aprivano i cancelli delle ex Fonderie Riunite.

A volere pane e lavoro per tutti e a trovare invece la morte sono sei operai: Angelo Appiani, Renzo Bersani, Arturo Chiappelli, Ennio Garagnani, Arturo Malagoli e Roberto Rovatti.

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