La migliore reazione all’attacco nei confronti di Aldo Milani e del SiCobas è stata la risposta della classe operaia che si è mobilitata immediatamente per la sua scarcerazione, con scioperi in tutta Italia e con due giorni di presidio avanti al carcere di Modena con la presenza di oltre 500 lavoratori. Contro il giochino della dissociazione, dell’attesa di “buone nuove” e della fiducia nella magistratura borghese per giustificare l’opportunismo di chi non si espone, la risposta operaia è stata esemplare. Perchè fidarsi dei vertici della Repubblica Pontificia e della sua magistratura, usata da un lato per il regolamento di conti interno al sistema di potere, e dall’altro per colpire e reprimere le esperienze di lotta più avanzate? Dovremmo forse fidarci chi, con procedimenti lunghi anni, lascia nel dimenticatoio e senza pena, se non addirittura fa in modo di insabbiare, scandali come i migliaia di tumori causati dall’Ilva di Taranto, come i morti a causa dell’amianto nelle aziende? Dovremmo forse fidarci di una magistratura che copre le violenze della polizia, che non punisce i crimini della Chiesa o le speculazioni finanziarie? Di un sistema e una magistratura insomma, che non è espressione degli interessi della classe operaia.

Invitiamo ad ascoltare la video-dichiarazione di Aldo Milani. Ritrovate in questo breve articolo anche il comunicato di solidarietà che il Partito dei Carc ha pubblicato in merito alla vicenda del 26 Gennaio.

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[NAZIONALE] Dichiarazione video di Aldo Milani!

All’arbitrario arresto del coordinatore nazionale Aldo Milani e alla macchina del fango che giornalì e Tv hanno per giorni portato avanti diffondendo le accuse più infamanti sull’intera organizzazione, i lavoratori della logistica e non solo hanno risposto con la fiducia nel proprio sindacato, con la solidarietà e con la lotta, che per giorni ha bloccato i magazzini di tutta Italia e ha dimostrato la determinazione di centinaia di lavoratori accorsi per due giorni interi sotto il carcere di Modena per chiedere la liberazione di un proprio compagno. Questa é la migliore dimostrazione dell’infondatezza delle accuse, ma sopratutto della natura eminentemente politica di questi attacchi, tesi a minare gli scioperi che con coraggio e determinazione i lavoratori da anni stanno portando avanti e che adesso si stanno allargando in tutto il modenese dove il modello di sfruttamento del sistema cooperative ha il suo epicentro. Nel video seguente Aldo ribadisce alcune basilari verità che giornali e Tv hanno volutamente ignorato (pubblicando a spron battuto le veline della questura e la versione padronale dei fatti ) con la consapevolezza che nessuna accusa e nessun arresto fermerà il processo di autorganizzazione dei lavoratori, come le lotte contro lo sfruttamento che porteremo avanti con ancor più determinazione!

Video:

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