Di seguito riportiamo la lettera inviata da Giuseppe Czeppel, membro del (n)PCI, al collettivo GTA che sabato 28 gennaio hanno promosso con la presenza di Silvia Baraldini, sull’esperienza del Black Panther Party.

“Cari compagni,

ho abitato a Gratosoglio dal 1965 quando io avevo cinque anni e il nuovo quartiere era ancora in costruzione, fino al 2001 quando il (nuovo)PCI mi ha chiesto di partire per integrarmi in una sua struttura clandestina. Approfitto ora della vostra iniziativa per ritornare un momento nel quartiere. Il fatto che io abbia abitato giusto a poche centinaia di metri da quella che oggi è la vostra sede è una coincidenza che mi offre l’occasione per complimentarmi del vostro lavoro. Il vostro impegno invece non è una coincidenza ma il frutto della vostra presa di coscienza della necessità di cambiare lo stato delle cose.

Le vostre iniziative politiche e culturali saranno di esempio per gli altri quartieri della periferia milanese. Il vostro collettivo contribuisce a far rinascere la lotta organizzata dei proletari e degli abitanti del quartiere e confluisce nella rivoluzione socialista che il nuovo Partito comunista promuove. Fa parte di una lotta su basi più avanzate, come quella della Carovana del (nuovo)PCI di cui fa parte anche il Partito dei CARC.

Organizzarsi per prendere in mano il nostro futuro, organizzarsi per battere il degrado dei nostri quartieri sono ruoli da cui la cultura borghese ci vuole distogliere e deviare. Per questo saluto la vostra iniziativa sulle Black Panthers e la presenza di Silvia Baraldini come un passo importante nel contrastare la cultura borghese. Noi dobbiamo essere quegli intellettuali che faranno dell’Italia un nuovo paese socialista. Ma per farlo la nostra scuola è in organismi come il GTA, non nelle scuole della borghesia. Guardate come si mobilitano i borghesi di sinistra e i loro “intellettuali” in occasione del centenario della Rivoluzione di Ottobre. Celebrando il centenario come una sconfitta, essi fanno il lavoro sporco a cui li ha adibiti il capitalismo nostrano. Essi seminano confusione e disfattismo. Gratosoglio è un esempio di come il capitalismo è arretrato e non è il nostro futuro.

La costruzione del primo nucleo di Gratosoglio è terminata nel 1966, il progetto si è ispirato a quello che allora i paesi socialisti facevano su grande scala per i lavoratori. Un esempio era Nowa Huta, una città nell’hinterland di Cracovia in Polonia costruita di sana pianta per ospitare i lavoratori delle acciaierie della zona, ma costruita integrando da subito le abitazioni con i servizi collettivi come le mense e i trasporti. Gratosoglio sulla carta era la stessa cosa. Ancora non molti anni fa sotto uno dei portici c’era la mappa del quartiere come doveva essere nel progetto: erano disegnati le abitazioni, i centri sportivi, i centri commerciali, le piscine, le scuole e gli asili. Ma nessuno di quei servizi privati o comunali (a parte la chiesa) si installò se non decenni dopo la costruzione delle abitazioni. Perfino le scuole aprirono solo nel 1967, un anno dopo la fine della costruzione delle abitazioni e gli asili ancora più tardi!! Per anni si doveva andare alla frazione di Tre Ronchetti o nella parte vecchia di Gratosoglio per trovare un barbiere e la salumeria!!! Per fortuna il tabaccaio era proprio nello stesso gruppo di case dove ora ha sede il GTA.

Quindi da una parte Nowa Huta e i servizi collettivi gestiti dalla società socialista creavano un ambiente dignitoso; dall’altra l’organizzazione capitalista riduceva Gratosoglio, come la vicina Rozzano, a quartieri e città dormitorio che non offrivano niente ai giovani, alle casalinghe e agli anziani. I servizi “collettivi” gestiti dai privati si installarono solo quando ci fu la convenienza economica. Del resto il comune e la Repubblica Pontificia avevano altri scopi da perseguire che il benessere dei lavoratori e delle loro famiglie.

Le attività come quelle del GTA sono importanti antagoniste della cultura dominante. Questa tenta di convincerci che non c’è alternativa al suo mondo che invece crolla a pezzi. Organizzando la lotta e guardando alla storia e ai fatti da comunisti, noi facciamo invece dei passi concreti verso il nostro futuro, impariamo a prenderlo in mano e ad avanzare verso di esso concretamente. Il concreto lo state già facendo organizzando lo spazio del GTA come presenza trainante delle attività delle masse nel quartiere. Ma non siete soli in questa lotta!!!

Il (nuovo)PCI e la sua organizzazione clandestina sono un supporto di grande valore per resistere agli attacchi della borghesia. Con l’esistenza di una forte organizzazione clandestina, i cui obiettivi sono però conosciuti dalle masse, ogni padrone, ogni servo dei padroni non è più libero di agire come prima, deve tener conto che è assediato anche dove non lo sa. Anche per questo chiedo anche a voi di contribuire a far conoscere la nostra esistenza e i nostri obiettivi, leggendo e facendo conoscere i nostri comunicati e la rivista del (n)PCI, La Voce.

Ma che forse la lotta che conduce il (nuovo)PCI è di livello superiore alla lotta che voi fate? No! Se il GTA avanza nella mobilitazione e organizzazione delle masse, anche il (nuovo)PCI avanza e si rafforza e viceversa. La nostra lotta è un lavoro collettivo comune: noi e voi contribuiamo alla stessa lotta. La borghesia al contrario parla sempre di livelli superiori e livelli inferiori, perché questo serve a conferire prestigio ai suoi cani da guardia. Ad esempio ai professoroni o agli pseudointellettuali al soldo del potere che devono abbaiare non appena le attività delle masse organizzate diventano rivoluzionarie.

Quindi compagni saluto la vostra attività come si salutano i combattenti di un fronte comune che nonostante siano lontani tra loro geograficamente, sono stretti compagni di lotta e che abbraccio con affetto.

Viva GTA e il vostro lavoro a Gratosoglio!

Viva il (nuovo)PCI! Viva il Partito dei CARC!

Festeggiamo il 100° della Rivoluzione d’Ottobre e l’esperienza che ne è seguita come una grande scuola per la nostra lotta!

Giuseppe Czeppel”

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata

*