Rilanciamo il contributo steso in vista dell’assemblea operaia del 24 Gennaio a Firenze, da parte di alcuni RSU aderenti all’iniziativa del SAC – Il Sindacato è un’Altra Cosa.

Avanti verso l’organizzazione e il coordinamento della classe operaia!

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CONTRIBUTO IN PREPARAZIONE ALLA RIUNIONE DEL 24 GENNAIO DELL’AREA METALMECCANICA DE “IL SINDACATO E’ UN’ALTRA COSA”

18 gennaio 2017

La conclusione e i contenuti del CCNL hanno posto con chiarezza e reso ineludibili i problemi, accumulati negli ultimi anni, di fronte a cui si trovano i delegati attivi nelle fabbriche. Come praticare un’azione sindacale coerente è la questione aperta e all’ordine del giorno: le sue possibilità e le sue prospettive devono essere al centro della nostra discussione.

Il Referendum sul CCNL ha già dimostrato che una gran parte degli operai delle grandi e medie fabbriche ha coscienza della condizione in cui sono stati messi e del fatto che i dirigenti sindacali hanno abbandonato la difesa di loro interessi fondamentali.

Per di più, in diverse fabbriche, dove sono già attivi gruppi di delegati capaci di iniziativa indipendente, i lavoratori hanno dimostrato di saper sostenere, ora come negli ultimi anni, lo scontro con i padroni e le strutture sindacali territoriali.

I risultati del Referendum in tante grandi fabbriche e le posizioni assunte dalla FIOM su Contratto e Referendum non lasciano dubbi sulla durezza di questo scontro, che è solo cominciato, ma che sta prendendo forme più omogenee e riconoscibili a livello nazionale.

La battaglia, che si presenterà simile in tutte le medie e grandi fabbriche, sarà tra l’accettazione delle richieste e delle regole imposte dai padroni e dal nuovo Contratto e un’azione sindacale che respinga il cedimento, combatta la frammentazione dei lavoratori e ne riaffermi l’identità sociale.

E’ a questo compito che devono essere rivolte la nostra discussione e le nostre iniziative.

In questa prospettiva, i problemi che come delegati dovremo affrontare nelle fabbriche nei prossimi mesi sono a nostro avviso:

Contrastare su tutti i punti l’applicazione del CCNL, soprattutto su orari, flessibilità, legge 104 e premi aziendali. Tutte cose che toccano direttamente e pesantemente i lavoratori, così come gli effetti di una scala mobile fasulla con il prevedibile rialzo dei prezzi energetici.

Difenderci dalle sanzioni degli “accordi del 10 gennaio”. Bisogna evitare di essere attaccati in ordine sparso mantenendo contatti stretti e organizzando in anticipo una reazione generale di difesa dei delegati che proclameranno gli scioperi.

Confrontarci sulla costruzione di Piattaforme aziendali che superino i vincoli del CCNL e dare ampia diffusione, tra i lavoratori delle diverse fabbriche, delle esperienze e degli accordi favorevoli

Sostenere con tutti i mezzi i compagni e i gruppi operai che nelle fabbriche cercheranno di contrastare la politica di cedimento e di liquidazione degli interessi e dei diritti dei lavoratori

Il soggetto insostituibile della nostra iniziativa sono i lavoratori, soprattutto delle grandi fabbriche. Portare avanti le loro rivendicazioni e la loro organizzazione significa incominciare a scompaginare i progetti dei padroni, violando i vincoli che la FIOM ha fatto propri. Questo ci costringerà a scontrarci anche con le strutture FIOM e dovremo farlo senza esitazioni.

Quella che dobbiamo praticare è un’attività indipendente su tutto, rivolta alle rivendicazioni e alla lotte nelle fabbriche e quando possibile alla partecipazione sui nostri contenuti a iniziative nazionali, non indirizzata né vincolata alle scelte delle dirigenze della FIOM e della CGIL.

RSU FIOM SAME, PIAGGIO, CONTINENTAL ADERENTI ALL’INIZIATIVA

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