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Ha tenuto banco negli ultimi giorni in tutto il paese il dibattito tra Roberto Saviano e Luigi De Magistris. Tanti opportunisti e cortigiani del potere costituito del nostro paese si sono lanciati in difesa dello scrittore casertano, vittima della “verità” che il sindaco di Napoli gli ha “spiattellato” in faccia: «Più racconti che la camorra è invincibile e che Napoli è senza speranza e più hai successo e acquisisci ricchezza. Caro Saviano ti devi rassegnare: Napoli è cambiata, fortissimo è l’orgoglio partenopeo. La voglia di riscatto contagia ormai quasi tutti. Caro Saviano non speculare più sulla nostra pelle. Sporcati le mani di fatica vera. Vieni qui, mischiati insieme a noi. Ai tanti napoletani che ogni giorno lottano per cambiare, che soffrono, che sono minacciati, che muoiono, che sperano, che sorridono anche». Parole chiare quelle del sindaco che hanno scatenato subito l’indignazione dell’establishment nazionale, dal PD alla diretta domenicale di Giletti che con una delle sue solite, becere e ignoranti filippiche ha redarguito De Magistris e data solidarietà e appoggio incondizionati a Saviano.
De Magistris ha fatto sicuramente bene a dire a Saviano quello che si meritava, a liquidare le tesi disfattiste e sfiduciate che il buon Roberto, profumatamente pagato dalla borghesia imperialista, diffonde tra le masse popolari. La migliore risposta che, però, De Magistris può dare qui ed ora a questi soggetti è alimentare, ancora e ancora, il protagonismo delle masse popolari della città, dare gambe a tutte le forme organizzate che animano la riscossa partenopea! Comitati, collettivi, reti, associazioni e assemblee pubbliche devono essere messe in condizioni di svilupparsi, coordinarsi, espandersi, imporre e far accettare progetti, piani e delibere prodotte dal basso, discusse e praticate dalle masse popolari della città. Mobilitare e mobilitarsi, quindi, per creare tali condizioni, anche mobilitando dipendenti comunali per metterli al servizio delle organizzazioni operaie e popolari!
Di esempi in città ce ne sono tanti. Sostenere e appoggiare l’Assemblea dell’Ottava Municipalità, finanziandone i progetti, fornendogli dati, censimenti (di disoccupati e immobili) e tecnici, costruendo lavoro e affidando lavori di riqualificazione e anti degrado ai disoccupati organizzati della zone, migliorando le condizioni generali del quartiere non partendo dall’assistenzialismo ma dalla partecipazione e decisione popolare.
Altro esempio può essere il sostegno al comitato di difesa del San Gennaro. Il sindaco ha espresso la sua solidarietà e sostegno a questi cittadini e lavoratori in una dichiarazione pubblica. Oggi quei cittadini hanno occupato uno spazio interno all’ospedale e lo stanno autogestendo, il sindaco finanzi i loro progetti, trovi il modo di tenere aperto l’ospedale, incontri il comitato e gli dia indicazioni utili per la battaglia che stanno conducendo, chiami a raccolta tecnici, esperti e periti che possano applicare e migliorare il piano alternativo di gestione dell’ospedale che i lavoratori e il comitato hanno prodotto. Inserisca il comitato del San Gennaro tra le associazioni che discutono dell’affidamento dei fondi pubblici previsti per il piano di zona, fondi per i quali si è deciso, in maniera progressista, di deciderne dal basso quale debba esserne l’utilizzo.
Prenda posizione chiara, contro frange interne e di destra anche interne alla propria Amministrazione, nell’avanzamento sul piano della salvaguardia degli spazi occupati nella città, riconoscendo quelle occupazioni che oggi ancora non vengono riconosciute. In particolare, esperienze consolidate e di lungo corso come Galleri@rt in Galleria Principe: organismo cui la collettività deve più di un ringraziamento per il lavoro svolto anche in anni difficili di degrado e abbandono.
Limite di De Magistris non è certo quello che indica Saviano (fare finta che Napoli sia perfetta o che i problemi non esistano), semmai è il contrario: questa Amministrazione non è ancora consapevole delle potenzialità che ha, del ruolo che ricopre nell’economia dell’intero paese (esempio per tutte le amministrazioni di rottura di tutto lo stivale) e della necessità di andare sempre più a fondo al processo di costruzione di un’alternativa valida per le masse popolari del nostro paese, un’alternativa che veda nella rottura della delega e nel rovesciamento del rapporto tra eletto ed elettore, amministrato e amministratore il fondamento di una riscossa dal basso che porti alla costruzione dell’alternativa per l’intero paese, un Governo di Emergenza Popolare per fare fronte agli effetti più gravi della crisi e in cui uomini come De Magistris, che godono della fiducia della masse popolari, ne saranno esponenti, ministri e presidenti. Questi i passi da compiere e alcuni pezzi delle battaglie da compiere; battaglie che comprendono i settori fondamentali per la vita delle masse popolari e per la resistenza alla crisi generale del sistema capitalista quali lavoro, casa, scuola, sanità e ambiente.

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