L’esito vittorioso del procedimento in relazione ai fatti del 28 aprile 2009 ci spinge a pubblicare le motivazioni della sentenza che la Corte d’Appello di Bologna è stata costretta ad emettere grazie alla mobilitazione generata dalla campagna di solidarietà politica costruita intorno a tale processo (vedi comunicato vittoria).

Dalle motivazioni  si evince come il Tribunale sia stato costretto  dalla campagna messa in atto “dentro e fuori il tribunale” (processo di rottura) a far cadere la denuncia di lesioni aggravate, mettendo così in luce l’inconsistenza delle accuse e le false dichiarazioni dell’agente della Digos Fabio Corradi. Tutto ciò  rende evidente la natura della pluriennale persecuzione nei confronti di questi compagni: una persecuzione politica atta ad isolare la nostra area e a scoraggiare l’autorganizzazione dal basso sia per la difesa delle libertà democratiche conquistate con la Resistenza antifascista che contro le prove di fascismo e la mobilitazione reazionaria.

Repetita iuvant. Chi doveva andare sotto processo? Gli antifascisti o chi ha tollerato e difeso il covo fascista armi in pugno? Gli antifascisti o i fascisti di Casa Pound? È il fascismo nel nostro paese ad essere illegale! E se chi dovrebbe applicare la Costituzione non solo non lo fa, ma tollera, sostiene quando non foraggia e protegge i fascisti, la loro propaganda xenofoba, le prove di fascismo e razzismo, allora ben vengano le mille iniziative di base volte ad ostacolare e impedire derive reazionarie!

La campagna continua perché il 22 novembre si è tenuta la prima udienza del processo ai compagni che il 25 aprile 2014 a Reggio Emilia insieme a decine di altri compagni, lavoratori, giovani, donne, immigrati scesero in piazza e impedirono le gazzarre della Lega. L’udienza è saltata ed è stata rimandata al 2 maggio 2017 perché il giudice Beretti è impegnata con il processo AEMILIA. Questo enorme procedimento non è altro che la punta dell’iceberg della guerra tra bande interna alla borghesia reggiana: gli scontri tra fazioni e gruppi che vogliono conquistarsi con le unghie e con i denti fette di mercato perpetuando l’opera di devastazione, cementificazione e speculazione del territorio !

Inoltre, questo  dimostra che non possiamo aspettarci nulla di buono da questo o quel caporione della classe dominante, in quanto l’unica soluzione positiva è quella di organizzarsi dal basso per prendere in mano il territorio,  cominciando a gestire tutti quegli aspetti della società che la classe dominante lascia all’incuria e al degrado, gestendogli negli interessi dei lavoratori, dei precari, dei disoccupati che vivono in quel territorio. È in quest’ottica che la miglior difesa della Costituzione nata dalla Resistenza trova maggior compimento nella sua applicazione: dobbiamo votare NO al referendum del 4 dicembre ma contemporaneamente dobbiamo mettere in campo fin da subito tutte quelle misure che concretamente la attuano! Applicare la Costituzione non è reato!

La battaglia per la libertà degli antifascisti che il 25 aprile 2014 si sono opposti alla presenza della Lega Nord, organizzazione xenofoba e razzista, in città è ancora aperta e per questo chiediamo di contribuire alla raccolta fondi per le spese legali.  Puoi versare il tuo contributo attraverso: – Conto Corrente Bancario  IBAN: IT79 M030 6909 5511 0000 0003 018 intestato a Gemmi Renzo – Postepay n. 5333 1710 0024 1535 intestata a Gemmi Renzo – Conto Paypal –  canale/indirizzo paypal.me/PCARC

La solidarietà è un’arma, usiamola!

Vi invitiamo alla Lettura Pubblica di Resistenza n.11-12 a Reggio Emilia sabato 10.12 per ragionare sul post referendum e avanzare nella costruzione dell’alternativa (per aggiornamenti pag. FB Partito dei Carc -Federazione Emilia Romagna).

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