Alcune riflessioni sulle problematiche del movimento comunista nei paesi imperialisti

Per distogliere le masse popolari dalla lotta di classe, la borghesia imperialista ha sviluppato un sistema molto articolato di “bombardamento” sul piano intellettuale e morale con cui cerca di confonderle, deviarle, intossicarle e distrarle, il regime di Controrivoluzione Preventiva (CRP). Nato negli USA nei primi decenni del secolo scorso, è stato affinato e perfezionato con il tempo e su spinta della lotta furiosa e disperata condotta dalla borghesia imperialista contro il movimento comunista, contro il “terrore rosso”. Nel Manifesto Programma del (n)PCI il regime di controrivoluzione preventiva è descritto nel dettaglio nei suoi cinque pilastri, in questo articolo trattiamo solo del primo di essi.

Sono le masse che fanno la storia e la conquista della loro mente e del loro cuore è terreno di scontro tra la borghesia e il movimento comunista. E la borghesia è disposta a ricorrere a tutti i mezzi per mantenere il suo ruolo di dominio.

La sinistra borghese presenta gli esponenti della borghesia imperialista in modo distorto, caricaturale, come un insieme di puttanieri, scialacquatori, avidi, viscidi, incompetenti, ecc. Ognuna di queste caratteristiche esiste nella classe borghese (con combinazioni particolari per ogni individuo e gruppo che la compone), ma queste caratteristiche non costituiscono il tratto fondamentale di questa classe, che è anzi ben celato dalla sinistra borghese (volutamente o meno è cosa secondaria) o ridotto a motivo di piagnisteo. La borghesia imperialista è una classe di criminali spietati e di genio disposti a tutto per imporre al mondo i loro interessi, incuranti delle conseguenze per l’umanità e per l’ambiente.

Criminali spietati e di genio non è una formula ad effetto. E’ la sintesi della condotta oggettiva di questa classe che non ha esitato in passato, non esita oggi e non esiterà a ricorrere a colpi di Stato, stragi e strategie della tensione, fascismo e nazismo, all’utilizzo di bombe atomiche e altre armi di distruzione di massa, a pulizie etniche, embarghi e opere di destabilizzazione economica contro “paesi ostili”, omicidi mirati ed esecuzioni, ricatti, stupri e torture contro gli oppositori. E’ una classe guidata dalla nuda e cruda, spietata, logica della valorizzazione del capitale, disprezza profondamente le masse popolari, le considera “esseri inferiori” da schiacciare e usare: “polli da spennare”, “bestie da soma” di cui sbarazzarsi quando il “servizio è finito” (licenziamenti, cassa integrazione, disoccupazione, ecc.) o “carne da cannone” da inviare in guerra per conquistare nuovi mercati e posizioni vantaggiose nello scontro con altri caporioni della borghesia.

Guardare in faccia il nemico, capirne la vera natura e il ruolo, non sottovalutarlo, analizzare i suoi punti di forza e i suoi punti deboli è il primo passo per sconfiggerlo. Per questo la borghesia imperialista cerca di distrarre le masse popolari dalla loro esperienza diretta di oppressione di classe e di sfruttamento:

1. attraverso campagne sistematiche di intossicazione e manipolazione “dell’opinione pubblica”, sviluppando tecniche raffinate (come la “guerra psicologica”, la divulgazione su scala nazionale e/o mondiale di fatti non reali per cercare di creare un consenso rispetto a determinate scelte e linee politiche, il “bombardamento” con fatti di cronaca nera per distrarre l’attenzione da questioni “più delicate”, ecc.) e mezzi di comunicazione all’avanguardia e in continua evoluzione;

2. attraverso la promozione di un numero infinito di attività e condotte (che nei casi più sofisticati attengono alla soddisfazione di bisogni e ambizioni complesse, spesso attengono alla soddisfazione di bisogni e ambizioni semplici, sono poco utili o del tutto inutili, molto spesso sono attività o condotte anche dannose) con cui riempire il tempo libero dal lavoro delle masse popolari, saturandolo. Ce ne sono per tutti i gusti: dalla cura maniacale della casa, del gatto, del cane, del corpo ai viaggi esotici, dallo sport allo shopping, dalla discoteca all’estetista, dal modellismo alla caccia, dalla spasmodica ricerca della spiritualità alla pornografia, dalla cultura dello sballo alle scommesse, dall’arte fine a se stessa alle sedute dallo psicologo fino a quelle dal chiromante e… chi più ne ha, più ne metta. Tutto così “importante”, “stringente” e “appagante” da non lasciare il tempo “per fare politica”;

3. attraverso la promozione e lo sviluppo di un mondo parallelo e contrapposto a quello reale in cui si possono passare intere giornate, in cui si può “vivere” senza uscire di casa: il mondo virtuale. In particolare sono i giovani, che ancora non sono entrati nel “mondo del lavoro”, ad esserne vittime, al punto da rimanerne persino “imprigionati”. Si tratta di uno degli strumenti più insidiosi con cui i criminali spietati e di genio della classe dominante opprimono le masse popolari dei paesi imperialisti.

La combinazione di questi tre fattori con la sconfitta della prima ondata delle rivoluzione proletaria e l’attuale debolezza del movimento comunista cosciente e organizzato hanno prodotto nei paesi imperialisti un’umanità di tipo diverso rispetto a quella dell’inizio dello scorso secolo. Un’umanità che presenta delle oggettive problematiche, diverse da quelle che si presentavano a inizio del secolo scorso (analfabetismo diffuso, maggiore influenza di religione e superstizioni per citarne due) a cui i comunisti devono imparare far fronte per avanzare nella rinascita del movimento comunista cosciente e organizzato.

Un esempio è la fragilità psicologica che caratterizza soprattutto, ma non solo, i giovani delle masse popolari. L’alienazione prodotta dal mondo virtuale fa sì che davanti ai problemi della vita reale spesso entrino in crisi: crolli psicologici, attacchi d’ansia e di panico, depressione, autolesionismo, ecc. La classe dominante spiega che si tratta della fase delicata, “traumatica”, dell’adolescenza e la considera come se fosse una malattia di cui crolli, depressione e attacchi di panico sono manifestazione. In verità, l’alienazione a cui sono sottoposti giovani e giovanissimi impedisce che acquisiscano gli strumenti intellettuali e materiali, che facciano esperienza, che sviluppino la tempra per fronteggiare le situazioni della vita, anche quelle più “normali”. In verità, la borghesia imperialista sta trasformando i giovani delle masse popolari in disadattati a cui imporre condizioni infami di lavoro e di vita.

Ne è in un certo modo dimostrazione anche il proliferare di psicologi a cui in numero sempre maggiore i giovani si rivolgono. Non intendiamo escludere che le sedute dallo psicologo possano avere anche dei benefici in certi casi, in linea generale, tuttavia, questa strada, lungi dall’essere una soluzione al problema, diventa in un certo senso parte del problema (avvitamenti, insicurezze, dipendenza dallo psicologo e, nei casi peggiori, dallo psichiatra e dagli psicofarmaci).

Solo la rinascita del movimento comunista cosciente e organizzato può trasformare i giovani delle masse popolari in combattenti risoluti e, più in generale, disinnescare il primo pilastro del regime di controrivoluzione preventiva, attraverso cui la borghesia imperialista tenta di distogliere le masse popolari dalla lotta di classe.

La Carovana del (nuovo)PCI ha una strategia e un preciso piano d’azione: la rotta da seguire è per noi chiara. Percorrendola, comprenderemo meglio anche come affrontare le problematiche che caratterizzano l’umanità contemporanea che deve imparare, e imparerà, a diventare classe dirigente della società.

Percorrendola con noi, i giovani che già oggi sono membri del P.CARC e quelli che sono candidati a diventarlo imparano a legare lo studio della concezione comunista del mondo con la pratica, aprono la strada agli altri che potranno seguirli, che li seguiranno, nella costruzione della rivoluzione socialista.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here