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A margine del corteo del 22 ottobre i compagni della nostra Agenzia Stampa hanno raccolto delle brevi interviste da alcuni operai di importanti fabbriche come la FCA e la Piaggio. Sul sito www.carc.it sono disponibili i video con le interviste integrali, qua riportiamo alcuni fra i passaggi più significativi.

Mimmo De Stradis, USB FCA Melfi ci parla del Comitato Lavoratrici e Lavoratori FCA per il NO al referendum:

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Il coordinamento FCA per il NO nasce sostanzialmente perché ognuno faccia la sua parte, così come è giusto la facciano i lavoratori metalmeccanici del settore auto in Italia. Siamo riusciti a fare una bella cosa perchè questo comitato coinvolge tutti gli stabilimenti del paese, un progetto condiviso dai compagni di Pomigliano, Mirafiori, Termoli, Val di Sangro, Melfi, Sulmona… stiamo raccogliendo le firme e vogliamo fare un sit in, un presidio davanti agli stabilimenti contemporaneamente, tutti quanti insieme… Si tratterà di schierarsi, come fatto per il SI’ da alcuni sindacati come la FIM, ma come anche il nostro Amministratore Delegato, Marchionne…. Pensiamo che dove ci sono Renzi e il nostro Amministratore Delegato non può che accadere qualcosa di negativo per i lavoratori.

Simone Selmi, RSU USB Piaggio di Pontedera (PI)
Facci un aggiornamento sullo sciopero di ieri (21 ottobre – ndr) e la manifestazione di oggi a Roma…

Abbiamo fatto un grosso lavoro e alla Piaggio ha scioperato il 73% dei lavoratori… il 17 abbiamo avuto un incontro con l’azienda dove per l’ennesima volta sono stati richiesti i contratti di solidarietà e l’azienda vuole far partire la mobilità con la NASpI (indennità di disoccupazione) da febbraio e senza rispondere niente sul futuro dello stabilimento di Pontedera e del gruppo in generale… Gli operai del gruppo e del territorio volevano delle risposte, dato che anche in queste (Ristori, Pieraccio, MG) ci sono licenziamenti in atto. Dopo lo sciopero del 29 luglio in cui abbiamo occupato il Comune, ieri abbiamo occupato i binari finché non ci hanno concesso un incontro in Prefettura, perché non ci possiamo più permettere di perdere posti di lavoro: in Piaggio e nel territorio.

La situazione della Piaggio, come per moltissime altre aziende, è una situazione di morte lenta, se lasciata in mano ai capitalisti. Secondo voi basta votare NO il 4 dicembre per rispondere al governo o il NO va “accompagnato” da un’organizzazione dal basso, che costruisca una rete di nuova governabilità dei territori?

Credo di sì e sinceramente penso che non abbiamo più neanche tanto tempo; il Jobs Act è stato scritto totalmente da Confindustria, non è solo il governo Renzi da combattere, ma un intero sistema… al referendum del 4 dicembre è importante votare NO perchè la nostra Costituzione è una delle migliori al mondo e il problema non è cambiarla, ma applicarla… Siamo tutti chiamati a dare di più partendo dal basso e, accada quello che accada, dobbiamo andare fino in fondo. Dobbiamo unire tutte le lotte perchè la società è divisa in sfruttati e sfruttatori, quindi c’è l’emergenza abitativa, i precari, i disoccupati e i migranti che saranno una parte fondamentale per cambiare questo sistema che ha fallito in tutto… Ci hanno raccontato la storia che si doveva buttare giù un muro (quello di Berlino – ndr) per stare meglio, ora ne tirano su altri per non accogliere persone da paesi dove portiamo la guerra, dove questo sistema ha sfruttato e saccheggiato. E’ ora di dire basta, votare NO, però continuare a ribattere colpo su colpo, perché se riusciamo a riunire dal basso tutte le forze possiamo veramente cambiare questo processo.”

Mimmo Mignano, Comitato Licenziati e Cassintegrati di Pomigliano (vedi “La vittoria dei 5 licenziati FIAT di Pomigliano” su Resistenza n. 10/2016), dal palco per uno degli interventi conclusivi della manifestazione:

Voglio dire che se perdiamo il referendum arriveremo a fare una lotta come l’hanno fatta i nostri nonni, a riprenderci questa libertà che ci viene negata… in FCA abbiamo costituito un comitato che parte da Melfi e arriva a Mirafiori e si sta ancora allargando, perchè questa battaglia va vinta nelle fabbriche, nei posti di lavoro, questo NO deve essere contro la Confindustria e contro i padroni”.

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