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Sono svariati anni che le masse popolari del quartiere si interrogano e sviluppano una lotta per il diritto alla salute, chiedendone l’attuazione. Utenti e lavoratori si sono uniti in questa battaglia comprendendo sempre di più che la conquista di tali diritti non poteva limitarsi al chiedere al De Luca di turno ma che questi fossero frutto del protagonismo delle masse popolari del quartiere. Prova di ciò è stata la stesura di un piano alternativo elaborato da lavoratori dell’ospedale e cittadini del quartiere, un piano che metteva al centro le esigenze delle masse popolari e che rigettava la visione della sanità come una merce su cui speculare e fare affari. La grande mobilitazione di questi mesi è stata un passo in avanti che ha portato i dipendenti dell’ospedale e i cittadini del quartiere dal limitarsi al chiedere ai poteri dello stato, all’imporre la volontà delle masse popolari. Primo risultato sono state le conquiste in termini di aumento dei servizi che l’ospedale San Gennaro continuerà a offrire al quartiere. Tutto questo è stato possibile grazie all’applicazione concreta del CONTROLLO POPOLARE, occupando l’ospedale e costruendo un presidio permanente che ne evitasse la chiusura.

Tali conquiste non cambiano la sostanza della trasformazione dell’ospedale in centro poli ambulatoriale ma pongono le basi per una nuova fase della lotta che stiamo conducendo:

1. Consolidare il comitato e dargli una struttura più solida e permanente;

2. Chiamare a raccolta tutti i cittadini della Sanità e aprire la struttura a tutto il quartiere, rendendolo centro di confronto, controllo e decisione su temi precisi: lavoro, casa, scuola, sanità, ambiente e luoghi di aggregazione;

3. Incominciare a mettere in pratica quello che il comitato decide senza aspettare il permesso o le concessioni di De Luca, Renzi o chiunque altro. Quello che conta è il volere popolare!

4. Coordinare la lotta del San Gennaro e del resto del quartiere alle lotte di tutta la città di Napoli e dell’intero paese.

Legare la lotta particolare alla lotta generale, quindi, è necessario per: a) Cancellare il decreto ministeriale n.33; b) Richiedere il ritiro del commissariamento della sanità campana; c) Liberare i quartieri della città dal degrado e lo sfruttamento; d) Ridare l’ospedale al quartiere Sanità. Per fare tutto questo bisogna rompere con il potere centrale costruendone uno nuovo, fatto di partecipazione e decisione dal basso che oggi deve porsi l’obiettivo di applicare le parti della Costituzione che tutelano gli interessi delle masse popolari e che il governo Renzi vuole distruggere con il referendum del 4 dicembre.

Il 18 novembre la città di Napoli scenderà in corteo per dire NO a questa riforma e per fare un ulteriore passo in avanti per la difesa e l’attuazione del protagonismo popolare!

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