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Il Partito dei CARC esprime massima solidarietà a tutti gli studenti bolognesi e al Collettivo Universitario Autonomo che ormai dal 25 ottobre resistono alla militarizzazione della zona Universitaria e della mensa e si organizzano per una mensa accessibile a tutti.

Quello che è in atto è un vero e proprio furto nei confronti della popolazione studentesca perché chiedere 5.80 euro per un pasto completo è tutt’altro che garantire l’accesso al diritto alla mensa stessa. Sono due anni che la mobilitazione contro il caro-mensa scuote l’ambiente universitario bolognese attraverso autoriduzioni e proteste: assediare la mensa è un passo naturale. Nonostante le ripetute aggressioni e cariche da parte della polizia, i fermi e le intimidazioni gli studenti non mollano, passando dalla difesa all’attacco organizzando pranzi sociali (insieme alla rete Eat the Rich) a cui partecipano centinaia di compagni e studenti!

Tutto ciò perché la mensa universitaria bolognese è di fatto la più cara d’Italia ed è in mano alla multinazionale Elior, il cui unico interesse è il profitto e non certo quello di garantire pasti completi che siano alla portata di tutti.

 

Affinché questa importante e coinvolgente battaglia sia vittoriosa e contribuisca alla difesa del diritto allo studio è necessario che venga inquadrata nella più generale lotta per applicare la Costituzione.

Il primo passo è organizzarsi e gli studenti attorno a questa vertenza lo stanno facendo, il secondo e necessario è coordinarsi con le altre Organizzazioni Operaie e Popolari della città così da costruire un fronte di lotta ampio e diffuso che consenta di avanzare nel controllo e governo diretto del territorio. Solo così l’applicazione dal basso delle parti più progressiste della Costituzione trova compimento e concretezza.

Renzi e la sua cricca puntano a modificare la “costituzione sovietica” per accentrare i poteri “verso l’alto”, dopo averla aggirata e violata, dopo aver limitato o cancellato anche quegli impegni e diritti che le masse popolari avevano fatto passare dalla Carta Costituzionale alla realtà (diritto allo studio, diritto alla salute, diritti dei lavoratori sul posto di lavoro, servizi pubblici, ecc.). E’ il piano della P2 di Gelli, che è la versione italiana del programma comune della borghesia imperialista in tutto il mondo: lo disse apertamente nel 2012 la JP Morgan, lo ricordano oggi Obama, la Merkel, Marchionne e tutti i loro leccapiedi.

Organizzarsi e organizzare per applicare le parti progressiste della Costituzione: non basta difendere la Costituzione, perché vorrebbe dire far la guardia a un guscio vuoto. Non possiamo limitarci a votare NO al referendum e a fare propaganda per il NO, perché non possiamo lasciare le cose come stanno. Dobbiamo votare NO, fare propaganda per il NO e contemporaneamente dobbiamo organizzarci e organizzare per applicare le parti progressiste della Costituzione. Con mille iniziative di base, come questa per pasti completi a 3 euro alla mensa, come quelle degli operai della ex Lucchini, dell’Ilva di Taranto e della FCA, degli interinali della Iscort e dei fattorini di Foodora, delle Mamme No Inceneritore del movimento NO TAV, degli studenti in lotta contro la Buona Scuola, degli antifascisti, senza farsi legare le mani da leggi, norme e prassi correnti, che nella stragrande maggioranza dei casi sono leggi, norme e prassi che violano lo spirito e spesso anche la lettera della Costituzione.

Usare questa lotta per avanzare nella costruzione dell’alternativa e applicare la Costituzione!

Usare la campagna referendaria per creare le condizioni necessarie a costituire un governo d’emergenza delle organizzazioni operaie e popolari. Solo le masse popolari organizzate hanno l’interesse e la forza per condurre e vincere questa guerra!

Solo un governo composto da persone che hanno la fiducia delle organizzazioni operaie e popolari e sostenuto da esse ha la volontà e la forza per applicare su ampia scala la Costituzione!

Invitiamo a partecipare al pranzo sociale di martedì 8 e alla mobilitazione con corteo di venerdì 11!

 

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