136 Visite

Giriamo per conoscenza il comunicato della Federazione Toscana del P. Carc, a seguito del divieto di manifestazione contro la presenza di Renzi alla Leopolda, imposto dalla Questura di Firenze. Segnaliamo anche un articolo de ilmanifesto a tal proposito.


Oggi, la Federazione Toscana del Partito dei CARC scenderà in piazza e invita operai, studenti, precari, disoccupati a fare lo stesso, nonostante il divieto della questura: per attuare il diritto a manifestare, cacciare Renzi, costruire un governo che ha l’intenzione di mettere al centro della sua opera la difesa e applicazione delle parti più progressiste della Costituzione, che metta mano ai reali problemi del paese.

***

DIFENDERE IL DIRITTO AL DISSENSO, ORGANIZZARSI PER ATTUARE LA PARTE PROGRESSISTA DELLA COSTITUZIONE!

Con una mossa senza precedenti, la Questura di Firenze vuole vietare non solo la manifestazione di protesta contro il governo Renzi prevista per domani, ma perfino il semplice concentramento in piazza S. Marco. Sarebbe un altro passo nello smantellamento dei diritti costituzionali strappati con la Resistenza partigiana, che da sempre viene disattesa, aggirata e violata nelle sue parti più progressiste dai governi della Repubblica Pontificia.
E’ una prova di fascismo degna di Scelba, alla faccia della declamata democrazia borghese che invece non tollera più nenche la semplice contestazione; è un altro segnale della crisi generale e della totale mancanza di soluzioni da parte dell’attuale classe dominante, che alle masse popolari già oggi impone una guerra di sterminio non dichiarata fatta di disoccupazione e inquinamento alle stelle, repressione sempre più dispiegata, abbrutimento politico, culturale e morale, tendenza alla guerra imperialista.

Come P.CARC domani saremo alla manifestazione con tutti i compagni e le compagne, i sinceri democratici, le organizzazioni operaie e popolari, al fianco di tutti coloro che sono determinati a cominciare ad applicare la Costituzione dal basso a partire dal diritto di espressione; una lotta che da poco ha visto la vittoria dei 5 licenziati politici di Pomigliano contro Marchionne (alfiere del SI) e che spinge la classe operaia a rialzare la testa contro i padroni, così come fanno gli studenti con i presidi gendarmi, in ogni altro contesto della società capitalista sempre più caratterizzata da rapporti autoritari.

Invitiamo tutti domani a scendere in piazza per difendere la Costituzione antifascista e avanzare verso la riscossa delle masse popolari, per la cacciata di Renzi e della sua cricca cresciuta alla scuola di Gelli e la costruzione di un governo che cominci a mettere mano alle vere emergenze di Firenze, e di tutto il paese: la difesa e creazione di nuovi posti di lavoro, un ambiente di vita e di lavoro sano e pulito, l’alloggio dignitoso, lo sviluppo e non la privatizzazione dei servizi pubblici essenziali, dai trasporti alla Sanità, all’istruzione.

Al prossimo referendum votiamo NO e facciamo propaganda per il NO, ma ciò non basta; non possiamo lasciare le cose come stanno, dobbiamo cambiare il paese nell’interesse delle masse popolari, dobbiamo organizzarci per farlo.

Partito dei CARC – Federazione Toscana

****

C’è la Leopolda, cortei vietati. Ma il No disobbedisce

Leopolda. La questura consente solo un presidio, motivi di ordine pubblico. Gli organizzatori: non rinunceremo a manifestare

Ancor prima di aprire le porte nella tarda serata di ieri, la “Leopolda del Sì” ha già provocato polemiche. Il divieto della Questura al corteo messo in cantiere da una serie di realtà di movimento, dall’Assemblea per la Piana contro le nocività (No inceneritore) ai No tunnel Tav, ha fatto arrabbiare parecchio le pur variegate forze della sinistra fiorentina: «Viene negata a Firenze la possibilità di manifestare liberamente nei giorni della Leopolda», tira le somme il consigliere comunale Tommaso Grassi di Firenze a sinistra (Sì-Sel, Prc, Perunaltracittà), «una scelta senza precedenti, visto che lo scorso anno era stata data la possibilità ai ’truffati’ dalle banche di arrivare in corteo nei pressi della Leopolda. Possiamo capire che qualcuno possa aver paura delle contestazioni, ma non è ancora stato cancellato il diritto costituzionale di manifestare liberamente».

La decisione di vietare il corteo pomeridiano «per motivi di ordine pubblico», lasciando la sola possibilità di un presidio in Santissima Annunziata a chilometri dalla Leopolda, muove anche le parlamentari Alessia Petraglia e Marisa Nicchi alla denuncia: «Non siamo tra i promotori , ma troviamo scandaloso che sia vietato, di fatto, svolgere un corteo in città perché alla Leopolda ci sono esponenti del governo».

Va da sé che gli organizzatori del corteo, come spiegato nella pagina facebook “Firenze dice No”, non hanno alcuna intenzione di obbedire: «Non rinunceremo sabato 5 novembre a manifestare le tante ragioni che compongono il nostro no al governo e alla sua riforma costituzionale». In piazza San Marco, storico luogo d’avvio dei cortei studenteschi e di movimento, ci sarà fra i tanti anche Paolo Ferrero con la Rifondazione fiorentina, per una manifestazione che si annuncia sicuramente bagnata: l’allerta, addirittura con codice arancione, è stato emesso dal centro funzionale della Regione per l’intero week end.

Al riparo dalla pioggia, la Leopolda “minimal”, così come è stata presentata nei giorni scorsi dallo stesso Matteo Renzi, è stata allestita senza gli effetti speciali delle scorse edizioni: palco più sobrio che in passato; slogan alle pareti meno enfatici del solito, immancabile «E adesso il futuro» su sfondo bianco con pennellate di azzurro e arancio; dolorosa rinuncia alle comparsate musicali modello Jovanotti, e la promessa presidenziale di dare spazio alla “gente normale”.

Ad aprire ieri sera il recuperato Matteo Richetti (a Palazzo Chigi hanno apprezzato le sue apparizioni in tv a sostegno del Sì referendario), che ha anticipato: «Cercheremo di non allontanarci dalla realtà complicata di queste ore». Quindi si parlerà di terremoto, Protezione civile, terzo settore, leggi sociali e volontariato. Anche dell’alluvione di Firenze, di cui ieri cadeva il cinquantenario, con una bella sfilata di angeli del fango. Maria Elena Boschi è in scaletta oggi pomeriggio, domani a mezzogiorno, more solito, toccherà a Renzi, ministri parlamentari e sindaci faranno da coordinatori dei tavoli tematici.

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata