La prossima primavera si svolgeranno le elezioni amministrative nel Comune di Carrara e il Partito dei CARC non candiderà suoi membri così come non sposerà causa alcuna, se non quella della classe operaia e delle masse popolari tutte.
Per questo, l’eventuale futuro appoggio a liste o candidati che si contraddistingueranno per aver messo in pratica a partire da oggi, quello che promettono di fare domani, sarà soltanto un lato della nostra “campagna elettorale”.

Dunque noi ci impegneremo nel continuare a mettere al centro della nostra attività la promozione e lo sviluppo della mobilitazione e dell’organizzazione delle masse popolari per contribuire alla nascita di una nuova governabilità, che solo se costruita dal basso potrà rispettare gli interessi e il bene dell’intera collettività.

E’ evidente infatti che di fronte all’avanzare della crisi in cui la borghesia imperialista e i suoi governi ci hanno condotto (ovviamente Zubbani non ne ha certamente preso le distanze!),  questi non hanno soluzioni per uscirne e che per la loro stessa natura, che li porta alla dissennata ricerca del profitto, non metteranno in campo nessuna misura necessaria per far fronte all’impellente e sempre più sconvolgente tasso di disoccupazione e precarietà presente sui nostri territori, all’emergenza abitativa, al dilagante smantellamento dei servizi sanitari e della scuola pubblica, alla mancanza di arte, cultura e di un sano divertimento popolare, alla devastazione del territorio.

Ma la situazione è favorevole!
La risposta a questo stato di cose, in cui la borghesia e i suoi uomini ci vorrebbero inermi e distanti gli uni dagli altri, è infatti una crescente e sempre più capillare volontà di legarsi gli uni agli altri, di confrontarsi su come invertire la rotta, di mobilitarsi e organizzarsi in comitati, organismi e associazioni per non abbassare la testa e lottare per i propri diritti.
Questo sta avvenendo in tutto il paese e Carrara non è di certo rimasta indietro!
Esperienze come l’Assemblea Permanente, il Comitato Salute Pubblica di Massa e Carrara, il Comitato Primo Soccorso e Urgenza Carrara, la Lega dei Cavatori e altri, ne sono la massima concretezza.
È questo il punto di forza di Carrara! Lo è la sua gente e la lotta di classe che sta prendendo vita e crea certamente condizioni più favorevoli per la formazione di un’Amministrazione Comunale di Emergenza. Un’amministrazione dunque che inizi a fronteggiare lo stato di emergenza in cui versa la città, che metta al centro gli interessi dei lavoratori, disoccupati e precari, bambini, giovani e anziani, che rompa con i poteri forti, i diktat e le misure antipopolari imposte da Governo centrale e Regione, che agisca su indirizzo e sostegno degli organismi popolari e operai del territorio, perché sono loro a sapere di che cosa oggi le masse popolari hanno bisogno. Sono loro ad avere la visione complessiva della città, di ciò che è giusto e di ciò che è ingiusto, di ciò che funziona e di ciò che non funziona.

Come favorire e attuare questo processo lo scopriremo nella pratica, ma certo è che si tratta dell’unica via possibile e realizzabile oggi.

Servono almeno due condizioni.
La prima e principale è quella dello sviluppo qualitativo e quantitativo di questi organismi popolari e di lavoratori, che sono chiamati a fare bilancio e tesoro delle esperienze di lotta messe in campo per definire come passare dalla rivendicazione alle istituzioni alla messa in pratica loro stessi di ciò che stanno chiedendo. Ad esempio: disoccupati e precari che si organizzano e danno vita a scioperi alla rovescia e creano loro stessi nuovi posti di lavoro; occupazione delle strutture Asl abbandonate; creazione di organi di controllo popolare che vigilano sull’operato dell’Amministrazione, dell’Asl, dei padroni in cava e di tutti gli organi asserviti al potere; creazione di comitati di quartiere in cui sono gli abitanti di una determinata zona che stendono il programma dei lavori da fare e si danno i mezzi per iniziare ad attuarli. Lo sviluppo della solidarietà in questi casi è essenziale.

La seconda, realizzabile soltanto se è presente la prima, è che ci siano soggetti all’interno dell’Amministrazione Comunale disposti a mettersi al loro servizio. Diano, attraverso tutti i mezzi legislativi ed economici di cui dispongono (non badano quindi ad esempio al rispetto del patto di stabilità se questo impedisce lo sviluppo economico, sociale e politico della città), forma di legge a ciò che le organizzazioni dal basso indicano, pretendono ed hanno già iniziato ad attuare. Stimolano le masse del territorio ad organizzarsi.
Una situazione analoga dunque a ciò che a livello embrionale e non ancora cosciente sta avvenendo a Napoli in cui è il fermento e l’azione degli organismi popolari e di lavoratori che rendono possibile la rottura del Sindaco De Magistris con i poteri forti e le misure antipopolari imposte dall’alto per affermare i diritti dell’intera collettività.

Oggi le masse popolari di Carrara possono andare in quella direzione, possono creare le condizioni per un’amministrazione che metta al centro i loro interessi!
E anche se non sono necessarie le elezioni per creare Amministrazioni Locali di Emergenza, proprio perché non sono frutto dell’azione di un singolo eletto e della sua lista ma di un processo di organizzazione e protagonismo delle masse popolari del territorio che intervengono con determinazione e forza su di loro, la campagna elettorale dei più variegati soggetti che si candideranno (vecchi e nuovi) diventa occasione per metterli alla prova, per iniziare a dettare loro  l’agenda dei lavori che solo il più onesto e coraggioso inizierà a mettere in campo sin da subito. Le masse popolari devono pretenderlo! e solo in questo modo, oltre a non cadere nel tranello delle promesse, rafforzeranno la loro convinzione che è possibile dirigere il percorso di salvaguardia e ripresa del territorio.

Testa e cuore, determinazione e coraggio per il riscatto di Carrara!

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