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Sabato 15 ottobre presso il Centro Sociale “Foscato” di Reggio Emilia, la sezione in costruzione del Partito dei CARC reggiana ha tenuto un Attivo pubblico di presentazione della prima edizione della Festa della Riscossa Popolare (FRP) che avrà luogo sabato 5 novembre sempre al Foscato.

Abbiamo creato questo momento per ragionare sugli insegnamenti e sulle conferme che traiamo dal bilancio della campagna pubblica contro la repressione ai danni  di un nostro compagno e altri due antifascisti reggiani conclusasi con la vittoria in Corte di Appello di Bologna il 27 settembre e per presentare la prossima Festa della Riscossa Popolare reggiana. Il legare la campagna contro la repressione con la FRP significalegare tutto il lavoro di radicamento, di raccolta che con questa è stato dispiegato nel corso degli anni ai nostri obiettivi e compiti di fase, ovvero la costruzione della sezione e nel prossimo futuro della rinascente Federazione Emilia Romagna. Così l’Attivo del 15.10 si inserisce in un preciso piano d’azione, frutto di un lavoro di organizzazione sul territorio che mira ad

evolversi, attraverso la definizione e lo sviluppo di vecchi contatti,nuove leve e nuove realtà con cui partecipare al rinnovamento della società. Abbiamo basi importanti su cui lavorare, valorizziamole al massimo!

L’importanza della lotta contro la repressione: passare da accusati ad accusatori!

Il verdetto di assoluzione del 27 settembre scorso è stato frutto della campagna che abbiamo condotto in 6 anni , dal 2010, ovvero di una lunga e articolata campagna per la difesa delle libertà democratiche conquistate con la Resistenza antifascista, contro le prove di fascismo e la mobilitazione reazionaria.

Questa campagna si inseriva nella più generale lotta contro la repressione che abbiamo condotto vittoriosamente negli anni a livello nazionale e in Emilia a partire dagli attacchi e dalla persecuzione che negli oltre vent’anni di esistenza della Carovana del nuovo PCI la borghesia ha architettato nei confronti della nostra area politica. I processi per associazione sovversiva (l’”ottavo procedimento giudiziario”) e per la creazione del sito “Caccia Allo Sbirro” si sono conclusi entrambi con l’assoluzione dei nostri compagni e sono stati una importante vittoria contro il processo di messa fuori legge dei comunisti e del Partito comunista e per mettere a nudo l’impunità di chi tra le forze dell’ordine commette abusi. Il punto è che negli ultimi anni la repressione da selettiva è diventata sempre più diffusa: abusi delle forze dell’ordine (FdO), cariche poliziesche in piazza, estensione dell’uso del reato associativo, “condanne esemplari” a scopo intimidatorio, sanzioni amministrative pecuniarie e strumenti repressivi quali il confino, i fogli di via, gli avvisi orali, la militarizzazione di intere zone del paese, ecc. Parallelamente le iniziative di resistenza, lotta e solidarietà contro la repressione si sono estese e se ne sono sviluppate di nuove, come le campagne contro gli omicidi di Stato (Aldrovandi, Cucchi, Sandri, ecc.), di denuncia contro gli abusi delle Forze dell’Ordine e per l’introduzione del reato di tortura e del codice identificativo degli agenti impiegati in servizio di ordine pubblico, le mobilitazioni nazionali in solidarietà con gli arrestati del movimento NO TAV, ecc.

Il P.CARC ha così sviluppato una linea avanzata per far fronte alla repressione, elaborata sulla base della resistenza e della lotta contro la trentennale persecuzione che la borghesia ha condotto e conduce contro la carovana del nuovo PCI:

  1. lotta su “due gambe” (mobilitazione delle masse popolari, la principale e intervento nei contrasti e nelle contraddizioni dei gruppi borghesi),
  2. processo di rottura” (rompere con le regole e la prassi imposte dalla borghesia e dalle sue istituzioni, trasformarsi da accusati in accusatori),
  3. sviluppo della più ampia e articolata solidarietà politica, economica e morale con i compagni colpiti dalla repressione (solidarietà di classe a prescindere dalle divergenze ideologiche e politiche, no alla divisione tra “buoni e cattivi”),
  4. promozione della denuncia degli infiltrati e delle spie al soldo delle Forze dell’Ordine, degli agenti in borghese che schedano, controllano e montano provocazioni, di cui il sito “Caccia allo sbirro” aperto dal (n)PCI è un esempio, mobilitazione contro il controllo esercitato sulle comunicazioni (internet, telefonate, corrispondenza), contro la sorveglianza di massa (videocamere, ecc),
  5. promozione della formazione alla concezione comunista nel campo della lotta alla repressione e di sviluppo della solidarietà, attraverso la diffusione del Manuale di Difesa Legale realizzato dal nostro Partito.

La solidarietà che siamo stati in grado di raccogliere e valorizzare, le contraddizioni che abbiamo fatto emergere sul piano della legalità borghese insieme ad uno sviluppo progressivo sul piano tecnico stanno alla base del processo che via via abbiamo sviluppato fino alla vittoria.

Riassumendo, la chiave per vincere risiede quindi nel concepire gli attacchi no solo sul piano legale ma attaccando anche sul piano politico, nel promuovere l’organizzazione delle masse popolari e della classe operaia come massima arma di solidarietà, nel passare da accusati ad accusatori in quanto i veri colpevoli del cattivo presente sono la borghesia e i suoi sgherri. Tutto ciò che va negli interessi delle masse popolari, seppur illegale è legittimo!

 

L’Attivo pubblico

È stato un ricco Attivo che ha visto due interventi principali del compagno Mattia C. del Partito dei CARC di Milano sulla campagna contro la repressione e di Andrea S. del Partito dei CARC emiliano sulla nostra opera e sulla FRP. È seguito un ricco dibattito, di cui riportiamo i passaggi principali.

 

Il primo intervento è stata una presentazione crono-logica della campagna che ha portato agli insegnamenti illustrati nel precedente paragrafo.

Il secondo intervento ha voluto focalizzarsi sulle vie per trasformare il cattivo presente, ovvero attraverso la linea del Governo di Blocco Popolare come massima espressione degli interessi delle masse popolari organizzate che prendono in mano non solo il governo del paese ma il proprio futuro. Da qui l’importanza di radicarsi in una regione come l’Emilia Romagna e inserirsi e promuovere la lotta di classe in corso nel territorio. Basti pensare alla questione della difesa della Costituzione che molto ha creato in termini di organizzazione delle masse popolari ma che la cui massima espressione di difesa si realizza nella sua applicazione. Così la FRP assume il significato profondo di festa politica e popolare dove al centro vi è il proposito di una sana aggregazione volta ad avanzare nel progetto di trasformazione della società. Inoltre, la festa non è esclusiva proprietà del Partito dei CARC ma di tutte quelle realtà che vogliono dare un contributo nella costruzione della nuova società.

La FRP vedrà quindi come momento centrale la presentazione del libro “Teresa Noce – Rivoluzionaria Professionale“, la cui esperienza è un importante esempio storico che apre alle riflessioni (non solo) sui limiti del vecchio PCI e sulla Costituzione. A seguire buffet di autofinanziamento e musica per allietare la serata!

 

Nel corso del dibattito, molto si è ragionato su cosa significhi difendere la Costituzione e la sua applicazione, sul ruolo e i limiti della Resistenza contro il nazifascismo, sull’importanza di fare bilancio delle esperienze che ci hanno preceduto e che viviamo per sintetizzarne gli insegnamenti per avanzare nella lotta, sul ruolo e carattere della repressione  nella fase terminale del capitalismo e del socialismo come unica soluzione al marasma in cui siamo immersi. L’evento si è concluso con la volontà di scrivere un comunicato pubblico in solidarietà ai compagni modenesi rei di essere antifascisti e rilanciando l’invito per il concerto di raccolta fondi che si terrà l’8 gennaio a Modena, promosso dalla Banda POPolare dell’Emilia Rossa (comunicato in fase di redazione).

Il dibattito è stato conferma della voglia di essere protagonista delle masse popolari, di non voler più solo resistere agli attacchi della classe dominante ma di voler piuttosto trovare vie per cambiare la società. Sfruttiamo la campagna del NO al referendum del 4 dicembre per organizzarci e organizzare, per avanzare nella lotta di classe in corso, per applicare fin da subito la Costituzione e per iniziare a concepirci come nuova classe dirigente!

 

Prossimi passi e appuntamenti

È sulla scia di questi ragionamenti che invitiamo tutti a sostenere e a partecipare alle prossime mobilitazioni del 21 ottobre (sciopero nazionale USB) e del 22 ottobre a Roma per il NO RenziDay.

Invitiamo a partecipare e ad invitare alla Festa della Riscossa Popolare a Reggio Emilia, il prossimo 5 novembre presso il Centro Sociale “Foscato” (programma in definizione – seguici su FB: Partito dei CARC Federazione Emilia Romagna o scrivici alla mail pcarcemiliaromagna@ymail.com).

Ti chiediamo un sostegno politico, morale e economico [puoi trovare le coordinate su www.carc.itper sviluppare la nostra attività, per far fronte alle spese legali e assicurare la continuità del nostro lavoro nonostante gli attacchi repressivi (perquisizioni, sequestri di computer, ecc.), per estendere l’organizzazione e l’orientamento dei comunisti fino alla vittoria e in vista del prossimo procedimento contro gli antifascisti reggiani del 22 novembre.

Invitiamo tutte le realtà e gli organismi popolari e operai reggiani ed emiliani a partecipare alla FRP come momento per crescere come futura classe dirigente, per impostare le prossime lotte e avanzare nella costruzione della rivoluzione socialista!

Piena solidarietà di classe alle compagne e ai compagni sotto processo!

 

Partito dei CARC – Federazione Emilia Romagna           fb_cover_foscato_new                                                   

 

 

 

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