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Renzi ci riprova. Torna a Napoli, in una città che ha già detto chiaramente che è persona non gradita, poiché capo di un governo illegale e illegittimo, eletto da nessuno, artefice di provvedimenti antisociali ed antipopolari come il Jobs Act e la Buona Scuola, lo Sblocca Italia e del resto delle misure a favore di padroni, speculatori e organizzazioni criminali, responsabile del disastro sociale che in questi giorni registra, sul nostro territorio, ancora suicidi di giovani disoccupati, infortuni sul lavoro al Porto, morti in fabbrica e repressione per chi lotta.

Questa volta Renzi, viene a Teatro, al San Carlo. Il Premier ha preteso di assistere in santa pace all’opera di kauffman. E per “garantire” la sua passerella e questa “santa pace” ha dato carta bianca al vicequestore di Napoli, Fiorillo, già “zelante” tutore dell’ordine a Genova, nel 2001, durante i “lavori” del G8. E così, come buon tutore dell’ordine (costituito), il vicequestore, anche questa volta, ha onorato il suo ruolo, su mandato del Governo: ordine e repressione! Cariche violente e ripetute in Galleria Umberto I e su via Roma, caccia all’uomo su via Chiaia, sospensione dello stato di diritto per centinaia di manifestanti. I manganelli, “democraticamente”, colpiscono tutti: giovani 14enni che si affacciano per la prima volta alla partecipazione alla vita politica del Paese e della loro città, convinti di poter liberamente manifestare il proprio pensiero come da diritto costituzionale; insegnanti precari della Scuola, colpiti da un decreto governativo che mortifica le loro professionalità e impedisce loro qualsiasi prospettiva di stabilizzazione prim’ancora che dai maganelli; attivisti dei movimenti di resistenza sociale, che oggi propongono e praticano modelli di socializzazione e aggregazione responsabile per far fronte agli effetti più gravi della crisi laddove la classe dominante non sa, non può e non vuole porvi rimedio; consiglieri comunali appena eletti, come la giovanissima Eleonora De Majo, portatrice di un diverso modello di fare ed essere Amministrazione comunale. Per Governo e Questura di Napoli, però – oggi lo sappiamo – la “Cultura” è la prima cosa. La tutela delle strade dello shopping della “Napoli bene”, la seconda.

 

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La verità è che è impossibile ogni “santa pace” in una città dove gli interessi particolari di speculatori ed affaristi, lobbie di potere ufficiali ed ufficiose, padroni e camorristi sono garantiti con un DL governativo, il 133/2014 (lo Sblocca Italia, appunto), a tutto danno degli interessi generali della popolazione. Lo Sblocca Italia, infatti, rappresenta la chiara sintesi politica dell’azione del Governo Renzi: attacco violento alle procedure democratiche per il governo del territorio ed al patrimonio urbanistico ed ambientale, smantellamento delle norme che ne presiedono la tutela, promozione della finanza speculativa. Un attacco di fatto ai movimenti popolari e ai comitati del territorio e della città. La verità è che il Governo Renzi è un governo di occupazione. I poteri forti (Confindustria, il Vaticano, le Organizzazioni Criminali) di cui è espressione dispongono del nostro Paese come un terreno per le loro scorribande. Un vero e proprio dominio che dispone dello Stato, impone i suoi interessi alle masse popolari, vìola, all’occorrenza, la sua stessa legge, in spregio allo stato di diritto ed alla stessa democrazia borghese. Le masse popolari si trovano oggi in condizioni analoghe a quelle di un paese occupato da potenze straniere. Un paese in guerra. Un paese sull’orlo della guerra civile.

Ecco perché democrazia blindata e repressione non ci spaventano né ci fermeranno. Ecco perché abbiamo respinto e respingeremo, anche sotto i manganelli, l’illegale e illegittimo Presidente del Consiglio ogni qualvolta si ripresenterà, arrogante e spavaldo, nella nostra città. L’abbiamo fatto e lo facciamo sviluppando la mobilitazione popolare per costruire un’alternativa di governo del territorio e della città. L’abbiamo fatto e lo facciamo sostenendo, organizzando e coordinando le tante iniziative di autorganizzazione popolare che caratterizzano la nostra città. L’abbiamo fatto e lo facciamo sostenendo, ad esempio, Mimmo e il Comitato Licenziati e Cassintegrati politici Fiat, da giorni attendati sotto il Comune di Napoli in attesa del processo con il quale la Magistratura si pronuncerà, il prossimo 20 settembre, sul loro reintegro in fabbrica; i lavoratori della Sanità pubblica, che si coordinano per mandare avanti, anche in autorganizzazione, servizi di pubblica utilità nonostante i tagli lineari subiti dal settore; gli operai della Co.Na.Te.Co., nel Porto di Napoli, che respingono i tentativi di ristrutturazione o delocalizzazione della loro azienda; i disoccupati organizzati e i precari Bros, che da anni lottano per un lavoro utile e dignitoso; i tanti occupanti casa della città che, nel rivendicare il diritto all’abitare, impediscono, di fatto, ulteriori speculazioni immobiliari della Chiesa e le tante altre occupazioni ad uso culturale o sociale che rappresentano un modello alternativo di aggregazione sociale e di gestione delle risorse e del patrimonio immobiliare. L’abbiamo fatto e lo facciamo chiamando De Magistris e tutti il nuovi eletti alle ultime elezioni Amministrative a mettersi a servizio dei movimenti sociali prendendo posizione pubblica su quanto accaduto, chiedendo le dimissioni immediate di Fiorillo, facendo valere peso e prestigio delle Istituzioni amministrative della città di contro l’azione di un Governo centrale antipopolare e antidemocratico. Perché l’unica Amministrazione utile alle masse popolari è quella disposta a violare, oggi, negli interessi degli operai, dei lavoratori e delle masse popolari, il “bon ton” istituzionale e le regole scritte e non scritte del teatrino della politica borghese! Perché costruire un’alternativa alla situazione generata dalla crisi generale del sistema capitalista significa sostenere e rafforzare tutti i tentativi di organizzazione della classe operaia e delle masse popolari, coordinare l’azione dei comitati di lotta, promuovere la solidarietà reciproca ed estenderla.

Dobbiamo alzare il livello dello scontro! Mirare in alto e puntare a prenderci il governo del territorio!

Così come abbiamo organizzato la staffetta di solidarietà per Mimmo o per gli occupanti casa possiamo organizzare, in maniera coordinata, altre azioni e attività volte a fare ciò che occorre alle masse popolari. Rendere permanente l’azione coordinata per svolgere lavori necessari alla collettività, costituendo vere e proprie Nuove Autorità Pubbliche che contendano alle autorità costituite l’esercizio stesso del potere, che estendendo l’attività organizzata delle masse popolari e che si impongano, nei fatti, come governo alternativo del territorio e della città.

Dobbiamo fare della lotta contro la rottamazione della Costituzione perseguita da Renzi e dai suoi mandanti un referendum sul Governo stesso e, insieme, una lotta per attuare la parte progressista della Costituzione come campagna per far avanzare le masse popolari sulla via della costituzione di un loro governo! Perché l’attuazione della parte progressista della Costituzione in questa fase va oltre la tutela gli interessi e i diritti delle masse popolari: comporta anche l’emancipazione dei lavoratori dai capitalisti e dalle altre classi dominanti. Operativamente: 1. utilizzare la campagna referendaria per moltiplicare iniziative pubbliche che incitino le masse popolari a organizzarsi per fare il programma dei lavori che occorrono per la riqualificazione e il governo della nostra città, per realizzarli direttamente e farli realizzare; 2. sostenere senza remore le iniziative di disobbedienza alle leggi e alle regole del Governo centrale, propagandarle, promuovere schieramento pubblico in sostegno di esse, spingere perché da iniziative individuali (come Nicoletta Dosio, attivista NoTav, che vìola i domiciliari) diventino linea politica (di lotta contro la classe dominante e di prospettiva per il paese). In una sola espressione, diffondere ingovernabilità per i vertici dello Stato costruendo una governabilità alternativa, quelle delle masse popolari organizzate.

Respingiamo Renzi e il suo Governo occupante! Avanziamo nel coordinamento degli organismi operai e popolari! Costituiamo Nuove Autorità Pubbliche!

Costruiamo il governo delle masse popolari organizzate!

Partito dei CARC – Federazione Campania

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