promonoceLeggi anche la recensione di Plinio Mensi pubblicata su Resistenza n. 9/2016

Rivoluzionaria professionale è la vita di Teresa Noce e, come lei, dei tanti proletari, “semplici” operai e lavoratori che decisero di dedicarsi alla lotta per il socialismo e alla costruzione del movimento comunista, si misero alla scuola del Partito che li formò, li educò alla lotta, li trasformò in uomini e donne nuovi, in costruttori di un futuro nuovo, di una società nuova, libera dall’oppressione e dallo sfruttamento e, attraverso questa lotta, acquisirono i mezzi per emanciparsi, diventando quadri e dirigenti del movimento comunista, nel nostro paese e a livello internazionale. Questi combattenti rappresentarono la parte più generosa e avanzata della classe operaia del nostro paese che, anche su spinta delle conquiste e vittorie delle masse popolari in URSS, si assunsero la responsabilità di scrivere un nuovo capitolo della loro storia, da protagonisti. L’esperienza che condussero rappresenta, per i comunisti di oggi e per tutti coloro che vogliono porre fine al marasma in cui ci spinge la borghesia, un patrimonio di insegnamenti inestimabile e incancellabile da studiare e da cui attingere.

L’epoca che stiamo vivendo è simile, sotto molti aspetti, a quella vissuta da Teresa Noce. La natura della crisi generale del capitalismo è la stessa di allora. E, oggi come allora, viviamo in un’epoca di sconvolgimenti, di nuove militarizzazioni delle relazioni internazionali quando non proprio di guerra aperta, di disoccupazione e lutti. Oggi come allora la società si dibatte nella sua crisi, nella lotta tra il decadente sistema capitalista che muore e una nuova via di progresso che tarda a nascere. Allora le masse popolari e la classe operaia torinese si mobilitarono contro la guerra, per condizioni di vita migliori dentro e fuori dalle fabbriche, per avere un peso nella gestione e direzione della società, contrastando l’influenza dei dirigenti riformisti che erano alla guida delle organizzazioni sindacali, operaie e popolari: gli scioperi e le sommosse contro la guerra del 1917, la nascita del movimento dei Consigli di fabbrica e le occupazioni durante il “biennio rosso”. Oggi le masse popolari e la classe operaia si organizzano nei comitati di lotta territoriali e nelle aziende capitaliste e pubbliche: i movimenti ambientalisti, le organizzazioni operaie nei posti di lavoro, i comitati di quartiere, le organizzazioni giovanili e i collettivi studenteschi, le associazioni di immigrati. Le tante manifestazioni, scioperi, presidi, occupazioni che attraversano il paese da un capo all’altro dimostrano che le masse popolari sono pronte alla mobilitazione, si mobilitano e spontaneamente tendono a organizzarsi per far fronte agli effetti della crisi.

Elevare, allora, il loro grado di organizzazione e coordinamento, raccogliere e formare gli elementi più avanzati e generosi, educare le masse popolari alla lotta e all’organizzazione a ché imparino e si sperimentino nel governare e dirigere la loro azienda, il loro quartiere, la loro scuola, la loro città e il loro paese è la base, oggi, della costruzione di una nuova società, una società diretta e gestita dalla classe operaia e dal resto delle masse popolari: questa è la sfida e il compito che il nuovo movimento comunista e quanti oggi aspirano ad essere e fare i comunisti devono porsi come obiettivo, forti del bilancio storico della prima ondata della rivoluzione proletaria e della comprensione dei limiti ideologici e di concezione che ne esaurirono la spinta propulsiva.

L’avvincente e profonda autobiografia di Teresa Noce dimostra e insegna che la storia di ogni individuo è il complesso e il risultato dei rapporti sociali nei quali è inserito. È e fa parte della società e, pertanto, trasforma la società e, al tempo stesso, ne è trasformato. È nel movimento comunista, nella forza del collettivo, che i proletari trovano la loro libertà e la loro emancipazione, perché è il movimento comunista l’unica opportunità che ha ogni proletario destinato, nel capitalismo, ad essere sfruttato, ogni donna ad essere relegata tra le quattro mura domestiche, ogni giovane ad essere esubero e precario, ogni anziano ad essere abbandonato e inutile, per elevarsi intellettualmente e moralmente e diventare artefice del proprio futuro. Quel futuro che la Noce, con il suo esempio di vita e di condotta, ancora oggi ci consegna” (dalla Premessa alla nuova edizione).

Il testo si compone di circa 500 pagine in volume unico in brossura. Nasce dalla collaborazione tra le Edizioni Rapporti Sociali e Red Star Press.

E’ disponibile nelle principali librerie o se ne potrà fare richiesta direttamente all’editore, scrivendo a edizionirapportisociali@gmail.com o compilando il modulo qua sotto

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