C’è chi pensa che per conferire il carattere rivoluzionario alla coscienza spontanea delle masse popolari sia necessario (o sia sufficiente) rendere evidenti le ingiustizie e la barbarie del capitalismo. Il ragionamento, secondo i fautori di questa tesi, è che le masse non si mobilitano perchè troppo intossicate dalla propaganda di regime, perchè ignoranti della “vera” natura del capitalismo, perchè “non si rendono conto” di quanto e come sono sfruttate e sottomesse. A scavare attorno a questa concezione emerge che la coscienza rivoluzionaria è una virtù che si tramanda attraverso la denuncia, svelando agli occhi delle masse addormentate le verità sul loro stato di sottomissione sfruttamento.

Noi comunisti contrastiamo questa concezione. Per noi comunisti la denuncia della barbarie del capitalismo, la denuncia delle ingiustizie, è uno strumento, ma solo uno fra gli altri, nel rapporto con le masse popolari: serve soprattutto a creare la condizione favorevole per usare gli altri (e lo chiamiamo agitazione), la propaganda e l’organizzazione. La denuncia senza la propaganda che apre le porte all’organizzazione si limita a dire le cose che non vanno e contro cui combattere, ma non dà alcuna indicazione sul che fare per risolvere il problema e sul come farlo, quindi, alla lunga alimenta la tendenza alla delega (fare appello alle autorità e alle istituzioni borghesi per risolvere i problemi) e infine genera sfiducia, rassegnazione e frustrazione fra le masse popolari. Limitarsi alla denuncia o usare la denuncia come strumento funzionale alla propaganda che apre le porte all’organizzazione è una discriminante che divide la sinistra borghese dai comunisti. La sinistra borghese effettivamente pretende, spera, che la borghesia “faccia qualcosa” di diverso e di contrario alla sua natura per migliorare le condizioni delle masse popolari. La borghesia lo farà solo a condizione che ci sia un movimento comunista abbastanza forte da indurla a fare concessioni pena il rischio di essere rovesciata. I comunisti hanno un altro compito, costruire il nuovo potere delle masse popolari organizzate che soppianta quello della borghesia. Ecco perchè è necessario che indichino, oltre ai problemi, anche come le masse popolari li possono affrontare e possano imparare a risolverli in modo conforme ai loro interessi generali.

Fra le forze, i partiti, i movimenti che si richiamano al comunismo è molto in voga la tendenza a fare denunce del presente sempre più oscure e nefaste. La tendenza a dipingere il nero più nero, il brutto più brutto, fino a delineare il nemico di classe come qualcosa di mostruoso, forte, onnipotente. A questa descrizione caricaturale seguono spesso appelli generali alla rivoluzione, alla rivolta, alla ribellione. Stanno cioè dicendo alle masse popolari di ribellarsi contro un nemico invincibile senza indicare né il come organizzarsi né il perchè farlo, dato che è invincibile.

La propaganda dei comunisti deve aprire le porte all’organizzazione. Deve essere rivolta a specifici referenti (la parte più avanzata delle masse popolari) e indicare loro le cause dei problemi e della barbarie, deve indicare quali sono i modi con cui le masse popolari possono farvi fronte, deve indicare la soluzione immediata in modo che sia funzionale alla costruzione della rivoluzione socialista, deve indicare quali sono i nemici e quali sono gli alleati delle masse in ogni battaglia e nella guerra, deve chiamare all’organizzazione. Ma i comunisti devono essere capaci, e diventarlo via via sempre più, di organizzare le masse popolari, per non lasciar cadere la propaganda nel vuoto, come un esercizio intellettuale, un’opinione. Organizzare le masse popolari significa creare organismi di massa che a vario titolo e livello sono legati al Partito e raccogliere gli elementi più avanzati e generosi nel Partito perchè assumano un ruolo superiore nella lotta di classe.

La propaganda dei comunisti deve elevare la coscienza delle masse popolari. La propaganda che apre le porte all’organizzazione si combina necessariamente con la propaganda che eleva la coscienza perchè, una volta individuati i problemi e le contraddizioni, bisogna che le masse popolari imparino a organizzarsi, a trattarli, a risolverli. Questo movimento è possibile e sarà tanto più rapido ed efficace quanto la pratica sarà orientata dalla conoscenza, assimilazione e uso della concezione comunista del mondo e quanto più i comunisti diventano educatori, formatori e organizzatori delle masse popolari. Per la sinistra borghese, invece, se le masse popolari non rispondono agli appelli alla ribellione e all’organizzazione, la colpa è delle masse popolari: i suoi esponenti si comportano come un maestro borioso che addossa la responsabilità degli alunni se questi non apprendono il contenuto delle sue lezioni. Ce lo vedete un bravo maestro che dà del “ritardato” ai suoi alunni?

Essere all’altezza della propaganda. Per i comunisti è fondamentale propagandare la costruzione della rivoluzione socialista e l’instaurazione del socialismo come obiettivo, tutti quelli che hanno seguito la via di nasconderli perchè “le masse non capiscono” o “le masse non sono pronte” hanno dimostrato praticamente di essere loro a non capire e a non essere pronti. Ma la propaganda del socialismo non può essere il mantra che tutto risolve: se si alza la bandiera della ribellione, dell’organizzazione, della mobilitazione è decisivo darsi gli strumenti per essere conseguenti. Se dicessimo alle masse popolari “organizzatevi”, poi non fossimo in grado di promuovere concretamente la loro organizzazione, inevitabilmente saremmo tacciati, giustamente, di fare solo chiacchiere. Darsi i mezzi (intellettuali e pratici) della propria politica, imparare e insegnare alle masse popolari a darsi i mezzi per la loro politica, è la combinazione della propaganda come strumento per promuovere organizzazione e come strumento per elevare la coscienza, è unione di teoria e pratica. Cosa fare, perchè farlo, come farlo, in che contesto farlo: non sono indicazioni di “chi sa già tutto” a “chi non sa niente”, ma la traduzione nel concreto del principio che si impara a combattere combattendo.

Una questione in sospeso. Dicevamo all’inizio che la sinistra borghese tende a dipingere la realtà più nera di quanto lo sia, a descrivere la classe dominante, le sue autorità e istituzioni più forti di quanto lo siano in realtà. La propaganda dei comunisti deve mostrare le cose come stanno: la società capitalista sta crollando, la ferocia delle autorità e delle istituzioni sono i suoi colpi di coda; gli appigli, le occasioni e i contesti in cui i comunisti possono imparare e insegnare a costruire la rivoluzione socialista sono innumerevoli. Quello che la sinistra borghese presenta come un mostro imbattibile, il “sistema dei capitalisti”, è in verità una tigre di carta. Esserne consapevoli ed educare le masse ad esserlo è un passo avanti per imparare a vedere , far valere e usare la forza delle masse popolari per trasformare il mondo.

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