Su Resistenza 5/2016, nell’articolo Alcune esperienze di costruzione del Partito in regioni dove non siamo ancora presenti scrivevamo che “stiamo conducendo “spedizioni” per far conoscere il Partito dove non abbiamo sezioni, per incontrare i simpatizzanti, per avviare percorsi di collaborazione e di candidatura per diventare membri. Sono prime esperienze e dobbiamo ancora imparare molte cose nell’“arte dell’organizzazione”, nella costruzione di nuove sezioni e di nuove federazioni, ma ogni spedizione si conclude con nuovi, numerosi contatti, con la scoperta di nuovi possibili “appigli” su cui far leva per costruire il Partito”.

Dal 19 al 22 maggio abbiamo promosso la prima spedizione ad ampio raggio in Umbria. È stato un “tour” in cui abbiamo toccato tre città, abbiamo promosso due iniziative pubbliche (una alla casa Rossa di Spoleto e l’altra presso lo spazio sociale RudeGrifo di Perugia), un confronto con i compagni del PRC di Terni, una diffusione davanti l’AST di Terni e due davanti alle scuole superiori di Terni e Spoleto. Ci siamo confrontati con decine di compagni, di operai che hanno la falce e martello nel cuore e che aspirano alla rivoluzione socialista. Parliamo di operai, studenti e precari che sono il frutto migliore di quanto la prima ondata della rivoluzione proletaria ha sedimentato. In questi compagni l’aspirazione al socialismo si combina con lo scetticismo e la sfiducia nel fatto che la costruzione della rivoluzione socialista sia un percorso concreto da promuovere qui e ora. E la battaglia per vincere tale sfiducia è parte del percorso di costruzione di nuove sezioni e di nuove federazioni nelle Regioni “rosse”, cioè nelle Regioni governate (dal 1945 in poi) dal vecchio PCI revisionista che poi è diventato PDS e infine PD renziano.

Dei quattro giorni di spedizione raccogliamo molti spunti per riflettere sul nostro lavoro; ne ricaviamo conferme rispetto alla giustezza della nostra analisi della situazione e della linea, ma soprattutto emergono molti elementi per arricchirla: le spedizioni sono una scuola per imparare a elevare la nostra pratica all’altezza della nostra teoria.

In quest’articolo tratterò di due esperienze: il confronto che abbiamo avuto a Terni sul ruolo dei comunisti oggi e l’iniziativa pubblica di Spoleto.

Nel confronto con i compagni di Terni abbiamo trattato del bilancio della prima ondata della rivoluzione proletaria e in particolare del perché nonostante il vecchio PCI fosse così radicato e forte in tutto il Paese abbia perso. Abbiamo discusso dei limiti della sinistra di quel vecchio PCI che nonostante le gesta eroiche di molti compagni e compagne mancava di una strategia per la costruzione del nuovo potere. Molti diranno “ma in che modo l’esperienza del passato ci serve oggi? Non rischiamo di perderci in una discussione fine a se stessa?”. Il punto è che fare il bilancio dell’esperienza è, sì, utile per capire quali errori i comunisti hanno commesso in passato così da non ripeterli, ma è anche utile per acquisire un metodo di conoscenza della realtà che non si ferma alla superficie degli eventi, ma va più a fondo: parliamo della promozione di un processo di analisi logica che scompone l’esperienza per individuare il cuore dei problemi e risolverli.

Con i compagni di Terni, per esempio, questo metodo ci è servito per toccare con mano la possibilità di ripartire dal bilancio dell’ultima vertenza che gli operai hanno condotto all’AST di Terni, combattuta con radicali mobilitazioni e grande partecipazione, ma che si è conclusa con un accordo che equivale a una sconfitta. La necessità di andare a fondo nell’analisi nasce dagli stessi operai con cui abbiamo discusso, per elevare il loro ruolo, per organizzare e mobilitare i loro compagni contro la morte lenta dell’azienda e promuovere “la rinascita del territorio”.

In conclusione, con i compagni di Terni è emersa la necessità di promuovere lo scambio d’esperienza e la conoscenza reciproca attraverso l’approfondimento di tre filoni specifici: 1. natura e origine della crisi del capitalismo, 2. bilancio della prima ondata della rivoluzione proletaria e 3. strategia e tattica dei comunisti oggi. Anche attraverso la trattazione di tali filoni coltiveremo il rapporto con loro e proseguiremo il nostro lavoro a Terni.

L’iniziativa di Spoleto del 20 maggio aveva come oggetto il confronto tra l’esperienza del locale comitato dei disoccupati e la Lista Disoccupati e Precari del VII Municipio di Roma. E’ stata un’occasione preziosa per discutere della costruzione di Amministrazioni Locali d’Emergenza e del Governo di Blocco Popolare.

Nello scambio di esperienze fra i due organismi sono emersi molti punti in comune e anche differenze di carattere ideologico, l’iniziativa conferma il bisogno e l’interesse della conoscenza reciproca e del coordinamento. Ad esempio la Lista dei Disoccupati e Precari del VII Municipio di Roma ha portato l’esperienza dell’organizzazione degli scioperi a rovescio che il comitato di Spoleto ha raccolto e confida di utilizzare in futuro.

Dalla spedizione in Umbria ne usciamo arricchiti sia dal un punto di vista politico che di esperienza di vita collettiva. Nelle prossime settimane sarà importante fissarne gli insegnamenti e rilanciare.

Viva l’Umbria Rossa!

Il Segretario della Federazione Toscana

umbria

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