La Carovana del (nuovo)PCI ha individuato uno strumento speciale per la diffusione e l’elaborazione della scienza rivoluzionaria, il corso-ritiro, cioè un corso sul Manifesto Programma del (nuovo)PCI con approfondimenti sulle singole materie condotto nell’arco di due settimane in una località relativamente appartata da un gruppo di docenti e studenti, assistiti da un compagno che si occupa della logistica.

A gennaio di quest’anno abbiamo tenuto il primo di questi corsi. Il Segretario Nazionale del P.CARC ne parla nel numero 2/2016 di Resistenza, nell’articolo La formazione è l’arma decisiva per avanzare nella lotta per la costruzione del Governo di Blocco Popolare!, a cui si rimanda per maggiori informazioni sulle caratteristiche che questi corsi hanno. Aggiungiamo solo che questi corsi ritiro sono laboratorio di ricerca scientifica, dove ogni fenomeno si può studiare senza interferenze esterne, e per fenomeno qui intendiamo i comportamenti, i sentimenti, le idee di ciascuno, che noi indaghiamo per separare tutto quanto ci porta a realizzare i nostri interessi materiali e spirituali da tutto quanto di confusione, falsificazione, diversione, sfiducia e mortificazione e quant’altro il regime della borghesia imperialista instilla nella coscienza delle masse popolari quotidianamente e in modo sempre più ossessivo e compulsivo, tramite tutti i suoi mezzi di informazione e con tutto il suo apparato per la comunicazione virtuale. Siamo intenti, come dice Brecht in una sua poesia, a “scegliere la strada più diritta possibile, vincere / gli ostacoli del giorno, evitare i pensieri / che hanno avuto esiti cattivi, e scoprire /quelli propizi”.

Questo secondo corso oltre a darci conferma di quanto nel primo abbiamo scoperto ci ha fatto fare scoperte nuove.

Nel primo abbiamo scoperto che l’insegnamento della scienza rivoluzionaria è parte integrante della scienza stessa, che è rivoluzionaria solo se è comprensibile e via via compresa dalle masse popolari, e abbiamo avuto conferma che questa scienza è nuova, differente da qualsiasi cosa si insegna in campo economico, politico, filosofico e sociale nelle scuole borghesi. In questo secondo corso abbiamo compreso che chi insegna la scienza rivoluzionaria è e deve essere assolutamente differente rispetto a chi insegna in una scuola borghese.

In questo corso, infatti, abbiamo non solo insegnato la concezione comunista del mondo agli studenti, ma anche a compagni che sono candidati a insegnarla. Questo è stato un salto di qualità del nostro lavoro di formazione. E’ stata la differenza più importante di un corso che è stato diverso dal primo perché in quello abbiamo riunito soggetti tra loro simili per vari fattori, mentre in questo abbiamo riunito tra loro soggetti tra loro diversi.

C’è stata la differenza tra studenti e docenti in formazione, cioè compagni che studiano per diventare insegnanti e quella rispetto all’appartenenza al Partito. C’erano compagni e compagne che sono nel Partito da molto tempo, altri che ci sono da poco, altri che ci sono tornati dopo un assenza decennale, altri che non sono nel Partito.

C’è stata la differenza d’età. C’erano compagni e compagne molto giovani e altri adulti, ciascuno con le sue problematiche, quelle dei figli rispetto ai genitori, quelli dei genitori rispetto ai figli e dei mariti rispetto alle mogli.

C’è stata la differenza (che già avevamo affrontato nel primo corso) tra studenti con livello scolare basso e altri laureati.

C’è stata la differenza di provenienza geografica, con studenti che venivano dal Sud, dal Centro e dal Nord del paese.

C’è stata la differenza rispetto a una compagna che viene da uno dei primi paesi socialisti, la Polonia. La compagna ha dato molti esempi di cosa significa vivere in un paese socialista, delle tante conquiste e del diverso modo di vivere e pensare che il primo movimento comunista ha sperimentato. Di tutto questo la compagna ha raccontato molto, mostrando a noi che siamo all’opera per fare dell’Italia un nuovo paese socialista, quali passi avanti il socialismo compie e fissa, mantenendoli anche nel periodo in cui i revisionisti si sforzano di fare ritornare il paese al passato, come succedeva in Polonia negli anni in cui la compagna vi trascorreva la sua infanzia e la sua adolescenza, quelli in cui Woytila usava il paese come base per la sua crociata contro il movimento comunista.

Le differenze di cui parliamo sopra, tra chi apprende e chi insegna, tra donne e uomini, tra chi ha studiato poco e chi tanto, tra chi è giovane e chi è adulto, tra chi non sta nel Partito e chi ne è membro, tra chi è immigrato e chi è autoctono, tra chi vive in aree e regioni arretrate e chi vive in aree e regioni avanzate, sono alcune delle grandi differenze che ci sono nella società e su cui la borghesia imperialista fa leva per dividere le masse popolari e metterle l’una contro l’altra. Con la scienza rivoluzionaria, con la concezione comunista del mondo, i comunisti possono individuare queste differenze e ricomporle, unendo le masse popolari e indirizzando la loro mobilitazione in senso rivoluzionario, cosa che, qui e ora, significa creare le condizioni per il Governo di Blocco Popolare. E’ un’impresa veramente grande e difficile, ma possibile. Il movimento comunista italiano ha fatto scoperte scientifiche importanti e la sperimentazione ce ne conferma la validità. Disponiamo di una scienza unitaria e organica, che ci consente di guardare avanti con serenità e lungimiranza, ci dà la capacità di vedere l’obiettivo, quello per cui hanno dato la vita in tanti nel nostro paese e nel mondo e quello su cui hanno puntato gli occhi i grandi scienziati della classe operaia, nel corso degli ultimi centocinquanta anni. Siamo già all’opera per creare le condizioni necessarie per un Governo di Blocco Popolare, che è il modo in cui oggi si costruisce la rivoluzione, per fare quello che il movimento comunista ancora non ha fatto, e cioè la rivoluzione in un paese imperialista. Il futuro è veramente luminoso, come vediamo in tanti momenti della nostra lotta e come abbiamo fissato con molta precisione in questo secondo corso ritiro di formazione alla concezione comunista del mondo, un altro passo avanti nella costruzione della nuova Scuola di Partito.

 

uomo partito

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