Cade quest’anno l’80esimo Anniversario dall’inizio della guerra civile spagnola, un tema che affronteremo sicuramente a più riprese nel corso dell’anno.
Cogliamo in questo numero l’occasione per presentare e consigliare la lettura del libro La guerra di Spagna, il PCE e l’Internazionale Comunista, redatto dal Partido Comunista de Espagna (reconstituido) e pubblicato in Italia dalle Edizioni Rapporti Sociali.
Il libro, come spiega la Presentazione ai lettori italiani, non è un “racconto dettagliato della nascita, della crescita e della liquidazione del PCE”, ma piuttosto “un bilancio delle esperienze dell’intero arco della sua vita”, un bilancio “fatto oggi (cioè nel 1995 – ndr), a circa quarantanni dalla conclusione della sua vita, alla luce dell’esperienza del movimento comunista internazionale, dei compagni del PCE(r) col metodo del materialismo dialettico”.

In questo libro gli autori rispondono in sostanza alla domanda: perchè il PCE non riusci ad adempiere al suo compito? Cioè, concretamente, quali furono i suoi errori e limiti che non riuscì a superare e che gli impedirono di condurre vittoriosamente la rivoluzione?
Il primo motivo per leggere e studiare questo libro è che tale domanda ha valenza universale per i comunisti, poiché tali limiti ed errori valgono in generale per gran parte dei partiti comunisti costruiti nel corso della prima crisi generale del capitalismo e soprattutto quelli dei paesi imperialisti come il nostro, nessuno dei quali è riuscito a conseguire l’obbiettivo di fare la rivoluzione.
Il secondo è che dare la risposta giusta è fondamentale per i comunisti per non ripetere, ora che la seconda crisi generale del capitalismo pone le basi per il sorgere di una seconda ondata della rivoluzione proletaria, gli stessi errori del passato, per fare la rivoluzione nei paesi imperialisti, per andare questa volta sino in fondo nella transizione al comunismo.
Lo studio di questo libro quindi “offre molti insegnamenti a tutti quelli che in Italia vogliono dare il loro contributo alla rinascita del movimento comunista” e lo fa partendo da un’esperienza concreta, la guerra civile spagnola appunto, così da aiutarci a mettere i ragionamenti con i piedi per terra, a scendere nel concreto, ad afferrare meglio quelle questioni che, finché rimangono nel campo dell’astratto, ci possono sembrare campate in aria o contorsioni teoriche.

In particolare questo bilancio della guerra civile in Spagna ci offre utili e convincenti elementi e risposte su alcuni punti determinanti, che ancora sono oggetto di dibattito nel movimento rivoluzionario nel nostro paese:
– la necessità del partito comunista e la linea per la sua costruzione;
– la forma e il contenuto della rivoluzione proletaria;
– la contraddizione tra carattere nazionale e internazionale della rivoluzione socialista;
– lo sviluppo delle contraddizioni politiche nel corso della rivoluzione, tra il PC e i partiti borghesi e tra il PC e gli altri partiti e movimenti anticapitalisti;
Le cause dell’affermarsi del revisionismo moderno alla guida dei partiti comunisti.
Punti che è necessario affrontare e a cui dobbiamo dare risposta e che il bilancio esposto nel libro ci permette di affrontare a un livello superiore, alla luce degli insegnamenti di quello che è stato uno dei più importanti episodi dello scontro tra mobilitazione reazionaria e rivoluzionaria nell’ambito della crisi generale del capitalismo con cui oggi nuovamente ci troviamo a fare i conti.

Edizioni Rapporti Sociali, 1997 – pagg. 192 – 7 euro – Richiedilo a edizionirapportisociali@gmail.com o carc@riseup.net

PCE

 

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