A seguito delle dimissioni di Massimo Amore, che era membro del Centro di Formazione del Partito, si è resa più urgente l’attuazione di un intervento di formazione in Campania previsto nella campagna di sviluppo intrapresa dopo il IV Congresso. Tale intervento poggia sulla necessità di promuovere nel nostro principale concentramento di forze la lotta per tradurre in pratica il principio che la teoria rivoluzionaria (imparare a pensare, imparare a elaborare, conoscere e applicare la concezione comunista del mondo) è un’arma rivoluzionaria.
Si tratta di un’esperienza tipo, è il primo vero intervento concepito come scuola di partito e ha l’obiettivo di produrre superiori insegnamenti sul fronte della formazione: i compagni campani hanno potuto in una prima fase dare al Centro di Formazione una verifica dei metodi applicati fino a oggi e degli esiti dei percorso di formazione precedenti, si avvia ora una seconda fase dell’intervento articolata in 5 punti:
corsi di alfabetizzazione: perché si combinano in Campania gli effetti della questione meridionale che affligge il sud Italia con le forme del decadimento culturale cui i vertici della Repubblica Pontificia costringono tutto il paese (analfabetismo di ritorno, nozionismo d’accatto insegnato nelle scuole, in particolare professionali e tecnici); è possibile incontrare, quindi, proletari con un bassissimo livello di scolarizzazione e laureati che fanno fatica ad articolare un pensiero in forma scritta. A fronte delle allarmate denunce della sinistra borghese, i comunisti non colpevolizzano le “masse ignoranti”, ma applicano la democrazia proletaria: chi è più avanti insegna a chi è più indietro; in italiano come nella scienza di costruire la rivoluzione.
Corsi di studio del Manifesto Programma del (n)PCI: che nella nostra scuola di formazione è un testo di base che si studia a vari livelli (in questo caso, corsi di primo livello: conoscenza delle tesi contenute nel testo) ed è sempre più strumento per parlare di politica, ragionare di politica e confrontarsi che vale per i membri del Partito, per simpatizzanti e collaboratori.
Conferenze e incontri pubblici: nelle scuole e nelle università, in sinergia con la campagna Lavoro Giovani, ma anche in circoli, presso associazioni, con operai e lavoratori.
Corsi ritiro: cioè sessioni di studio intensivo e prolungato che si svolgono in appositi spazi e fuori dal contesto in cui i partecipanti vivono e lavorano (il primo è previsto a gennaio, durerà 2 settimane e si svolgerà in provincia di Bergamo). Si tratta di una iniziativa che combina la formazione (lo studio), con la vita collettiva, in un contesto che favorisce la concentrazione e sbarra la strada alle mille contingenze quotidiane che si frappongono fra la volontà di studiare (il dire di volerlo fare) e il farlo davvero: prendersi il tempo per studiare è una lotta e studiare è una conquista per ogni proletario!
Percorsi di studio mirati in cui gli studenti approfondiscono specifici aspetti: elaborazione di note di lettura e discussione con i docenti e gli altri studenti.

La combinazione e la simultaneità di questi 5 aspetti costituisce la prima vera scuola del P.CARC (che comprende un notevole sforzo organizzativo ed economico) che arricchisce e sviluppa il già ricco lavoro di formazione che il Partito ha condotto con sistematicità dal 2010.

Per motivi di spazio dobbiamo rimandare i lettori al sito per l’articolo sul primo dei corsi sul Manifesto Programma del (n)PCI che è in corso a Pozzuoli, è una testimonianza della ricchezza dei corsi di formazione e di cosa si intende quando diciamo che anche la lotta per lo studio è una battaglia. Una battaglia contro il senso comune e corrente, una battaglia per trasformarci per imparare a trasformare il mondo.

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