Dal 14 al 18 dicembre un gruppo di 5 giovani compagni di Napoli è stato in Puglia per una “spedizione” di inchiesta, di propaganda e di raccolta.
Di inchiesta, perché si trattava di conoscere meglio, più da vicino e più a fondo le realtà operaie e popolari della Regione.
Di propaganda, perché alle riunioni, agli incontri e alle interviste i compagni hanno affiancato sistematicamente diffusione di volantini, diffusioni e letture di Resistenza, megafonaggi di fronte a scuole e aziende.
Di raccolta, perché poco prima di partire avevamo tre contatti nella Regione e a conclusione della spedizione sono circa 50.

L’esperienza è stata ricca di sommovimenti interni: la spinta dei compagni che hanno partecipato ha dovuto forzare sulle limitazioni e resistenze, sulle questioni personali, sulle incertezze che inevitabilmente si pongono di fronte a chi si mette in gioco, soprattutto se si tratta di giovani; la spinta dei compagni che hanno contribuito a creare le condizioni per questa spedizione, che ha fatto comprendere a un livello superiore il significato di essere un partito, un collettivo, di operare come parte di un tutto: da chi ha messo a disposizione la macchina a chi ha cercato fra i contatti che conosceva, ognuno è stato messo di fronte al dover fare un passo verso il collettivo.
Ed è stata ricca di scoperte, di contatti, di elementi di inchiesta: dalle discussioni con gli anarchici del Binario 68 (un centro sociale occupato) all’incontro con gli studenti universitari e con i compagni dello Spartak a Lecce, dagli studenti dell’UDS di Nardò alla Rete NO TAP, dall’Associazione Gallipoli Futura agli operai dell’ILVA di Taranto, ai compagni dell’USB e a quelli della Casa Occupata.
Una prima ricostruzione di questa esperienza (sottoforma di “diario di bordo”) la pubblichiamo, per motivi di spazio, sul sito e invitiamo a leggerla. Quello che emerge, oltre ai tanti elementi qui solo accennati, è soprattutto la dimostrazione del sommovimento in corso nel PCARC per diventare l’organizzazione adeguata a costruire il Governo di Blocco Popolare. In questa ottica si può comprendere l’entusiasmo e la vitalità con cui i compagni e le compagne escono dalle sedi, escono dai loro quartieri e dalle loro città, dalle loro regioni, per occuparsi del paese insieme alla fitta rete di organizzazioni operaie e popolari che già operano sui territori.

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