Chiedere a governo e padroni di essere più buoni non porta a niente

PER NON SUBIRE LA GUERRA DEI RENZI E DEI MARCHIONNE, DOBBIAMO COMBATTERE A MODO NOSTRO E DECISI A VINCERE
Hollande e Bergoglio dicono che siamo in guerra. E’ vero! Gli imperialisti europei, americani e sionisti stanno conducendo una politica di guerra, devastazione e morte in tutto il mondo. Questa è la causa diretta degli attentati di Parigi!
Solo se prendiamo  in mano la situazione e cambiamo il corso delle cose possiamo prevenire la guerra verso cui passo dopo passo gli Obama, gli Hollande, i Renzi, i Netanyahu e la loro comunità internazionale ci stanno trascinando.
Quelli che alzano la bandiera della “lotta al terrorismo” sono gli stessi criminali che spremono i lavoratori, chiudono le aziende, eliminano il CCNL e i diritti dei lavoratori, perseguitano gli immigrati, devastano l’ambiente, smantellano la scuola, la sanità e i servizi pubblici, impongono tasse e ticket, moltiplicano le missioni di guerra, gli armamenti e le spese militari.

CACCIARE IL GOVERNO DEL JOBS ACT, DELLA BUONA SCUOLA E DELLO SBLOCCA ITALIA
Finché il nostro paese sarà governato da governi come quello Renzi, da governi espressione dei poteri forti (del Vaticano, della Confindustria, delle organizzazioni criminali, degli imperialisti USA e UE), le cose continueranno a peggiorare. Protestare e rivendicare serve a riunire e mobilitare gente, ma non cambierà la loro politica e se restiamo al protestare e al rivendicare, alla fine chi si è mobilitato si scoraggerà perché non vede risultati. Promuovere referendum e leggi di iniziativa popolare non garantisce alcun risultato: basta vedere che fine ha fatto la vittoria del referendum sull’acqua pubblica.
La troika, i mercati finanziari, la comunità internazionale dettano legge ai governi espressione dei poteri forti: la loro legge suprema è far pagare interessi, privatizzare e creare spazio per le loro speculazioni e far fruttare i loro capitali finanziari, aprire ogni paese ai loro traffici, ai loro affari e alle loro sopraffazioni. La crisi del capitalismo non lascia loro altra strada.

UNA COALIZIONE SOCIALE PER COSTITUIRE UN GOVERNO DI BLOCCO POPOLARE
Cambiare il corso delle cose è possibile. Ma solo le masse popolari organizzate, solo i lavoratori organizzati con un loro governo d’emergenza possono farlo. 
La Coalizione Sociale può avere un ruolo decisivo in questo senso. La FIOM e gli altri organismi che vi partecipano hanno l’autorevolezza per chiamare operai, cassintegrati, disoccupati, studenti, pensionati a operare unitariamente sui territori per mettere mano allo sfascio generale verso cui padroni e speculatori stanno portando il paese e cambiare il corso delle cose.

Gli esempi sono molti: impedire la chiusura e la delocalizzazione delle aziende ancora attive mobilitando tutti quelli che sono disponibili (un appello alla lotta, non un appello alla testimonianza di solidarietà e basta!): difendere con ogni mezzo i posti di lavoro esistenti! Gestire le aziende che i padroni vogliono chiudere o delocalizzare, recuperare anche le strutture e gli impianti di quelle che ormai sono chiuse: mobilitarsi con ogni mezzo per creare nuovi posti di lavoro!

Sì, la Coalizione Sociale può avere un ruolo importante. Ma la forza decisiva è quella degli operai e degli altri lavoratori.  Da dove iniziare? Costituire organizzazioni operaie nelle aziende private e organizzazioni popolari nelle aziende (ancora) pubbliche che si occupino sistematicamente della salvaguardia delle aziende prevenendo le manovre padronali per ridurle, chiuderle o delocalizzarle, studiando in collegamento con esperti affidabili quale è il futuro migliore per l’azienda, quali beni e servizi può produrre che siano necessari alla popolazione del paese o agli scambi con altri paesi, predisporre in tempo le cose. Questo è oggi il primo passo: lo chiamiamo “occupare l’azienda”.

Stabilire collegamenti con organismi operai e popolari di altre aziende, mobilitare e organizzare le masse popolari, i disoccupati e i precari della zona circostante a svolgere i compiti che le istituzioni lasciano cadere, a gestire direttamente parti crescenti della vita sociale, a distribuire nella maniera più organizzata di cui sono capaci i beni e i servizi di cui la crisi priva la parte più oppressa della popolazione, a non accettare le imposizioni dei decreti governativi e a violare le regole e le direttive delle autorità. E’ il contrario che restare chiusi in azienda ed è il salto decisivo: lo chiamiamo “uscire dall’azienda”.

La parabola del governo Tsipras in Grecia insegna. Solo un governo di cui le organizzazioni operaie e popolari sono le autorità locali e che si fonda su di esse per attuare i provvedimenti necessari a rimediare agli effetti più gravi della crisi, ha la forza per far fronte all’opposizione, al sabotaggio, ai ricatti dei padroni, del Vaticano, delle organizzazioni criminali e della loro comunità internazionale.

carc

 

 

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